Alan Turing e Ludwig Wittgenstein: quando i codici della comunicazione sono un enigma

Alan Turing, che aiutò a decifrare il codice Enigma, sarà il volto sulle nuove banconote inglesi da 50 sterline. Anche per Wittgenstein il linguaggio era un terreno da esplorare.

La banconota da 50 sterline con il volto di Alan Turing (sciencecue.it)

Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra, ha annunciato che il volto stampato sulle nuove banconote da 50 sterline sarà quello del matematico Alan Turing. Carney ha ricordato il grande contributo fornito da Turing durante la seconda guerra mondiale per decifrare il codice Enigma usato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. L’applicazione del matematico al campo della semantica e del linguaggio è avvicinabile allo studio di Ludwig Wittgenstein, vissuto poco prima dello stesso Turing. L’austriaco Wittgenstein è infatti ritenuto uno dei fondatori della logica e della filosofia del linguaggio.

Decifrare l’Enigma

Seconda Guerra Mondiale, le forze armate di Hitler, in pochissimo tempo, riescono a controllare mezza Europa, in terra e in mare. Cresce la necessità di comunicazione per fronteggiare i numerosi nemici del Reich e coordinare le operazioni non solo militari, ma anche logistiche. I messaggi però erano sicuramente intercettati, dunque come fare per non passare comunicazioni importanti ai nemici? L’ingegnere tedesco Arthur Scherbius mette a punto un sistema di criptazione per le comunicazioni e siccome i tedeschi non erano solo abili, ma avevano anche uno spiccato senso dello humor, lo chiama Enigma. Il regno Unito non sta certo a guardare. Churchill vuole vincere la guerra. E per farlo bisogna capire, catturare, quante più informazioni possibili. Viene creato il Department of Communications e vengono arruolate le migliori menti del Regno per cercare una soluzione a Enigma. Tra loro anche il matematico Alan Turing. Nel 1942 viene messa a punto Colossus, antenata dei computer, una macchina in grado di decrittare in modo rapido ed efficace i messaggi tedeschi.

Una foto di Colossus (wikipedia.org)

L’operato di Turing e dei suoi compagni fu coperto da grande segreto e agli stessi che lavorarono al progetto fu imposto il silenzio. I primi dati furono resi pubblici dai servizi segreti solo nel 1974, quando quasi tutti i collaboratori erano ormai morti senza ricevere i meritati riconoscimenti. Per Alan Turing, oltre il danno di non vedere riconosciuto il proprio lavoro, si aggiunse la beffa. Nel 1952 venne arrestato per omosessualità e scelse, in alternativa al carcere, di sottoporsi alla castrazione chimica. Il trattamento ebbe su di lui gravi ripercussioni psicologiche, che a detta di molti furono la causa del suicidio avvenuto il 7 giugno 1954. Il riconoscimento inglese a Turing arrivò solo molti anni dopo. Nel 2009 il governo del Regno Unito si scusò ufficialmente per il trattamento riservato al matematico, nel 2012 venne emesso un francobollo in sua memoria e nel 2013 la regina Elisabetta elargì la grazia postuma. La storia di Alan Turing e della soluzione a Enigma è stata raccontata in romanzi e film.

Logica e filosofia

Ludwig Wittgenstein, austriaco, è una figura ancora per molti controversa. Si dedica agli studi di ingegneria senza mai laurearsi. I suoi primi scritti sono sicuramente influenzati dagli studi di logica di Russell, con il quale aveva collaborato da studente. La sua opera magna, il “Tractatus Logico-Philosophicus” è ancora terreno di reinterpretazone. Sicuramente Wittgenstein aveva l’intenzione di dare alla logica un ruolo di primo piano, ma affermava che la logica è filosofica e non matematica. Il testo è unico per il particolare stile in cui è scritto. Appare infatti come un procedimento logico e analitico diviso in proposizioni che si succedono l’una all’altra come una catena di estrema precisione. Il Tractatus espone il mondo come una totalità di fatti che vengono espressi tramite il linguaggio inteso non solo come ciò che diciamo quando parliamo, ma anche con riferimento alla pittura, alla matematica, alla musica. C’è però un linguaggio che prevale sugli altri: il linguaggio logico, in quanto rispecchia perfettamente la realtà. In Wittgenstein troviamo questa tendenza che però non viene seguita fino in fondo. Il filosofo afferma infatti che mondo e logica coesistono. Abbiamo bisogno della logica per rendere delle relazioni che nella realtà non esistono, come destra e sinistra o chiaro e scuro. Esistono posizioni e colori, ma siamo noi che le definiamo destra, sinistra, chiaro, scuro. La logica ha il compito di mostrare, il linguaggio di dire.

Ludwig Wittgenstein (bbc.co.uk)

Ora, secondo Wittgenstein, non possiamo trovare verità o falsità all’interno del linguaggio, ma solo con una verifica, un atto reale, della proposizione. Ecco perché il suo lavoro è così simile a quello di Turing. La ricerca maniacale della perfetta coincidenza del linguaggio con la realtà attraverso un procedimento logico, matematico, preciso. Il lavoro di una vita è stato, per Wittgenstein come per Turing, una ricerca nelle profondità del linguaggio per scovarne i misteri e la logica. È stato la soluzione del più umano degli Enigmi.

Matteo Pavesi

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