Bambini Ucraini salvati a Torino: la nuova guerra sta causando dolore e distruzione

A Torino sono arrivati dei bambini dall’Ucraina, bersaglio di guerra dei Russi.

Un’immagine della devastazione in Ucraina (Google)

Nel capoluogo piemontese sono state salvate delle vite che, però, rimarranno comunque spezzate per sempre.

Il terrore della guerra

Il 24 febbraio 2022, all’alba, la Russia ha attaccato l’Ucraina, aprendo definitivamente un conflitto europeo.
L’esercito russo sta colpendo obiettivi civili, distruggendo quartieri e condomini e uccidendo migliaia di persone innocenti.
Il mondo intero nella speranza (molto probabilmente vana) di convincere Vladimir Putin, il presidente russo, ad un arresto, cerca di tenere sotto controllo la situazione fornendo aiuti alla nazione invasa.
Putin ha dichiarato guerra all’Ucraina nell’intento di riunire gli stati del blocco sovietico.
L’Ucraina, in questi anni considerata troppo vicina all’occidente, è stata definita una nazione nazista e fascista e, secondo Putin, è ora di riannetterla alla “madre Russia”.
Tra le paure più grandi c’è quella di una guerra nucleare: nonostante sia difficile immaginare tale ipotesi poiché si giungerebbe ad una distruzione indistinta dei paesi, quel “bottone rosso” sulla scrivania del dittatore, ad oggi, fa molta paura.

Un’immagine di un quartiere distrutto dai bombardamenti (Google)

Gli aiuti italiani all’Ucraina

Una missione umanitaria è partita dall’Ucraina e ha portato 13 bambini bisognosi di cure all’ospedale Regina Margherita di Torino, eccellenza sanitaria del nostro paese.
I medici torinesi, arrivati la notte scorsa al confine per prendere i bambini, si sono trovati di fronte a una scena straziante.

“Non si reggevano in piedi ed erano impauriti. Alcuni avevano ancora la flebo al braccio e hanno dovuto essere sorretti dalle madri, cariche di borse e con i fratellini per mano”.

Bambini e famiglie hanno attraversato la Moldavia e la Romania in pullman fino a Iasi dove sono saliti in carrozzina o in passeggino sull’aereo diretto in Italia.
Ad attenderli a bordo la vicepresidente del Senato Anna Rossomando e l’assessore piemontese con delega all’Infanzia Chiara Caucino.
Quest’ultima ha distribuito ai piccoli un pacchetto regalo con dei pastelli e alcuni gadget messi a disposizione dalla Fondazione Lavazza, che insieme alla Basic Net di Marco Boglione e alla Basic 2 dell’albese Alessandro Barbero ha coperto tutti i costi della missione.
Il governatore della regione Cirio ha espresso grande orgoglio per la vicenda.

Molti bambini sono stati costretti a scappare (Google)

La ciclicità della guerra

Non stiamo assistendo a nulla di nuovo: la guerra è tornata a e a decenni di distanza fa ancora paura.
Sembra parte dell’istinto umano accanirsi su altri esseri.
Ora l’Europa, sembra tornata indietro al 1939 e viene da chiedersi perché.
Tutti i discorsi sull’autodeterminazione dei popoli e sugli errori storici da non ripetere più sembrano essersi volatilizzati per qualcuno.
In Russia, si assiste ad uno scandaloso indottrinamento, anche dei bambini; al divieto di uso di certe parole, come guerra; alla diffusione di false notizie e all’arresto di chi manifesta pacificamente contro la guerra.
Nella speranza che tutto questo possa finire presto e senza troppo dolore e sangue sparso inutilmente, confidiamo nei poteri nazionali democratici e in una maggiore presa di coscienza da parte di chi sta dimostrando in tutti i modi di non averne una.

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