Variazioni sul tema cosmico: simulati otto milioni di possibili universi.

Le nostre certezze iniziano a vacillare: come le simulazioni di un supercomputer potrebbero aprire una nuova strada verso la conoscenza completa del nostro universo.

 

In questi giorni l’università dell’Arizona ha utilizzato dei calcolatori di nuova generazione per simulare otto milioni di universi, tutti con proprietà diverse tra loro e alcuni verosimili ai nostri. I risultati hanno sorpreso gli scienziati americani.

DUE PAROLE SUL PROGETTO

Il progetto è stato portato avanti da un gruppo guidato dal ricercatore Peter Behroozi. Tutti i risultati sono poi stati pubblicati sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Si tratta del primo progetto di questo tipo portato avanti su una scala così vasta. Per le simulazioni è stata usata la spaventosa potenza di calcolo del supercomputer Ocelote. Il periodo virtuale lungo il quale sono state portate avanti le simulazioni inizia da 400 milioni di anni successivamente al Big Bang e termina ai giorni nostri. Andiamo a vedere se la nostra conoscenza del cosmo ha trovato riscontri concreti oppure se sono necessarie modifiche alle nostre teorie.

RISULTATI FINALI, APPARE QUALCHE SORPRESA

In primis le simulazioni hanno confermato alcune delle nostre teorie più significative riguardanti l’evoluzione del cosmo: infatti, tra le circa 8 milioni di simulazioni, quelle più simili alla nostra realtà sono state portate avanti ponendo come leggi iniziali quelle che i fisici hanno proposto negli ultimi anni. Laddove invece le simulazioni sono state portate avanti con leggi completamente diverse da quelle da noi formulate, i risultati finali sono sembrati particolarmente simili ai peggiori incubi di Lovecraft. Sembrerebbe pertanto che gli scienziati negli ultimi anni siano riusciti a codificare il nostro universo con una precisione veramente sbalorditiva. Tuttavia una teoria non ha trovato il minimo riscontro con le simulazioni: la formazione stellare. Andiamo a capire per quale motivo facendo un minimo di chiarezza sull’argomento.

TEORIA DELLA FORMAZIONE STELLARE E RISCONTRO NEI RISULTATI

Secondo le teorie moderne, il processo di formazione stellare inizia quando nebule di gas viaggianti nel cosmo interagiscono tra di loro, portando a numerosi collassi gravitazionali. Da questi eventi inizia un processo di accrescimento di quello che viene definito “embrione stellare” e che porterà poi alla formazione della stella vera e propria. Una condizione importante indicata dalle nostre teorie per permettere tutto ció era che le enormi nubi di gas fossero fredde. Pertanto, eventuali supernove (esplosioni di stelle) o buchi neri nelle vicinanze avrebbero ostacolato fortemente la nascita di nuove stelle, poiché avrebbero scaldato le nebule. Ma le simulazioni ottenute ponendo questa condizione non sono verosimili: gli universi ottenuti sono infatti ricchi di stelle vecchie (rosse), ma aridi di stelle nuove (blu). Questo potrebbe indicare che non solo buchi neri e supernove non ostacolano la formazione di stelle, ma addirittura la favoriscono!

 

                               

Tecnologie come le reti neurali e le simulazioni su larga scala possono permettere agli scienziati di trovare conferme per le loro teorie attraverso giudici esterni e non influenzabili. Le teorie degli uomini troveranno riscontro nelle fredde macchine?

                                            Edoardo Bramini

 

 

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.