Antiossidanti: cosa sono, come agiscono e le conseguenze sul nostro corpo

Sostanza chimiche essenziali e benefiche ma che, in quantità eccessive, posso causare problemi cardiovascolari.

Prevengono il danneggiamento cellulare, causa dei tumori, e ne assumiamo in quantità variabili tutti i giorni attraverso l’alimentazione. Uno studio dell’Università dell’Alabama tuttavia pone dei limiti al loro effetto benefico.

Cosa sono ?

Gli antiossidanti sono sostanze chimiche, ma anche agenti fisici, atti ad impedire l’ossidazione di altre sostanze presenti nel nostro organismo. Sostanzialmente quando una sostanza si ossida perde elettroni, modificando il proprio assetto elettronico di legame, che si traduce in una trasformazione in altre sostanze chimiche dette radicali liberi, non buone per il nostro corpo. In particolare l’ossigeno, indispensabile per la sopravvivenza della quasi totalità dei viventi, è anche una delle specie chimiche più reattive esistenti. Entra così in gioco nel nostro corpo un complesso sistema di enzimi e metaboliti con il preciso compito di impedire l’ossidazione delle sostanze che compongono tessuti, ma anche acidi nucleici, come DNA e RNA. Quest’ultimi sono essenziali alla vita, dal concepimento fino al sostentamento e alla riproduzione di ogni singola cellula, e così come il ferro esposto al clima arrugginisce ( si ossida) rovinandosi, così può capitare che le sostanze che formano il DNA vadano incontro allo stesso processo. Gli antiossidanti prevengono tutto ciò agendo a livello molecolare, diventando di fatto indispensabili alla vita, tanto che alcuni di essi, ad esempio diverse vitamine, sono irrinunciabili in una corretta alimentazione.

Come agiscono

Gli antiossidanti, paradossalmente, sono sostanze che si ossidano facilmente e molto rapidamente. Da punto di vista chimico ciò si traduce nella cessione di elettroni ad altre sostanze, agendo come scudo ed ossidandosi al loro posto. Alcuni antiossidanti, come la vitamina E, agisce come specie riducente, ovvero cedendo elettroni, in modo da intervenire sui radicali liberi prima che questi potessero danneggiare le cellule, agendo come dei veri e propri “investigatori”. Gli antiossidanti vengono utilizzati non solo dagli esseri viventi, ma anche in ambiente industriale. Ad esempio uno dei loro usi pratici è quello di stabilizzatore nelle benzine, in modo da prevenire la polimerizzazione, causa delle formazione di residui indesiderati nei motori. Perfino le tubature in metallo sono rivestite di particolari sostanze che si ossidano al loro posto, prevenendo il loro danneggiamento su lungo periodo. Sono molto usati anche nel settore alimentare, in modo da prevenire il deperimento dei cibi. Ad esempio avrete notato che, dopo aver morso una mela ed averla lasciata a prendere aria sopra il tavolo, la polpa passerà lentamente dal bianco al marroncino, segno che si sta ossidando a causa del contatto con l’ossigeno che, come detto in precedenza, è una specie ossidante molto potente.

Quando il troppo stroppia

Gli antiossidanti hanno innegabili effetti positivi sulla salute, dalla lotta ai tumori, fino al cervello ( sono infatti usati nel combattere malattie cerebrali). Tuttavia una recente ricerca dell’Università dell’Alabama ha messo in correlazione, portando come prova uno studio condotto sui topi, come l’eccessiva assunzione di antiossidanti possa danneggiare il cuore in maniera irreversibili sul lungo periodo, situazione non certo ideale per chi ha una condizione del sistema cardiovascolare già precaria. Tuttavia non per questo si deve rinunciare ad un qualcosa di così essenziale, soprattutto se già ne assumiamo in corrette quantità con la nostra amata dieta mediterranea. Oli vegetali, frutta e verdura sono ricchi di antiossidanti, il pomodoro in particolare è ricco di un preciso antiossidante chiamato licopene, secondo molti studiosi di grande aiuto nella lotta alle neoplasie.

 

 

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