Il Superuovo

“Troy”: la maledizione di una guerra affonda le sue radici nel sorriso amaro di Elena

“Troy”: la maledizione di una guerra affonda le sue radici nel sorriso amaro di Elena

La bellezza, quale entità astratta, inafferrabile dal sorriso amaro: quello che preannuncia la guerra.

La misticità della bellezza è la chiave del suo fascino, restiamo tutti attoniti quando ci passa sotto il mento, veloce, fugace, copre con un velo la sua maledizione.

Troy

Un film che non muore mai, sebbene risulti contraddittorio definirlo tale in quanto prende vita proprio dalla costellazione dei corpi cadavere in campo acheo e troiano.

Ha come protagonisti gli attori della scena americana maggiormente noti sia per il loro talento sia per il loro fascino, quali Brad Pitt, Diane Kruger, Eric Bana e Orlando Bloom.

Racconta delle imprese di Achille, della guerra di Ilio ma soprattuto del rapimento di Elena, i suoi capelli biondi saranno il motivo scatenante di una delle più grandi battaglie della tradizione letteraria.Ci chiediamo se Omero sia contento delle immagini che hanno preso vita partendo dalla sua Iliade, il pathos è sempre in scena come il fiato che finisce per smorzarsi nella gola.

Rachel Bespaloff 

Una vita straziante la sua, Rachel è un’autrice poco conosciuta, è morta giovane e le sue opere letterarie sono peculiari per la scrittura dismontante: è evidente in lei, come in molte autrici novecentesche l’attitudine ad attraversare i temi in modo lieve anche se mai leggera.

Una persona come lei esercitava la filosofia per passione, non per svettare all’interno del pantheon dei grani filosofi, gli autori che lei sceglie infatti sono molto particolari.

Nasce nel 1895 in Bulgaria da una famiglia colta di origine ucraina-ebraica, espatria dapprima in Svizzera e poi a Parigi dove si stabilisce.

Si laurea ed insegna letteratura francese e musica, ma la sua vita piano piano andrà sgretolandosi: si sposa e si trasferisce in provincia dove però iniziano a comparire cenni di depressione. Nel ‘42 parte da Marsiglia per sfuggire alla Gestapo, arriva in America ma Rachel non riesce a fare di quel posto la sua nuova casa, nonostante trovi lavoro come insegnate di letteratura francese.

Nel ‘43 pubblica la sua grande opera “Sull’Iliade”.

Come spesso dirà: “mi sono grappato ad Omero e alla Bibbia, come due luci che mai hanno vacillato nell’oscurità della mia vita…”

Considera infatti la Bibbia e l’Iliade come libri ISPIRATI, ovvero un qualcosa che passa attraverso e ci permette di respirare.

Nonostante queste due ancore la depressione, che già la tormentava, nel 1949 la portò al suicidio, scriverà: “Non trovate ragioni per il mio suicidio se non la mia stanchezza, morte per il mal di vita.”

La straordinarietà dell’autrice si svela però nelle sue opere dove questo senso di depressione e di oscurità riuscirà a non trapelare mai, dunque, forse, aveva ragione lei: la filosofia, la scrittura, la poesia la salvarono.

Elena 

Un fiore dannato, eternamente nelle mani della sua stessa bellezza, una forza cosmopoietica che l’attraversa e che non può controllare.

Non sappiamo niente sui suoi tratti estetici, come suggerisce Rachel Bespaloff, Omero era consapevole che non si potesse intrappolare in semplici parole una tale energia mistica e dunque si limitò a sottolineare come sebbene, nessuno conosca il suo aspetto, fosse certo che in un incontro ravvicinato chiunque la saprebbe riconoscerebbe istantaneamente.

Omero evidenzia come la bellezza e la morte siano un symboln: una tessera composta da due parti inscindibili, Elena qualsiasi cosa toccasse diventava nella sua essenza pietra, priva di vita, e così come lei anche Achille, dalla bellezza divina, viveva per mietere vittime, assetato di distruzione violenta, se non quando incontrava la madre Teti, pochi attimi in cui nelle sue braccia smetteva di essere il glorioso eroe divenendo il figlio senza pace.

Rachel Bespaloff nella sua opera “Sull’Iliade” mostra come Elena e Anna, di “Guerra e pace”, Tolstoj, cerchino di scappare dal loro stesso destino, vanno alla ricerca dell’amore vero finché la condanna detta dalle bellezza non torna a prenderle prepotente, distruggendole in eterno sia nell’anima che nel corpo.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: