Il Superuovo

4 Luglio 1776: ecco come gli Stati Uniti d’America hanno dichiarato la propria indipendenza

4 Luglio 1776: ecco come gli Stati Uniti d’America hanno dichiarato la propria indipendenza

Il 4 luglio non è un giorno qualunque per la storia tantomeno per quella americana. Si celebra infatti l’anniversario della dichiarazione di indipendenza, un grande passo per l’uomo e per il mondo. 

 

In un articolo di Rai Cultura viene ricordato l’anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza americana. Il documento è stato redatto nel 1776 da Thomas Jefferson, almeno per la maggior parte. Qualche anno dopo è diventato il terzo presidente del paese, appoggiato dai cosiddetti padri fondatori, dei delegati.

 

Un immenso passo per la storia

Oggi l’America sembra essere il continente più ambito di tutti. Per chi lo vede da lontano è come se fosse una specie di paese dei balocchi, un’attrazione fatale. In molti hanno scelto di trasferirsi e di vivere la propria vita lì, e parlando in relazione al nostro di Paese, durante il secondo dopoguerra furono diversi quelli che decisero di tentare la fortuna, rischiando tutto, per un avvenire migliore. Con gli anni la tangibile America si è condensata sempre di più nell’immaginario comune, tanto da far vivere a tutti, ad occhi aperti, il famigerato “sogno americano”, un idillio per pochi, che ha coinvolto una grande fetta della popolazione. Ma l’America, è sempre stata così?

La famosa “scoperta”

Un anno che non può essere considerato uno come tanti: il 1492. Famoso anno della scoperta, dal significato molto spesso travisato, con Cristoforo Colombo al centro del tutto, convinto di essere arrivato in Asia. Invero più che di scoperta si dovrebbe parlare di arrivo di Cristoforo in queste smisurate terre, sede geografica di molti tumulti e di fortissime prese di posizione da parte dell’uomo europeo, che non si fece -ancora una volta- problemi a dimostrare la sua innata e discutibile predominanza sull’atro, riducendo tutti a dei sottomessi. Fu Amerigo Vespucci -un uomo dal nome più che parlante- nel 1501 a rendersi conto che quella non era l’Asia, ma altro: il Nuovo Mondo. È così che prende vita la serie di spedizioni che vedranno come protagonisti Magellano, Cortés, ma anche Pizarro che irrompono nella vita di questi popoli portando con loro la famigerata irruzione dell’ignoto, data dai diversi metodi di combattimento, dagli strumenti e dalle armi per loro tutte nuove e soprattutto, da una cultura e da una lingua che i conquistadores volevano imporre.

La guerra di indipendenza

Durante il XVIII secolo la predominanza inglese sul territorio del Nuovo Mondo era più che palese, infondo, quello che chiedevano gli americani era proprio questo: separare i sentimenti e gli interessi loro da quelli inglesi. Dopo un primo congresso continentale dei rappresentanti delle 13 colonie britanniche a Philadelphia le inascoltate richieste culminano, nel 1775, nella richiesta da parte del re Giorgio III di ristabilire l’ordine nelle colonie. Nascono dunque i primi scontri, giocatisi durante quell’anno e, successivamente, un secondo congresso in cui si chiedeva l’allestimento di un esercito comune sotto il nome di George Washington. Inizialmente l’esercito britannico ebbe -vien da dire quasi “ovviamente”- la meglio su quello dei coloni, ma dovette scontrarsi in poco tempo sia con la vastità del territorio americano, sia con l’ostilità della popolazione e la sensibilizzazione comune. Il 4 luglio del 1776 è stata approvata dal congresso la suddetta dichiarazione, che basa la giustificazione dei tumulti e dei movimenti con l’esposizione dei diritti inalienabili dell’uomo: libertà, vita e felicità. E sebbene la storia non termini qui, siamo davanti ad un piccolo grande passo verso la costruzione di un vero e proprio “nuovo mondo”.

 

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