Il Superuovo

Alessandro Manzoni e TikTok: vediamo due delle rivoluzioni nella lingua italiana

Alessandro Manzoni e TikTok: vediamo due delle rivoluzioni nella lingua italiana

Il linguaggio dei social sta rivedendo le regole della lingua.

Alcuni social media (Google)

Le lingue di tutto il mondo, fin dalle loro origini, sono sempre mutate e si sono adattate. Alessandro Manzoni è un chiaro esempio di come la lingua italiana sia nuovamente mutata solo di recente.

Il dizionario di TikTok

TikTok è l’app social che più spopola tra i giovanissimi di tutto il mondo.
Con l’avvento dei sociale, il linguaggiogergale” e di tutti i giorni ha subito una rivoluzione.
Tutti i giovani, nelle diverse epoche, hanno adottato modi di dire particolari, ma è indubbio che i social stiano accelerando il passo e creando veri e propri dizionari.
Tra le parole più in voga sul social ci sono: challenge (sfide), duets (risposta ai video), “f” (per esprimere tristezza), “pov” (che sta per punto di vista), “DC” (i crediti), cringe (cioè imbarazzante), clean (per indicare contenuti belli), per te (i video consigliati ad un utente).
Questo gergo va ad aggiungersi a nuove parole entrate a far parte del nostro dizionario, come l’ormai famosissima hashtag.
I social, quindi, hanno certamente rivoluzionato la nostra vita dal punto di vista della praticità, ma anche la lingua ha subito un cospicuo aumento di parole, spesso sigle o prestiti dall’inglese.
Probabilmente, nei dizionari che verranno stampati tra qualche anno, troveremo queste nuove parole, ormai entrare a far parte della nostra vita sociale e privata.

Alessandro Manzoni e la “Questione della lingua “

Con l’espressione “Questione della lingua” si fa riferimento alla storica disputa inerente l’utilizzo di una sola lingua all’interno della penisola italiana.
Il dibattito iniziò nel 1300 con il “De vulgari eloquentia” di Dante, proseguì nel 1500 e venne riproposto a fasi alterne fino all’epoca di Alessandro Manzoni che vi diede una scolta decisiva.
Manzoni affrontò la questione per ragioni artistiche, religiose, civili e patriottiche.
Le questioni artistiche e religiose sono strettamente connesse alla stesura de “I Promessi Sposi”: l’opera, un insieme di elevazione morale e verità cristiane, esigeva un linguaggio semplice e accessibile a tutta la popolazione.
Le ragioni politiche e patriottiche vennero a crearsi con l’Unità d’Italia e con l’esigenza trovare una lingua comune a tutta la popolazione.
In un attento paragone con altre lingue, Manzoni si accorse che tra l’italiano scritto e quello parlato ci era un abisso.
Osservando l’italiano scritto, egli notò che la lingua era antica, costituita da parole dotte e auliche difficilmente comprensibili dalla maggior parte della popolazione.
Alessandro Manzoni si trovò così di fronte ad un bivio: scrivere usando la lingua parlata correndo il rischio che la lingua assumesse aspetti dialettali, oppure usare un linguaggio dotto ma ignoto alla maggior parte della popolazione.
Serviva quindi una lingua moderna e unitaria e Manzoni trovò risposta nel fiorentino parlato.
La teoria manzoniana abbattè la barriera che da secoli si era alzata in Italia tra la lingua dei letterati e quella del popolo.
La scelta di Manzoni non venne compresa e apprezzata da tutti.
Dopo la stesura dell’opera, lo scrittore procedette per “sciacquare i panni in Arno”: l’espressione si riferisce alla volontà di Manzoni di rendere la lingua il più possibile simile al fiorentino parlato.
Alcune dorme fiorentine, però, sono rimaste parte dei protagonisti, umili e lombardi, che certamente, nella realtà, mai avrebbero potuto esprimersi in tal modo.

Un’immagine di Alessandro Manzoni (Google)

L’italiano: una lingua che muta continuamente

Tutte le lingue, quindi, mutano e si aggiornano.
L’italiano è una lingua molto ricettiva e assorbe molte delle caratteristiche gergali e straniere.
A volte, quindi, ci stupiamo che alcune forme grammaticali o gergali vengano accettate, ma è così: le lingue hanno sempre mutato e continueranno a farlo.
Le lingue non sono statiche ma si evolvono con i secoli e con il diverso susseguirsi delle generazioni.
Chissà che cosa riserva il futuro della lingua italiana?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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