Il Superuovo

76 anni dalla morte di Benito Mussolini: un evento che cambiò l’Italia radicalmente

76 anni dalla morte di Benito Mussolini: un evento che cambiò l’Italia radicalmente

Il 28 aprile 1945, i partigiani fucilarono Mussolini a Giulino, un paesino vicino Como. Il giorno dopo avvenne il famoso evento di Piazzale Loreto. Ricostruiamo i fatti.

 

Una data importante il 27 aprile. L’Italia che lotta vinse finalmente la sua battaglia. Ma non ancora contro i nazisti, bensì contro altri oppressori che portavano una camicia nera. Con la morte di Mussolini l’Italia è potuta risorgere. Vediamo perché.

La morte di Mussolini e i cadaveri a Piazzale Loreto

La storia ci insegna che il Duce non morì a Milano, precisamente a Piazzale Loreto. Lì venne solamente messo alla gogna assieme alla sua amante Claretta Petacci e ad altri tre gerarchi fascisti. Precisamente con il rivoluzionario Nicola Bombacci, il segretario del Partito Fascista Repubblicano Alessandro Pavolini ed il generale Achille Starace.
Mussolini venne catturato precisamente a Dongo, un paesino in provincia di Como, dopo il riconoscimento da parte del partigiano Giuseppe Negri. I suoi compagni invece furono fucilati sul posto.
Il Comitato di Liberazione Nazionale portò i due inizialmente nella caserma di Germasino, dove si sottoposero ad un interrogatorio. La voce di una possibile riscossa dei fascisti tuttavia non tardò ad arrivare. Ben presto la Brigata Garibaldi si mosse a Bonzanigo. Qui Mussolini e la Petacci alloggiarono per la notte da una famiglia locale.
Il giorno dopo la truppa partigiana arrivò a Giulino. Da lì apparì inevitabile che il duce e la sua amante dovessero essere giustiziati in un punto specifico. Dopo che i partigiani scelsero una via in particolare, arrivò il momento della sentenza. Il comandante Walter Audisio sparò ben 5 colpi di mitra sul busto del duce. Colpi che presero anche la Petacci, rimasta al suo fianco durante la fucilazione.

Via XXIV Maggio a Giulino. Vicino il cancello è possibile vedere il punto dove Mussolini venne fucilato.

Il comportamento del Duce in questi due giorni

Como non rappresentò per Mussolini un territorio di scarsa rilevanza. La sponda valtellinese scarseggiò di partigiani, e quindi fu più protetta dai possibili attacchi sovversivi. Inoltre la Repubblica di Salò ebbe ancora un suo potere in quella provincia, nonostante la sua funesta abolizione il 25 aprile.
Mussolini ammise anche di aver ricevuto un trattamento consono da parte della Brigata Garibaldi. Secondo alcune testimonianze infatti avrebbe persino parlato di politica e di calcio con alcuni dei suoi carcerieri. Sembrò piuttosto sereno alla notizia della sua esecuzione. Se volete approfondire di più, vi basterà guardare il film “Mussolini ultimo atto“.
A ciò si aggiunge anche la notizia che oltre alle diverse versioni riguardo la sua morte, il Duce avrebbe contattato Winston Churchill prima di fuggire. I documenti di questo carteggio tuttavia si rivelarono falsi, in quanto privi di una logica narrativa nelle ricostruzioni dei testimoni. Effettivamente, nonostante le ipotesi, non si hanno ancora questi fogli da nessuna parte.

File:Mussolini ultimo atto.png - Wikipedia
Una scena del film ‘Mussolini ultimo atto’.

Cosa successe dopo la gogna di Piazzale Loreto?

Dopo l’ormai riconosciuta esposizione alla berlina dei cadaveri fascisti, cambiarono molte cose. I partigiani insorsero contro le delegazioni, riconquistando pian piano tutta l’Italia. A fianco a loro vi furono le potenze alleate. E’ chiaro che la morte di Mussolini avesse significato in qualche modo la fine del regime fascista in Italia. E questa volta per sempre.
Il Duce inizialmente non ebbe la sua tomba al cimitero di Predappio. Inizialmente la salma andò nelle mani di un questore di Pavia che poi decise di spedirla segretamente in un convento di cappuccini di Cerro Maggiore, vicino Milano. Dobbiamo aspettare il 1957 per vedere il corpo di Mussolini nel suo luogo attuale.
Gli alleati occuparono tutto il Nord Italia, Venezia Giulia compreso. Quest’ultima infatti divenne un territorio satellite della Jugoslavia, anche grazie a metodi drammatici quali le foibe.
Il 2 maggio finì quella che si definì la Campagna d’Italia, vale a dire l’occupazione alleata nel nostro paese, allo scopo di liberare gli italiani dal fascismo e dalla Germania nazista. Curiosità vuole che la morte di Hitler avvenne due giorni dopo quella del Duce.

Predappio - Mussolini's tomb | Rolando Junior Lattanzi | Flickr
La tomba di Benito Mussolini a Predappio. Purtroppo ancora oggi il luogo è simbolo di venerazione.

Come viene vista oggi la morte di Mussolini?

Diciamo che gli eventi che caratterizzarono la fine del Duce per mano dei partigiani, diedero alla folla una ottima motivazione di ‘gioia nazionale’. Il fascismo, il movimento dalle molteplici sfaccettature autocratiche, sparì per sempre al comando del paese. I nostalgici come sappiamo si collocarono la maggior parte nel Movimento Sociale Italiano. Tuttavia, e purtroppo ancora oggi, si presentarono anche nuovi schieramenti neofascisti. Vale a dire gruppi e movimenti che considerano Mussolini come un benefattore, senza mettere in luce le sue colpe. Anzi, l’impronta razzista e nazionalista che i neofascisti rivendicano assiduamente, proviene spesso dalle molte azioni che il Duce fu solito attuare.
Nonostante la legge Mancino del 1993, che vietò qualsiasi loro organizzazione e diffusione, il fenomeno non sembra diminuire. Al contrario, durante il periodo Covid, i vari movimenti neofascisti affermano di essere dalla parte degli italiani, cavalcando un onda intrisa di populismo e sovranismo. Sì insomma, non è raro sentir parlare di questi gruppetti che quasi sicuramente avrebbero voluto che il Duce fosse ancora vivo. E che magari la dottrina fascista diventi una priorità del governo. Come la storia per loro fosse carta straccia. Una ripassatina sui manuali infatti non gli farebbe male.

buon compleanno casapound 1 | grigioscuro | Flickr
CasaPound è sicuramente l’ex-partito, ora movimento neofascista più riconosciuto in Italia.

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