Un Social come Instagram può riportare il sistema punitivo all’Ancien Regime?

Michel Foucault, filosofo francese morto quasi 40 anni fa, è un autore prolifico. Tra le varie produzioni, oggetto di studio è sempre stato Sorvegliare e punire.

In quest’opera di fama mondiale, Foucault propone una storiografia dei sistemi punitivi, dall’Ancien Regime ai giorni nostri. Dall’esecuzione pubblica, nella piazza principale, alla reclusione privata, in carceri avanguardisti.

L’esecuzione di Benoit

Durante l’Ancien Regime, epoca che precede la Rivoluzione Francese, Foucault si rende conto che il sistema punitivo nazionale è molto diverso rispetto ad oggi. Ciò che conta, per il sovrano, è “punirne uno per educarne cento”. Infatti, le reti di polizia non erano così ramificate e presenti sul territorio, come lo possono essere nella nostra epoca. Questo comportava una difficoltà di fondo, nel tenere sotto controllo le varie regioni, nonché nel catturare e punire i criminali.

Foucault fa l’esempio di un certo Benoit, il quale era stato accusato di parricidio, nell’Ancien Regime. Va ricordato che il delitto del proprio padre era giudicato inammissibile all’epoca: la figura paterna rappresentava il Re nel nucleo familiare. Ecco, quindi, come viene trattato Benoit, a grandi linee:

Quattro cavalli nerboruti vengono disposti nella piazza maggiore, mentre il boia lega Benoit a delle corde. Le corde vengono poi fissate ai cavalli, i quali iniziano a tirare con vigore. Nel frattempo, della pece bollente viene fatta colare sulle mani del colpevole, simbolicamente. Alla fine, dopo ore di agonia e grida lancinanti, il Guilty muore, massacrato.

Il giudizio pubblico

La cosa più interessante, per noi che viviamo in un’epoca differente, è scoprire, tramite lo studio di Foucault, che l’esecuzione di Benoit era un’esecuzione pubblica. Foucault afferma che un tale meccanismo pare sia gradualmente scomparso, dalle nostre civiltà.

Mentre Benoit, angosciato e fisicamente debilitato, affrontava la Legge, una schiuma di Persone stava assistendo. Sembra che in pochi si indignassero. La gente, generalmente, era compiaciuta, soddisfatta di un Sovrano che dimostrava il proprio potere tramite la Violenza.

Probabilmente, c’era chi bestemmiava insieme al castigato. Addirittura, in molti urlavano al boia di appesantire il metodo, di straziare il delittuoso.

Instagram e l’identità aperta

Secondo Foucault, oggigiorno il Sistema punitivo ha spostato il suo focus. Se fino al 1789 l’intento era quello di rendere pubblica l’Esecuzione, ora lo scopo è rendere efficiente il Sistema.

Cosa succede però, se i due elementi si uniscono? Un sistema efficiente e di dominio pubblico. Succede che stiamo parlando di Instagram. Se sei su questo portale, ti trovi sul Social Network più funzionale e più popolato. Di conseguenza, molte Persone hanno messo la propria identità in mano a tale provider.

Recentemente, casi di cronaca nera ci hanno mostrato l’angolatura nefanda di Instagram. Molti assassini o personaggi politici controversi vengono rapidamente rintracciati sul Social. A questo passaggio, segue spesso il linciaggio. Insulti gradati, dal più light al più estremo. Non tardano ad arrivare le minacce di morte, con tanto di bizzarri suggerimento di gogna.

Insomma, pare che Instagram permetta di ritornare all’esecuzione pubblica dell’Ancien Regime. Ci sono solo due sottili differenze:

1) La dinamica punitiva non è innescata dallo Stato. Sono i cittadini ad invocarla (si potrebbe aprire una parentesi su quanto i politici la alimentino)

2) Su Instagram la gente non viene uccisa. Ci scagliamo contro un’immaginetta, colpiamo un simulacro.

 

 

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