Tra crisi finanziaria e speranza cestistica: l’Argentina è spaccata in due

La cosiddetta “alma latina”, quell’anima patriottica argentina che abbiamo visto supportare la squadra sugli spalti dei palazzetti di pallacanestro in Cina, potrebbe aiutare la popolazione e il governo a risollevarsi dalla crisi di questo periodo?

“Que la crisis la paguen los capitalistas” (“Che la crisi la paghino i capitalisti”), uno dei tanti murales apparsi a La Plata, città nella provincia periferica di Buenos Aires

Due facce di una stessa medaglia: un paese, l’Argentina, in crisi. La situazione dal punto di vista finanziario è molto grave e si sono già adottate delle misure estreme per cercare di limitare una crescente inflazione. Un paese, sempre l’Argentina, che, unito e avvolto nella bandiera bianco-celeste, ha supportato fino alla fine il cammino della selezione cestistica al mondiale di basket che si è svolto in Cina, arrivando a tifare il quintetto sino alla finale di Pechino.

Una crisi, tante crisi: definizione del concetto di decadenza legato alla vita associata

Prima di poter dare una definizione completa del termine crisi, bisogna definire cosa sia la vita associata in relazione alla filosofia politica, in quanto questi tre concetti vanno di pari passo. Sono proprio i momenti di crisi a fare da innesco alla ricorsività e al legame che intercorre tra la vita associata (definibile anche antropologia) e politica. Oggi la politica è indissolubilmente legata a questi schemi di crisi e mutamento poiché è lo stesso uomo a ricercare in essa un sistema chiuso nel quale collaborare. Ciò, però, risulta essere impossibile, perché è la politica stessa (intesa come forma di vita associata) ad essere uno schema che per natura è aperto e in continua evoluzione. In definitiva, la domanda è: può esistere un modo nel quale la politica e la forza della collettività possano aiutare a superare un periodo di crisi? La risposta è positiva, in quanto la crisi è definibile come mutamento che si presenta sempre in sfaccettature differenti ma con un retroterra comune: la perdita di efficacia di forme della vita associata. Il periodo di decadenza smuove l’essere umano, gli permette di interrogarsi nuovamente su dei concetti che, se precedentemente assodati e certi, ora vacillano e inducono l’uomo a ritrattare le sue convinzioni per costruirsi delle nuove e stimolanti domande. La mutazione repentina, seppur inizialmente possa essere vista di cattivo occhio, è anche un evidente segno dello svolgimento positivo e in continua evoluzione del divenire, fondamentale per continuare a migliorarsi come esseri politici, prima che come umani.

Una donna con un cartello: “Fuera Macri y el FMI” durante una delle tante proteste contro le politiche finanziarie dell’attuale governo argentino

Il caso particolare: l’Argentina, crisi ed inflazione. Cosa sta accadendo?

L’economista premio Nobel Paul Krugman è la persona che probabilmente ha definito meglio, in maniera diretta e con precisione, la situazione finanziaria argentina: “Piangendo per l’Argentina, cerco di comprendere il disastro”. Il paese è di nuovo in crisi, il peso argentino ha perso circa il 20% del proprio valore in soli due giorni e, per di più, il governo ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale aiuti economici enormi. Il prestito richiesto tocca i cinquanta miliardi di dollari, ma il Fondo è titubante dallo scorso maggio. Il presidente Mauricio Macri ha perfino annunciato, in un appello alla televisione nazionale, che l’Argentina sta via via perdendo fiducia nei mercati internazionali e chi possiede il peso argentino (o beni battuti in questa moneta) sta cercando a tutti costi di liberarsene. Mauricio Macri dovrà fronteggiare, poi, un altro problema all’orizzonte: il 27 ottobre ci saranno le elezioni presidenziali e questo clima nel quale si trova l’Argentina proprio non aiuta. Macri, presidente uscente, aveva vinto le elezioni del 2015 (al ballottaggio) per il rotto della cuffia (51.34%) a scapito dello stesso partito Giustizialista che anche nel 2019 correrà contro di lui. La speranza di Macri e del suo governo è che si possa navigare in acque più sicure, soprattutto grazie all’arrivo dei 50 miliardi di dollari chiesti al Fondo Monetario Internazionale. In cambio, si dice, il governo si impegnerà a mantenere un bilancio disciplinato sul medio periodo e azzerare il deficit entro il 2020.

Un’immagine tratta da una delle ultime manifestazioni a Buenos Aires: due donne reggono uno striscione con su scritte le due problematiche principali che affondano il paese: l’inflazione e la povertà.

La via d’uscita è la pallacanestro: Campazzo, Scola e Laprovittola, l’alma latina è speranza

“Amore alma è del mondo, Amore è mente” diceva Torquato Tasso nelle “Rime d’amore”. “Abbiamo mostrato al mondo come giochiamo.  Sono sicuro che dopo questo torneo tutti i miei giocatori miglioreranno la loro carriera.” ha affermato il commissario tecnico della nazionale argentina di basket Sergio Santos Hernández. Una bellissima storia quella dell’albiceleste all’ultimo mondiale in Cina: una squadra senza grandi campioni provenienti dall’NBA (la lega di basket americana per eccellenza), ma con un obiettivo ben preciso: l’anima latina come pretesto per non darsi mai per vinti. Così hanno fatto, dapprima battendo ai quarti di finale la nazionale cestistica europea più forte (sulla carta), la Serbia, poi superando agilmente la Francia, arrivando sino in finale contro le furie rosse della Spagna. A Pechino, il 15 settembre scorso, giorno della finale, hanno perso di venti punti contro i giallorossi, evidentemente più forti. La cosa su cui bisogna porre l’accento è, però, l’evidente animo patriottico che posseggono sia i giocatori, sia i tifosi accorsi in migliaia in Cina pur di sostenere la squadra. La generazione di talenti da coltivare deve avere anima e cuore ed è evidente che questo messaggio sia stato recepito al cento per cento nel territorio argentino. Dal Gran Chaco alla Patagonia, tutti uniti a sostenere una squadra che nessuno credeva potesse arrivare fino in fondo. Come questa unione sportiva si fonda su solide basi, così l’Argentina come paese, in un momento talmente critico della propria storia, non deve e non può mollare, non è nella mentalità argentina e queste iniezioni di fiducia che provengono dall’esterno, in questo specifico caso dallo sport, possono solo che giovare alla popolazione tutta, senza distinzioni. Gli assist di Campazzo, la tenacia sotto canestro di Scola e l’aiuto in termini di punti dalla panchina di Laprovittola, hanno dato solo un assaggio di ciò che può essere capace questa squadra. Uno Stato-nazionale in missione. Non chiamatelo solo sport.

La nazionale di pallacanestro argentina che festeggia la vittoria in semifinale contro la Francia

Non c’è mal governo o sconfitta bruciante che tenga. L’alma latina è più forte: “En unión y libertad”, dicono. Noi gli crediamo.

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