Ucraina e fake news: Marc Bloch ci spiega l’origine delle false notizie di guerra

Centinaia sono i siti, alcuni dei quali sotto il diretto controllo del Cremlino, a spacciare disinformazione, spieghiamo il fenomeno.

Fonte: https://euvsdisinfo.eu/it/category/ukraine-page-it/

Marc Bloch, storico e militare, visse la Prima Guerra Mondiale, assistette, riportò e rifletté sull’origine della false notizie. Il contesto guerrigliero funge qui da amplificatore non solo dei sentimenti in gioco, ma anche della grandezza delle falsità messe in circolo.

Ucraina e fake news

Da un report di NewsGuard, centro di monitoraggio delle notizie, si registra 250 siti russi che lucrano sulla disinformazione di guerra. La Commissione Europea ha negato il sostegno pubblicitario ad alcune piattaforme digitali come “Russia Today” e “Sputnik News”, entrambe controllate dal Cremlino.

La propaganda putiniana sta sfruttando il fallimento dei colossi della Silicon Valley in Russia, per girare a suo favore le fonti di notizie attraverso le quali distribuire disinformazione. Ma quello che qui ci interessa è tutt’altro.

Non è un caso se queste “bufale” riguardino la guerra in Ucraina. Le fake news esistono nei più disparati ambiti, ma la forza insita in un’azione militare è capace di toccare gli animi di molti. Le guerre sono un campo di battaglia dove gli strumenti utilizzati non sono solo le armi da fuoco, bensì quella più importante è la parola. Attraverso questa si possono creare degli scenari alternativi, rivisti secondo una logica dettata dall’odio e forse anche dalla paura. L’Ucraina non sarà l’ultimo esempio, e a pensarci, non è stato neanche il primo.

Fonte: https://europa.today.it/attualita/fake-news-ucraina.html

La paura del buco

Sembra un titolo di un film horror, ma volendo intenderla umoristicamente, per paura del buco intendo una delle fake news, diremmo oggi, girate durante la Primo Guerra Mondiale.

Come sappiamo, l’esercito tedesco per arrivare in Francia, decise di passare attraverso il neutrale Belgio, convinto di superarlo con facilità. Tuttavia, la resistenza belga tenne duro per circa due settimane, un tempo decisamente inaspettato se pensiamo alle intenzioni tedesche di una guerra lampo. Ebbene, una volta entrati in territorio straniero, l’esercito del Kaiser notò che gli edifici presentavano dei fori come non se ne erano mai visti in Germania. Le difficoltà del momento, l’odio e la paura di impiegare più tempo del dovuto, furono la miccia che innescò la bomba della “bufala”. 

Circolò l’idea che i tiratori belgi avessero bucato le mura degli edifici per avere delle feritoie attraverso cui sparare. Secondo i tedeschi, l’esercito belga per sopperire alla differenza numerica, si fosse organizzato per rallentare l’invasore. Portandoli addirittura a credere che la piccola nazione si stesse preparando da tempo ad una guerriglia

Ma in realtà quella dei fori era una consuetudine edilizia locale, del tutto estranea alla Germania. Si tratta di una prova di come odio, paura e ignoranza possano essere le ragioni per cui nascono le false notizie, ieri come oggi.

Le rovine della biblioteca dell’Università Cattolica di Lovanio dopo il suo incendio nel 1914. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Stupro_del_Belgio#/media/File:Louvain_Library_WWI.jpg

Marc Bloch spiega le false notizie

Quanto detto poco fa proviene dalle osservazioni fatte da uno degli storici più importanti del secolo scorso. Marc Bloch, studioso francese, combatté quella Prima Guerra Mondiale di cui raccolse alcune voci, cercando di spiegarle utilizzando il metodo storico e una fine osservazione. “Riflessioni di uno storico sulle false notizie di guerra”, questo il titolo dell’opera, una tematica a lui cara poiché capace di rendere note verità nascoste sulle società passate.

Le fake news rappresentano oggi come ieri, delle realtà plausibili solo per chi avesse la necessità di credere ad una spiegazione altra. Una sorta di ricerca di motivazioni verosimili che potessero sbrogliare una situazione di difetto, dove per forza di cose, doveva esserci un modo per giustificare tutto ciò. Il falso vero, definendolo con un ossimoro, ha da sempre attirato le folle. Parlandone come se fosse un singolo individuo, bisogni e pregiudizi sono le sue misure, mentre:

“La falsa notizia è lo specchio in cui la coscienza collettiva contempla i propri lineamenti”  

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Bloch#/media/File:Marc_Bloch.jpg

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