Crolla anche l’ultimo ostacolo alla Riforma sul Copyright Europeo, (contenente i controversi Articolo 13 e 11). Infatti dopo l’approvazione in Parlamento lo scorso 24 marzo, rimaneva soltanto da sottoporla al Consiglio Europeo, formato dai capi di stato dell’unione. Al voto di Consiglio solo Italia, Svezia, Finlandia, Polonia, Olanda e Lussemburgo hanno votato contrari, astenuti Slovenia, Estonia e Belgio e favorevoli tutti gli altri. Rendendo quindi ufficiale la nuova legge Europea sul copyright.

Cosa cambierà in Europa?

Facciamo un attimo chiarezza però sul cosa cambierà nel concreto. Tra le novità più importanti della riforma, c’è la possibilità (non l’obbligo) per gli editori di negoziare accordi con le varie piattaforme per farsi pagare l’utilizzo dei loro contenuti. I cui introiti dovranno essere condivisi con i giornalisti. Riconosciuto anche, il diritto a colmare il divario tra i ricavi che le grandi piattaforme commerciali fanno diffondendo contenuti protetti da copyright e la remunerazione offerta a musicisti, artisti o detentori dei diritti. Ovvero una più onesta divisione dei profitti tra artisti e editori vari.

Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato, ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme, come YouTube o Facebook (per buona pace dei Meme Master).Piattaforme per cui, comunque non vengono poste sanzioni,ma imposto l’obbligo al “massimo sforzo possibile” per non rendere disponibili i contenuti per cui non hanno i diritti. Obbligatori anche meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da computer, per presentare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto.

Come reagiscono le varie parti

Jean-Claude Juncker
Jean-Claude Juncker

Con l’accordo di oggi rendiamo le regole del copyright adatte all’era digitale. L’Europa avrà ora regole chiare che garantiscono equa remunerazione ai creatori, diritti per gli utenti e responsabilità per le piattaforme. La riforma era il pezzo mancante del completamento del mercato unico digitale“, ha commentato il presidente della Commissione Europea Juncker.

Helen Smith
Helen Smith

Anche la Presidente dell’associazione dei produttori di musica indipendente europea (Impala), Helen Smith sembra avere solo buone parole per la riforma.

Abbiamo un testo bilanciato che fissa un precedente da seguire per il resto del mondo. Abbiamo posto cittadini e creatori al centro della riforma e introducendo regole chiare per le piattaforme online“.

E nelle parole del Presidente dell’Associazione dei Giornalisti Europei(AGE) Nuccio Fava

La Ue ha dimostrato di essere un leader nel sostenere un internet equo, aperto e sostenibile

Insomma sembrerebbe che la pressione posta da mesi dalla comunità di internet all’Europa sia riuscita a rendere la legge se non perfetta quantomeno migliore.

 

-Christian Caivano

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