Tredici mostra il suicidio come unica via di uscita ai problemi adolescenziali?

Tredici mostra il suicidio come unica via di uscita ai problemi adolescenziali?Quando nel 2017 un telefilm adolescenziale giunse sulla piattaforma Netflix, il pubblico si divise. Questa serie tv teen giunse a spaccare tutta l’opinione pubblica. Non solo il fruitore medio del servizio streaming, ma anche associazioni genitoriali, scuole e professionisti, quali psicologi e terapeuti. Il motivo di tale dibattito? Tredici affrontava diverse problematiche e disagi adolescenziali. La vicenda ruota intorno ad Hannah Baker e i tredici motivi, raccontati attraverso delle audiocassette, che l’hanno spinta al suicidio. Ma non è solo questo il tema delicatissimo preso in esame, si parla infatti di abusi sessuali, violenza domestica, droga, bullismo, omosessualità. Insomma un gran melting pot di temi già normalmente difficili da affrontare, ma che rapportati a ragazzi sedicenni diventano ancor più tediosi.

 

LA RICERCA

Qualche giorno fa una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry ha asserito che ci fu effettivamente un picco di suicidi nell’aprile 2017, subito dopo la prima messa in onda di Tredici. Sebbene il periodo analizzato fosse di ben cinque anni, si è appurato che il più alto tasso di suicidi fra i ragazzi si è avuto a seguito della messa in onda del telefilm. I più colpiti sono stati i maschi fra i 10 e i 17 anni, un dato un po’ in contraddizione con gli spettatori della serie Netflix che sono per il 65% femmine. Mentre il presidente della Società Italiana di psichiatria ha spiegato il fenomeno, affermando che Il suicidio è sostenuto da comportamenti imitativi; Tredici è stato accusato di banalizzare questo comportamento, ritenendolo come conseguenza di un semplice rapporto causa-effetto. Se sei vittima di bullismo o, peggio, di violenza sessuale, come nel caso della protagonista il suicidio sembrerebbe quasi la risposta semplice a questi abusi. Netflix è corsa ai ripari subito dopo la prima stagione, ha aperto un sito per aiutare gli adolescenti in difficoltà e prima delle puntate manda in onda un disclaimer. Ma l’azienda ha anche evidenziato come una ricerca dell’University of Pennsylvania, precedente a quest’ultima, sosteneva che il tasso di suicidi fra gli adolescenti non è aumentato a seguito della visione della seconda stagione. Quindi cosa c’è dietro ad una scelta tanto avventata, per non dire spaventosa?

 

Tredici mostra il suicidio come unica via di uscita ai problemi adolescenziali?IL SUICIDIO IN ADOLESCENZA

In questa particolare fase della vita si è soggetti ad una certa vulnerabilità psicologica. Disturbi psichici, depressione ma anche turbamenti emotivi che possono sfociare in suicidi o tentativi di. È chiaro che quando si analizza un fenomeno del genere, si valutano diversi fattori ambientali, psicologici, contestuali e le relazioni che intercorrono fra di essi. Generalmente il suicidio è l’atto ultimo e manifesto di un percorso fatto di desideri, fantasie e processi interni. Quindi quello che viene definito un gesto inconsulto, impulsivo in realtà è tale solo in apparenza. In principio c’è solo un pensiero di morte, un’idea sempre più frequente. In seguito s’instaura un’intenzione suicidaria. L’adolescente comincia ad immaginare il tipo di trapasso desiderato, strumento, modalità e tempi. Questo è un progetto suicidario, per fortuna solo pochi ragazzi oltrepassano questo step e mettono in atto un vero tentativo di suicidio. Fra le cause principali, motivo che spinge i giovani a togliersi la vita, c’è sicuramente la depressione. La presenza di disturbi psichici, spesso non riconosciuti o non trattati, può far sorgere questi comportamenti suicidari. L’instabilità emotiva accentuata dalla giovane età, la perdita della speranza aumenta il pensiero di morte.

 

FATTORI PSICOLOGICI

Sono diverse le angosce che possono affliggere gli adolescenti e che la serie tv Tredici ha provato ad affrontare attraverso i suoi protagonisti:

  1. La difficoltà a tollerare sentimenti di solitudine e di separatedness. Quando si passa dalla fase infantile a quella adulta sono tanti i cambiamenti che un ragazzo deve affrontare. Non si può fare solo ed esclusivamente affidamento sulle figure parentali, deve iniziare a costituirsi una propria identità individuale. Di conseguenza mancano le basi, ci si può sentire isolati e perdenti.
  2. Il bisogno di sfidare. Per sfuggire ai sentimenti di depressione di cui sopra, spesso si ricorre ad atti impulsivi. Agire senza pensare alle ripercussioni, senza sospettare alcun esito negativo è una prerogativa di questa fascia d’età.
  3. La terza caratteristica è l’attacco al proprio corpo. L’insicurezza che si sperimenta in questo periodo è forse una delle cose più difficili da superare. Le trasformazioni che esteticamente si è costretti ad affrontare creano problemi e disagi. Sentimenti di vergogna e insoddisfazione che gli adulti non comprendono o non ricordano più.

A Tredici, forse, va un plauso per aver provato a mettere in risalto le numerose problematiche adolescenziali e, anche se leggermente in ritardo, per aver creato un sito in cui i ragazzi in difficoltà possono trovare aiuto.

Sonia Felice

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