fbpx
Tre cose da sapere sull’Esistenzialismo: una breve panoramica attraverso alcuni esponenti

L’esistenzialismo è un movimento culturale sviluppatosi a fine ‘800, ed affermatosi nell’Europa novecentesca. Gli esordi letterari di tale corrente di pensiero si trovano in Kierkegaard, Dostoevskij, Kafka.

L’esistenzialismo ha avuto un successo dilagante, ma ancora oggi è difficile trovare corsi specifici che ne parlino. Questo perché gli esponenti sono innumerevoli, ognuno con la propria originale caratura.

Cosa andrebbe sottolineato, dell’Esistenzialismo, per poi approfondirne le diramazioni?

1. Gli esistenzialisti non seguono convenzioni stilistiche

Se cerchiamo una definizione di Esistenzialismo difficilmente ne troveremo una chiara e ben definita. Questo perché l’esistenzialismo è un modo di pensare al di fuori dei canoni logico-stilistici.

Kierkegaard ha scritto opere che sfuggono alla suddivisione in generi. Un esempio lampante è Aut-Aut, o meglio, Enten-Eller. L’opera è metamorfica: sfrutta il ritrovamento due lettere, per sviluppare dinamiche autobiografiche. Facendo, successivamente, ricorso al Romanzo.

Per non parlare di Timore e Tremore: definita da molti critici un’opera poetica, prima che filosofica.

Lo stesso discorso vale, ad esempio, per Dostoevskij, autore di innumerevoli capolavori. Difficile dire se le sue opere migliori siano prose filosofiche, saggi esistenziali, romanzi sentimentali. Forse niente di tutto ciò. Probabilmente molto di più.

Albert Camus, considerato il padre dell’Esistenzialismo novecentesco, ha prodotto opere di teatro, romanzi, saggi.

2. L’esistenzialismo è una forma d’arte figurativa

Questa caratteristica volubile e indefinibile che presenta L’esistenzialismo, lo rende aperto a diverse forme espressive.

Un esempio è l’arte figurativa. Edvard Munch è stato uno dei maggiori esponenti dell’esistenzialismo in Arte. In opere del calibro di Ansietà e L’urlo, si può scorgere la fatica esistenziale e l’angoscia di un’epoca. L’esistenzialismo, per riassumere, esprime il sentire comune di una fase storica caratterizzata da guerre imminenti e ricerca dell’Io.

3. L’esistenzialismo è una riflessione su Vita e Morte

Non sarà un caso, se l’Esistenzialismo trae le sue mosse anche da un filosofo come Nietzsche. Quest’ultimo ha fatto della Ricerca dell’Io e del tema dell’Immortalità due tasselli importanti per il proprio pensiero.

A questo proposito, vale la pena ricordare quanto Albert Camus si sia ispirato a Nietzsche: lo vediamo in molte sue opere. Un esempio interessante, a questo proposito, è riscontrabile in Caligola. In quest’opera tardo-camusiana, vediamo Caligola interpretare il leader maximo, colui che rappresenta l’aristocrazia più assoluta, mentre i suoi sudditi sono semplici servi. Sulla storica scissione e contrapposizione Aristocrazia-Servitù, si gioca il flusso tematico de La genealogia della morale.

Caligola, inoltre, incarna la ricerca di senso. Il “dittatore” si chiede se non sia una vita frugale, il miglior modo per vivere intensamente. Se non sia questo, il modo in cui i contemporanei possono intendere il fanciullo creativo di Nietzsche. E’ solo così che ci si può fare beffa della Morte? Solo così si è soddisfatti, in una Vita “sempre nuova”? Vivere è sinonimo di Imprevedibile? Tutte domande che Caligola apre al pubblico. Questioni che potrebbero essere stimolate anche dalla lettura de La nausea di Sartre.

La morte ossessiona l’esistenzialismo, anche in testi come La metamorfosi di Kafka, L’essere e il nulla di Sartre.

Come disse Heidegger: L’uomo è anticipazione per la morte.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: