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Analisi elezioni Baviera: grande successo per i Verdi e per Afd, duro colpo per CSU e SPD

Analisi elezioni Baviera: grande successo per i Verdi e per Afd, duro colpo per CSU e SPD

Alle elezioni per il parlamento regionale in Baviera si apre uno scenario decisamente inaspettato. Nello Stato a sud-est della Germania l’Unione Cristiano Sociale (CSU), partito storicamente maggioritario nel territorio bavarese, perde oltre 12 punti percentuali passando dal 48% di 5 anni fa al 35,5%. Anche a centro sinistra i socialdemocratici registrano un netto calo: passano dal 20 al 10%. I consensi persi dal partito di orientamento democristiano e dal centro sinistra si sono spalmati sugli altri partiti candidati: i “liberi elettori” (Freie Waehler) ottengono l’11,5% contro il 9% delle ultime elezioni e anche i liberali raggiungono il 5%, dale 3,3% scorso. La vera sorpresa riguarda però i “nuovi” partiti: i Verdi conquistano la Baviera con il 18% dei voti, raddoppiando i consensi dall’ultima sfida politica; il partito anti-euro e anti-immigrazione “Alternative für Deutschland” entra per la prima volta nel parlamentino regionale superando il 10%.

elezioni Baviera
seggi assegnati ai partiti in Baviera. Fonte: ilPost

Il quadro tedesco

Le ultime elezioni politiche tedesche del 2017 si sono concluse, dopo diversi mesi di confronto, con l’insediamento al governo della grande coalizione formata da SPD e CDU, rispettivamente rappresentati dal vice-cancelliere Olav Scholz e dalla cancelliera Angela Merkel. Mentre le elezioni politiche funzionano a grandi linee come nel nostro paese, le elezioni “regionali” svolte Domenica in Baviera sono particolari e rispondono alla logica federalista tedesca. Prima di spiegare il funzionamento delle elezioni, vediamo chi sono i partiti che si sono candidati.

Partiti tedeschi

I partiti che si candidano alle elezioni sono i seguenti e sono gli stessi che Domenica sono scesi in campo in Baviera per le elezioni del parlamento delle regioni:

  • Christlich Demokratische Union e Christlich Soziale Union (CDU – CSU)
    È il partito di orientamento democristiano della cancelliera Merkel. Orientato a centro-destra, rappresenta la frangia moderata dell’ala destra del parlamento; diversamente il CSU (che esiste solo in Baviera), ha un orientamento più tradizionalista e conservatrice.
  • Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD)
    Rappresenta l’ala di centro-sinistra; è il partito socialdemocratico tedesco.
  • Die Linke
    Partito socialista tedesco
  • Grüne
    Partito dei verdi, di impronta ecologista, nato dalla fusione con il partito “Alleanza 90” successivamente al crollo del muro.
  • Freie Demokratische Partei (FDP)
    Partito liberale tedesco
  • Alternative für Deutschland (AFD)
    Partito nazionalista anti-Euro più vicino alla corrente di estrema destra fondato nel 2013 con l’obiettivo di unificare i paesi euroscettici creando un’alternativa monetaria all’Euro

Il federalismo tedesco

Dall’unificazione tedesca del 1871 la Germania è divisa in 16 regioni (Länder). Per completare l’unificazione lasciando una componente di autonomia, a molte regioni vengono affidate determinate funzioni amministrative, riguardo ambiti come istruzione, ambiente, polizia, legislazione, amministrazione interna (proprio come avviene in Italia per le regioni a statuto speciale).

Ogni Länder possiede un proprio “parlamentino” con una propria Costituzione e un proprio governo. Per questo le regioni tedesche possono legiferare a patto che le leggi regionali non vadano in contrasto con quelle nazionali.

Per garantire l’imparzialità e la solidarietà tra le regioni, il sistema tedesco affida ad un “parlamento regionale”, chiamato “Bundesrat“, la rappresentanza delle regioni. I 69 membri di questo secondo parlamento (il primo è il Bundestag, l’equivalente italiano) non sono eletti dal popolo, bensì da dei delegati dei governi dei Länder. Questi delegati sono i membri dei partiti scelti dal popolo durante le elezioni regionali e cambiano di numero in base alla grandezza della regione; nel “Bayern” ci sono 6 seggi per i delegati.

elezioni Baviera
numero seggi per Lander. fonte: Wikipedia.org

L’importanza del Bundesrat per la stabilità del governo tedesco fa si che quest’organo sia coinvolto nella maggior parte delle scelte riguardanti il paese e, chiaramente, i Länder. Infatti accade spesso che le scelte prese dal governo regionale collidano con quelle del partito; questo perché l’interesse regionale viene prima dell’interesse politico.

Diventa più chiaro dunque perché il ruolo delle regioni e dei rappresentanti sia così determinante nel sistema tedesco. Considerando che ogni regione rappresenta uno stato a sé (per questo si parla di Federalismo Tedesco), per raggiungere il benessere nazionale occorre prima raggiungere quello regionale.

La “conquista” dei Verdi alle elezioni

In uno dei Länder più grandi della Germania la crescita smisurata di un partito lontano dagli schemi dei classici partiti di massa e con un’ideologia ambientalista volta a tutelare i paesaggi e a preservare la ricchezza naturale di ogni regione, rappresenta il sintomo di un cambiamento radicale.

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Katharina Schulze e Ludwig Hartmann, i due leader dei Verdi in Baviera, Monaco, 14 ottobre 2018 (SVEN HOPPE/AFP/Getty Images)

Nel Länder di Monaco hanno governato da sempre CSU e FDP, schemi di governo che sono durati decenni e che si sono arenati nel tradizionalismo e nell’incapacità di affrontare questioni che invece i Verdi hanno saputo maneggiare. I partiti tradizionali hanno prosciugato il bacino elettorale lasciando spazio ai nuovi gruppi politici più attenti a trattare temi facilmente abbordabili dall’opinione pubblica.

Con il 18% dei voti, il partito “Die Grünen” si è attestato secondo alle elezioni tedesche, dietro al CSU (il partito di Angela Merkel), che ha dovuto rinunciare per la seconda volta dal dopoguerra al governo monocolore in Baviera.

Le ragioni del successo

Raddoppiando i voti a favore dalle ultime elezioni (avevano raggiunto l’8,5%, ora hanno raggiunto il 18%) i Verdi hanno saputo incanalare i consensi dei cittadini grazie ad una campagna pro-migranti, all’attenzione verso l’ambiente e sfruttando il malcontento verso i partiti tradizionali. Lontani dall’estremismo di sinistra, i Verdi hanno reagito con disinvoltura all’ascesa delle correnti di estrema destra in Europa, puntando alla realizzazione di un programma definito e coerente.

Con messaggi di tolleranza e un linguaggio pluralistico e inclusivo, il partito verde ha attirato i voti degli intellettuali e dei benestanti che vivono in Baviera, ma anche di molte donne e di molti lavoratori (secondo un sondaggio oltre il 40% dei nuovi elettori verdi alle scorse elezioni ha votato SPD), nonché molti antifascisti che hanno visto nella coerenza del partito ecologista il miglior repellente all’avvento delle correnti di estrema destra.
I vertici del partito fanno anche menzione dei recenti cambiamenti climatici, i quali hanno avvicinato l’opinione pubblica alla questione ambientale. Non a caso Die Grünen ha superato il CSU (25% di quest’ultimo contro il 30% dei Verdi) in 8 grandi città della Baviera, Monaco inclusa.
La posizione pro-Euro, anch’essa da sempre sostenuta dal partito, ha fatto allontanare i Verdi dal dibattito politico che avrebbe potuto condurre ad una perdita di consensi; invece la posizione economica moderata e liberale nei confronti dell’Euro ha portato addirittura dei benefici.

Possibili coalizioni

Le alleanze tra i partiti che in Baviera raggiungeranno la maggioranza assoluta sono diverse e tra queste diverse ipotesi includono i Verdi. Un’alleanza tra Csu/Freie Waehler/Fdp, partiti ideologicamente simili e con obiettivi in comune, è comunque quella maggiormente ipotizzata dai politologi tedeschi. Il CSU molto difficilmente tornerà ad ottenere il 60% dei voti e l’adesione al programma dei “Liberi Elettori” potrebbe portare ad un giusto compromesso insieme all’ideologia liberale dell’FDP.

Potenzialmente anche un’alleanza tra CSU e Verdi non è da scartare. Anche se i due partiti sono in contrasto su diversi temi, dal nodo dell’immigrazione alla politica economica, l’unione di idee liberali in campo economico, accompagnate da innovazione tecnologiche legate all’ecologia potrebbero rappresentare la svolta storica nella politica tedesca.

Il successo dei Verdi si inserisce in un contesto storico controverso in cui all’ascesa dei partiti populisti e di estrema destra si accompagna una sensibilizzazione verso temi delicati come immigrazione e ambiente. Autoritarismo e nazionalismo sono quanto di più lontano dall’ideologia liberale dei Verdi e costituiscono un’argine nei confronti dell’altro partito che ha riscosso un incremento dei consensi: l’Alternative für Deutschland è entrato per la prima volta nel Bundesrat ottenendo l’11% dei consensi e attirando a sé gran parte dell’elettorato dei cristianosociali (CSU). Il boom dei verdi potrebbe quindi essere accompagnato da un duro scontro con la propria nemesi che, cavalcando l’onda del sovranismo e del nazionalismo,  rischia di guastare la festa dei Grünen.

Gian Marco Renzetti

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