Un’esaltante tristezza: il disturbo bipolare nella vita di un artista come Hemingway

Il vecchio e il mare, Fiesta, Addio alle armi: queste sono solo alcune tra le numerosissime opere di Ernest Hemingway, scrittore che nonostante la sua irrequietezza psicologica (o forse proprio grazie ad essa), ha segnato profondamente la letteratura del XX secolo.

Il vecchio e il mare

Il 21 luglio è stato l’anniversario della nascita di Ernest Hemingway, un artista americano di fama mondiale e un “Personaggio affascinante, le sue pagine – profondamente ispirate a uno stile di vita – sono pervase da un senso assoluto della vigoria morale e fisica, dallo sprezzo del pericolo, ma anche dalla perplessità davanti al nulla che la morte reca con sé.” (da Ernest Hemingway, Verdi colline d’Africa)

Una vita turbolenta

Non si può dire che Ernest Hemingway (Oak Park, 21 luglio 1899 – Ketchum, 2 luglio 1961) sia stato una persona passiva alla vita, perché stare in disparte a guardare il resto del mondo da lontano non gli si addiceva. Già da giovanissimo, Hemingway mostrava una spiccata passione e un grande talento per la scrittura, talento che è stato riconosciuto a livello mondiale nel 1954 con il Premio Nobel per la letteratura. Si può dire che la scrittura sia stata la vera e unica compagna a cui Hemingway è stato sempre fedele, a differenza delle 4 donne con cui è stato sposato.
Nonostante le origini americane, l’autore ha trascorso molto tempo in Europa, seguendo da vicino entrambe le guerre mondiali. Per tutta la vita ha viaggiato per il mondo, anche quando le condizioni di salute erano diventate più serie. Infatti, già a partire dagli anni trenta, Hemingway aveva iniziato a soffrire di depressione ed episodi maniacali: gli psichiatri avevano classificato la sua condizione come un caso di disturbo bipolare, peggiorato dall’abuso di alcol.
Al termine della seconda guerra mondiale, le condizioni psicologiche dell’autore sembravano stabili, nonostante rimanesse il problema della dipendenza da alcol. A partire dalla seconda metà degli anni ’50, i sintomi del disturbo bipolare peggiorarono e proseguirono fino alla morte, avvenuta per suicidio. Durante gli ultimi anni della sua vita, Hemingway aveva iniziato a sviluppare sintomi psicotici, tra cui manie di persecuzione e allucinazioni. Proprio per questo motivo, era stato sottoposto più volte a terapie con l’elettroshock: anche se questa pratica era ampiamente utilizzata per trattare pazienti con sintomi psicotici, non sembrava dare sollievo nel caso di Hemingway, ma gli procurava invece delle gravi amnesie.

Il disturbo bipolare visto da vicino

Come accennato nel paragrafo precedente, Ernest Hemingway soffriva di un disturbo bipolare. Quasi tutti ne abbiamo già sentito parlare, ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.
Il DSM-5 riconosce tre tipi di disturbo bipolare, distinti l’uno dall’altro in base alla gravità e alla durata dei sintomi maniacali: il disturbo bipolare I, il disturbo bipolare II e il disturbo bipolare ciclotimico. Ma cosa significa bipolare? I pazienti con un disturbo di questo tipo manifestano sia periodi di depressione che episodi maniacali, due stati dell’umore considerati ai poli opposti.
Durante un periodo di depressione, la persona prova una profonda e inevitabile tristezza, unita alla mancanza di piacere nello svolgere la maggior parte delle attività quotidiane, come prendersi cura di sé e del proprio aspetto fisico. In aggiunta, le cose vengono viste sempre in modo negativo e possono essere presenti sintomi fisici tra cui stanchezza, difficoltà di concentrazione, dolori, insonnia o bisogno di dormire per moltissime ore.
Al polo opposto troviamo la mania: è uno stato di forte esaltazione in cui la persona ha la sensazione di provare un’energia infinita. Si possono verificare fuga di idee, parlata velocizzata, agitazione motoria, assenza di sonno e comportamenti pericolosi, dal momento che l’individuo non sembra preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni. Nei casi più gravi si possono verificare sintomi psicotici, come deliri e allucinazioni.

fuga delle idee
Fuga delle idee: i contenuti affluiscono e si associano in modo caotico, senza un legame logico fra l’uno e l’altro […], senza che il soggetto sia in grado di coordinare il corso del proprio pensiero (“Dizionario di Medicina”, Treccani)

Molte delle persone che hanno ricevuto una diagnosi di disturbo bipolare presentano anche un disturbo d’ansia e una dipendenza da sostanze: anche Hemingway aveva una dipendenza dall’alcol, iniziata per il bisogno di alleviare i sintomi della depressione. In aggiunta, sembra che siano molto elevati i tassi di suicidio nei casi di disturbo bipolare con sintomi psicotici, e Hemingway rientrava in questa categoria di pazienti.

Un dato positivo

Dopo questa carrellata di informazioni scoraggianti sul bipolarismo, ecco un dato positivo: sembra che la mania favorisca la creatività grazie all’aumento della rapidità del pensiero, al miglioramento dell’umore e al maggiore senso di energia. Del resto, la lista di artisti del passato e contemporanei con un disturbo bipolare è piuttosto lunga. Oltre a Hemingway, troviamo Michelangelo, van Gogh, Čajkovskij, Gauguin, Virginia Woolf, Ludvig Van Beethoven e la lista continua. Tra gli artisti contemporanei ci sono Demi Lovato, Jimi Hendrix, Curt Cobain, Sting, Robbie Williams, Mel Gibson, Jim Carrey…
Dunque, nonostante i sintomi del disturbo bipolare condizionino non poco la vita di una persona che li manifesta, non impediscono di condurre una vita ricca di successi e all’insegna dell’arte.

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