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Il segreto dietro la scomparsa di Agatha Christie raccontato da Apted e Benedict

Il segreto dietro la scomparsa di Agatha Christie raccontato da Apted e Benedict

Perchè in “An Autobiography” la Christie omette la sua scomparsa? Ecco quali sono le posizioni di Apted e Benedict.

Agatha Christie in Metal | A monument to her writing. This s… | Flickr

L’opera “An Autobiography” della celebre “Regina del Crimine” raccontava nel dettaglio tutti gli eventi della sua vita, ad eccezione di uno: la sua scomparsa del  1926. Lei stessa commenterà in merito alla sua autobiografia: “ho ricordato quel che volevo ricordare”. Cosa accadde in quei undici giorni?

I fatti

Il 3 dicembre 1926 la promettente scrittrice di gialli, che al tempo aveva già pubblicato alcuni romanzi, storie brevi e Poirot, sparisce dalla sua abitazione, denominata “Styles” in omaggio dell’ispettore che la rese famosa, per undici giorni. Venne infatti ritrovata il 14 dicembre presso un centro termale e dichiarò di non ricordare nulla dell’accaduto. Affermò di essere stata colpita da una forma di “amnesia”. I suoi contemporanei pensarono si trattasse di un’invenzione pubblicitaria, altri parlarono di depressione ed altri ancora di una sorta di vendetta nei confronti del marito, al quale era molto devota. Si disse per le strade che volesse sposare una certa Nancy Neele della quale si era innamorato e, dopo la sua confessione, per questa ragione, la donna fosse scappata.

Su questa storia nel 1979 Michael Apted realizzò un film: “Il segreto di Agatha Christie” che aveva come attori principali Timothy Dalton, Dustin Hoffman e Vanessa Redgrave. Nel 1926 la scomparsa della scrittrice fece notizia e giunse in ogni luogo, anche all’orecchio dell’idolo letterario di lei: Sir Arthur Conan Doyle che cercò di aiutare le indagini portando un guanto di proprietà della donna ad un sensitivo. Inoltre la sua riapparizione improvvisa scatenò le malelingue. Queste ultime sostennero in maniera convincente la causa della trovata pubblicitaria.

Marie Benedict invece indagò la sua vita privata, descrivendo il marito di lei come un burattino nelle mani di un cervello eccezionale ed inarrivabile per l’ex pilota congedato che cercava ancora di riadattarsi alla vita normale. Aveva al suo fianco una donna incredibile che era riuscita a guadagnare più di lui, a comprarsi per prima un automobile (una Morris Cowley grigia). Dopo il divorzio, riuscì persino a rifarsi una carriera, in un periodo in cui le signore non uscivano di casa, diventando archeologa in Medio Oriente, a seguito del suo secondo matrimonio.

File:Les adaptations étrangères d'Agatha Christie par François Rivière et Jean-François Miniac alias Solidor, cliché Miniac..JPG - Wikimedia Commons

“An Autobiography”

Agatha Christie morirà il 12 gennaro 1976 con la fama di essere la “Regina del Crimine”, mantenendo sempre nella sua vita un alone di mistero. Questo si nota nella sua autobiografia, pubblicata postuma nel 1977, che tratta di tutti gli anni della sua esistenza. Racconta le sue avventure come scrittrice e come archeologa, le sue spedizioni, la vita attraverso la sua infanzia e i due matrimoni, ma non tratta mai di quei undici giorni che fecero trattenere a tutti il fiato nel 1926. L’anno seguente alla sua morte, quando l’opera venne data alle stampe, moltissime versioni iniziarono a circolare sui motivi per cui tale episodio, così importante ed interessante, fosse stato completamente censurato. Ma Agatha rimase fino all’ultimo un mistero e, nonostante le ricerche e le supposizioni, nessuno è ancora riuscito a dare una completa e certa spiegazione dell’accaduto.

Nel film del 1979, la scrittrice soffre la relazione con il colonnello Archibald Christie, suo marito, il quale ha una relazione con la sua giovane segretaria: Nancy Neele. Decide quindi di affrontare l’uomo che ha sposato e sente dalla sua bocca quanto ami quella nuova ragazza per cui desidererebbe divorziare. A queste parole, qualcosa dentro di lei si rompe e le sue condizioni psicologiche peggiorano, diventando disastrone. In questa situazione fa un incidente con la macchina e la sua Morris Cowley risulta irrecuperabile. A quel punto, grazie alla sua immaginazione e al suo ingegno, inscena il suo suicidio.

Risulta essere interessante la visione di Apted perchè ci permette di andare oltre alla considerazione negativa degli eventi da parte dei contemporanei, permettendoci di incontrare una Agatha fortemente turbata e ferita, ma al tempo stesso geniale e forte. Bisogna precisare che queste, come quella di Benedict, sono posizioni superficiali, non completamente certe, anche se capaci di tratteggiare un’immagine più umana della “Regina del Crimine”.

La vita e la produzione letteraria

Agatha nasce il 15 settembre 1890 in Inghilterra. Il suo nome intero è Agatha Mary Clarissa Miller e decide di utilizzare il cognome del suo primo marito anche in seguito al divorzio, garantendo una continuità alle sue opere. Inizia a lavorare presso l’ospedale della sua cittadina durante il periodo della Prima Guerra Mondiale e questo episodio è molto importante perchè le permette di avere un’eccellente preparazione in fatto di veleni e medicinali. Grazie a questa esperienza e alle conoscenze acquisite, pubblica nell’ottobre del 1920 il romanzo “Poirot a Styles Court” dove per la prima volta i suoi lettori conoscono Hercule Poirot. Quest’ultimo è un ispettore belga che sarà presente in moltissime opere, tra le più famose vanno citate: “Assassinio sull’Orient Express” del 1934 e “Assassinio sul Nilo” del 1936.

Miss Marple è un altro personaggio importante nella produzione della scrittrice. Rappresenta una signora anziana, molto curiosa ed amante dei pettegolezzi che risulta essere essenziale come depositaria di informazioni e capace di unire i “gossip” con il buon senso e l’osservazione, dimostrandosi all’altezza di casi di difficile risoluzione. Apparirà all’interno di “Assassinio allo specchio” ed “La morte del villaggio“.

Tra le altre opere più famose che conosciamo della scrittrice sono naturalmente: “Dieci piccoli indiani”, “Trappola per topi”, “Sipario”, “Addio” e “Miss Marple!”. Risulta essere seconda solo a Shakespeare nella traduzione dei suoi capolavori e i suoi romanzi e racconti sono stati sceneggiati in radio, in televisione, in teatro ed al cinema. Ha pubblicato anche sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott ma il suo successo presso il grande pubblico rimane tuttavia legato alla produzione di romanzi gialli. Morirà alla fine a Wallingford il 12 gennaio 1976.

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