‘Non recidere, forbice, quel volto’: la lotta di Mamá Coco contro l’oblio.

Ricordami‘…

Santa Cecília, Messico. In casa Rivera il piccolo Miguel pizzica con estrema dolcezza le corde della sua chitarra, con la voce rotta dal pianto. La sua bisnonna, Mamá Coco, chiude gli occhi e si lascia trasportare indietro nel tempo dalla melodia. Vede una bimba dalle trecce scure e dal volto radioso che tiene gli occhi gonfi di amore fissi in quelli del suo papà. Quando l’immagine svanisce Mamá Coco solleva lentamente le palpebre. Si ricorda, finalmente: la canzone che il piccolo sta cantando le è stata dedicata dal defunto padre Hector. I cuori di papà e figlia si intrecciano un’ultima volta, dopo tanto tempo.  Grazie al canto di Miguel oggi Hector potrà rivedere la sua Coco.

Una scena dal film ‘Coco’: Miguel canta ‘Ricordami’ per la sua bisnonna Coco. (fonte:https://movie.talkymedia.it/festival/oscar/oscar-2018-tutte-le-canzoni-candidate-verranno-cantate-durante-la-cerimonia)

https://www.youtube.com/watch?v=SqgOf8JHrsc

El Día de Los Muertos.

È il 2 novembre,  Día de Los Muertos: i defunti faranno ritorno dall’aldilà per ballare ancora una volta con i loro cari, volteggiando tra candele e carta colorata. I petali di calendula sparsi per le vie li guideranno nel loro cammino, sollevandosi a tempo con i passi di danza. Gli adulti e i bambini dipingeranno i loro volti secondo la tradizione e si uniranno al tripudio di musicacolori.

Una scena dal film ‘Coco’: Chicharrón, dimenticato in terra, svanisce dall’aldilà. (fonte:https://makeagif.com/gif/coco-chicharron-deaths-scene-everyone-knows-juanita-song-IwQLde)

Ma, secondo la legge che governa cielo e terra, soltanto chi non è stato dimenticato potrà tornare tra i vivi. Le anime avvolte dall’oblio saranno destinate a restare confinate nell’aldilà e a svanire nel vento. Quella di Coco e di Miguel è una vittoria sulla spietata forbice dalle lame affilate che va tagliando a brandelli la memoria: il tempo.

Non recidere, forbice, quel volto’.

Dall’altra parte del mondo in un’uggiosa giornata di Novembre una voce disperata si unisce al canto di Miguel. Impugnando la sua penna Eugenio Montale implora una forbice di risparmiare i suoi ricordi. Il gelo si fa largo nella sua mente mentre le scintillanti lame si avvicinano al fusto ormai secco di un’acacia, emblema della memoria che va svanendo. Un improvviso rumore metallico fende l’aria fredda: un ramo cade a terra con un tonfo sordo. Con gli occhi fissi sulla pozza di fango che inghiotte le foglie aride Montale capisce di aver perso la sua battaglia contro il tempo.

https://cultura.biografieonline.it/non-recidere-forbice-quel-volto/

Il ricordo di Irma.

Mentre i giardinieri potano i rami seccati dal vento novembrino Montale ripensa all’ adorata Irma Brandeis, conosciuta a Firenze nel 1933: quanto l’ha amata! Americana di nascita, ebrea di origine, Irma è stata costretta a fuggire dall’Italia nel 1938: le leggi razziali non avrebbero avuto pietà di lei. È lei Clizia, musa ispiratrice delle ‘Occasioni‘. Occasioni dolorose, illusorie e vane.

Ma Irma si ricorderà di lui? Ripenserà al loro amore, o lascerà che la fredda nebbia dell’oblio spazzi via quel debole ricordo del sole estivo? Tentando di districare il gomitolo dei suoi ricordi, il poeta chiude gli occhi e immagina un’ultima volta di poterli fissare in quelli scuri di Irma, contemplando il suo grande viso in ascolto. La sta dimenticando.

Eugenio Montale e Irma Brandeis. (fonte: https://www.archeologiaviva.it/7678/a-vetulonia-il-pegno-di-eugenio-montale/)

Ricordi che separano.

Mentre Montale continua a sperare nel ritorno di Irma, un dilemma dilania la sua mente: i ricordi ai quali tiene tanto saranno in grado di unirlo a lei? La memoria è fallace, mutevole. Irma avrà assorbito dall’esperienza altri particolari, avrà prestato attenzione ad altre circostanze. I suoi ricordi e quelli dell’amata non sono uguali, non lo saranno mai. Il cuore sprofonda nel petto del poeta. La reminiscenza del passato non sta facendo altro che allontanarlo irrimediabilmente da Clizia.

La lotta interiore di Montale non è personale, ma universale: ogni uomo si trova a fare i conti con la fallibilità della sua memoria prima o poi. Anche il piccolo Miguel viene coinvolto in questa lotta.

La memoria infangata di Héctor.

Hector, trisavolo di Miguel, viene ricordato dai vivi di casa Rivera come un uomo senza cuore, un egoista che ha abbandonato sua figlia Coco per cercare il successo in giro per il mondo. Quando Miguel si imbatte in Hector durante il suo viaggio nell’oltretomba, resta sorpreso nello scoprire che il cuore del trisavolo è in realtà pieno di amore e devozione per la sua famiglia. Héctor, musicista di gran talento, è stato avvelenato dal tracotante Ernesto de la Cruz. Di ritorno sulla terra, Miguel col suo canto riesce a fare breccia tra i ricordi perduti di Mamá Coco: con gli occhi lucidi l’anziana comincia il suo racconto, rendendo giustizia alla memoria infangata di un uomo speciale.

Una scena dal film ‘Coco’: Hector e suo nipote Miguel nell’aldilà. (fonte: https://www.cinematographe.it/news/coco-d23-immagine-miguel-hector/)

L’importanza dei ricordi.

I ricordi non saranno mai in grado di accomunare in toto le esperienze vissute da menti e da  due cuori separati. Eppure essi sono fondamentali. Sono le nostre radici, gli unici appigli che abbiamo per perpetuare la memoria dei nostri amati, lontani o deceduti che siano. Finché vivremo nel cuore e nei ricordi di qualcuno la morte non avrà potere su di noi: sarà soltanto la naturale fase di un ciclo eterno che unisce i morti e i vivi in una gioiosa danza.

Daniela Ruvolo.

 

 

 

 

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