7 Tecniche di manipolazione psicologica: riconoscerle per imparare a difendersi

Non sempre chi ci sta vicino vuole il nostro bene. Colleghi di lavoro, parenti o amici possono mettere in atto delle vere e proprie tecniche di manipolazione psicologica per minare la nostra autostima.

Esistono diversi tipi di persone che cercano di manipolarci, spesso spinti dalle proprie insicurezze o  dal bisogno di “nutrirsi” della confusione o dell’infelicità altrui, il cui obiettivo è di farci sentire deboli, minando la nostra autostima. La manipolazione può avere presa su diverse aree del nostro essere: il manipolatore patologico cerca infatti di individuare dei “punti deboli” nella vittima, sui quali fare leva.

La manipolazione psicologica deriva dallo scambio tra due o più persone, pertanto, ha alla base una forma comunicativa. Quindi per essere un buon manipolatore, occorre essere anche un buon comunicatore (e la vittima deve essere disposta ad ascoltare). Questo perché è necessario che i concetti espressi dal manipolatore, anche quelli semplici, facciano leva sul lato emotivo e psicologico della vittima e siano dotati di una forma narrativa.

Alcuni manipolatori sono piuttosto bravi con le parole. Creano una rete di frasi e di espressioni che intrappolano e confondono la vittima. Utilizzano veri e propri monologhi, interrompendo le altre persone ed evitando che esprimano le proprie opinioni, riuscendo ad avere il controllo all’interno della conversazione. In alternativa, i manipolatori cercano di affibbiare parole che i loro interlocutori in realtà non hanno pronunciato, interpretandone il  pensiero in maniera distorta.

Il manipolatore non ha nessuno scrupolo a causare danni alla vittima, se ciò è utile ai propri scopi; inoltre nasconde la propria aggressività, non lasciando trasparire le sue reali intenzioni. Questo è fondamentale perché la manipolazione possa avere successo. Normalmente l’aggressività viene nascosta o attraverso forme passivo-aggressive  (come il silenzio o l’ostilità indiretta) o attraverso forme di aggressività relazionale (che includono la distruzione dell’autostima e delle sicurezze della vittima). Riconoscere ed evitare i manipolatori patologici e le loro tecniche è indispensabile per non soffrirne le conseguenze a lungo termine.

Di seguito vengono illustrate alcune delle principali tecniche manipolatorie.

1) Proiezione e colpa

Come detto in precedenza, molti manipolatori sono insicuri e per questo “proiettano” le proprie mancanze sulle altre persone facendole sentire colpevoli. Attraverso la proiezione, il manipolatore cerca di capovolgere la situazione a proprio vantaggio, in modo da far star male gli altri e risultare vincitore all’interno della discussione.

2) Gaslighting

Una delle tecniche più utilizzate è quella della distorsione della realtà. La strategia del “gaslighting” si utilizza per destabilizzare e far dubitare l’altra persona di se stessa, facendole credere di vivere in una realtà immaginaria.

3) Silenzio

Quando il manipolatore si rende conto che le sue tecniche non hanno l’effetto desiderato, può intraprendere due strade: insultare o stare in silenzio. Nel secondo caso, la vittima si sente invisibile e colpevole. L’obiettivo è quello di umiliare l’altra persona, facendola sentire in colpa per non essersi sottomessa ai desideri del manipolatore.

4) Falsa amicizia

Uno dei manipolatori più subdoli è senza dubbio chi si dimostra molto amichevole e buono con le altre persone: nonostante sembri capace di gioire con gli altri per i traguardi raggiunti, cerca sempre in maniera sottile di instillare il dubbio o di distruggere parte delle gioie conquistate.

5) Isolamento 

L’isolamento può essere una forma molto potente di manipolazione psicologica. L’essere umano è un animale sociale, e una parte dell’immagine che abbiamo di noi stessi viene proiettata dalle relazioni che costruiamo. Una persona isolata dal mondo per lunghi periodi, inizierà ad avere percezioni distorte della realtà, fino a diventare vittima dei suoi stessi pensieri.

6) Sottomissione

Le forme di manipolazione che sottendono a processi di sottomissione, sono diverse e complicate, ma il punto cruciale è che il manipolatore tenterà di ledere la percezione che la vittima ha di sé, facendole credere di essere sbagliata o malata, per assumerne il controllo. Normalmente questo tipo di manipolazione genera poi una dipendenza che porta la vittima a non riuscire più a liberarsi e a vedere chiaramente la realtà.

7) Esaurimento

Un’altra pratica di manipolazione è quella di portare la vittima all’esaurimento, cercando di condizionare e destrutturare la sua mente.

Uscire da un periodo di manipolazione psicologico è difficile, perché le principali tecniche si basano appunto su forme di distorsione della realtà e di annichilamento dell’identità e dell’autostima della vittima, oltre che su forme di dipendenza. Per questo è necessario un lungo percorso di ricostruzione e di presa di coscienza del proprio essere.

Come in ogni processo psicologico, il primo passo per migliorare e iniziare a recuperarsi è l’accettazione di ciò che è successo. Per uscirne si lavorerà poi sul riconoscimento delle strategie manipolative, sulla ricostruzione emotiva e sul rispetto verso sé stessi.

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