Una volta, lo scrittore britannico Nick Hornby, disse che ogni libro che possediamo rivela qualcosa su noi e i nostri gusti. Persino quelli non letti o quelli che non ci sono piaciuti. Possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda la nostra “cineteca” (sia essa fisica o su un catalogo online)?

Il cinema narra la vita, e le nostre preferenze svelano allo sguardo altrui cosa sogniamo. Redigere una lista delle preferenze – i 10 film con i dialoghi memorabili, i 5 film più brutti di sempre – è un’azione nella quale, presto o tardi, ci si mette alla prova e non dobbiamo dimenticare la cosiddetta vertigine della lista di cui scrisse Umberto Eco, teorizzando l’ossessione per le classifiche. Del resto, se supponiamo di portare con noi solamente un film su un’isola deserta, su quale lungometraggio cadrebbe la nostra scelta? E specialmente, per quale ragione proprio quel film tra tutti?

Del resto il sogno di ogni filosofia e ogni scienza sin dalle origini greche è stato quello di conoscere e definire le cose per essenza, e sin da Aristotele la definizione per essenza è stata quella capace di definire una data cosa come individuo di una data specie e questa a sua volta come elemento di un dato genere.
Ma, secondo Umberto Eco, noi non diamo, se non raramente, definizioni per essenza, ma più sovente per lista di proprietà. Ed ecco che pertanto tutti gli elenchi che definiscono qualcosa attraverso una serie non finita di proprietà, anche se apparentemente vertiginosi, sembrano approssimarsi maggiormente al modo in cui nella vita quotidiana definiamo e riconosciamo le cose.

Le liste e le classifiche servono anche a rompere il ghiaccio. Non vuoi dirmi di che segno sei, ma alla resa dei conti, preferisci Casablanca o Quarto Potere? Manhattan o Midnight in Paris? I film di Quentin Tarantino o quelli di Wes Anderson? Oggi i servizi di streaming online ci mettono a disposizione migliaia di film e serie tv ma il problema, citando liberamente Spike Lee, è sempre il medesimo: fare la scelta giusta.
Esistono davvero film imperdibili? La Guida tascabile per maniaci dei film, realizzata da The 88 Fools, ha raccolto dieci film che compongono il Kangyur del cinema. Si passa da Tempi Moderni di Charlie Chaplin a Il Padrino di Francis Ford Coppola, senza dimenticare Otto e ½ di Federico Fellini.

The 88 Fools è un gruppo di ventenni, di base a Rebibbia che prende ispirazione da Quentin Tarantino, redigendo un volume che raccoglie liste di film, le biografie di attori, attrici e registi, seguiti da una serie di raffinatezze per veri intenditori: a partire da “un’arbitraria classifica dei 50 migliori sceneggiatori del cinema”, i premi vinti, i baci celebri e le ricette dei film, compresa la zuppa di farro de Il Gladiatore e quella, fondamentale, dei leggendari Pomodori verdi fritti.
E naturalmente, il culmine è una raccolta dei dialoghi che hanno fatto la storia del cinema. Non possono mancare i bastioni di Orione di Blade Runner e il memorabile «noi ricordiamo» di Fahrenheit 451 diretto dal genio di François Truffaut.

Insomma, la predilezione per un film o un altro non può essere accidentale. Per tale ragione, l’iniziativa Nuovo Cinema Robinson sta guadagnando un notevole successo mediatico proponendo i 10 film della vita di personaggi pubblici. Da Carlo Verdone (La Dolce Vita) ad Alessia Gazzola (Lost in Translation), Cinzia Leone (Ratatouille) e Stefano Benni (Shining) ed ancora Helena Janeczek e Milo Manara che concordano con la lista di The 88 Fools, mettendo, rispettivamente, in cima alle proprie preferenze Tempi Moderni e Otto e ½.
Ma la adesione all’iniziativa è libera, del resto l’obiettivo è quello di raccogliere le preferenze dei lettori, realizzando un autentico bosco cinematografico dei lettori, presentando ogni settimana nuove playlist raccolte da Severino Salvemini, per arrivare ai 1000 film più belli della storia del grande schermo scelti da 100 spettatori particolari.

Così, se è vero che siamo sommersi dai dati, necessitiamo di una guida che ci suggerisca che pesci prendere nella sterminata rete delle produzioni cinematografiche. Come scrive Salvemini, non ci sono liste giuste o sbagliate ma riorganizzare la serie cinematografica della propria vita è un metodo aggiuntivo per parlare di noi stessi. E allora, perché non lasciarsi tentare?