Blitz della Digos contro gli anarchici di Torino: il dibattito tra libertà e ordine

Dopo un blitz della Digos di Torino nuove misure cautelari sono state prese nei confronti degli anarchici che lo scorso 9 febbraio avevano protestato dopo la chiusura dello storico centro sociale “Asilo”.

Guerriglia nel corteo anarchico. Foto da ilmessaggero.it

Quest’ultima decisione era stata presa dopo la scoperta di un “Manuale nazionale dell’anarchico violento”, con origine ricondotta proprio all’opera degli anarchici dell’Asilo.

L’anarchia: fenomeno odierno

Oltre a tre arresti, che si aggiungono a quelli già fermati la sera del 9 febbraio, altre 11 persone hanno ricevuto il divieto di dimora sul suolo di Torino. Pur sembrando un fenomeno passato, l’anarchia e con essa l’anarchismo, pensiero che sta alla sua base, sono evidentemente fenomeni odierni che prendono spunto dalle prime teorizzazioni di tali movimenti.
È presente tutt’ora dunque un dibattito, anche se ad oggi in ambito legale e penale, tra l’anarchia e l’ordine sociale, così tanto disprezzato dalla prima: esponenti fondamentali di tale scontro stanno da una parte nelle correnti dell’anarchismo sociale e individuale, dall’altra nel pensiero positivista di Auguste Comte.

Bandiera tipicamente associata all’anarchismo individuale.
Foto di Verivici31

L’anarchismo individuale e quello sociale

Appartenente alla branca della filosofia politica è il cosiddetto anarchismo, ovvero il metodo di lotta che sta alla base della volontà di portare al successo l’anarchia come forma di organizzazione sociale.
A livello storico il movimento anarchico si costituisce in varie scuole che tuttavia non si escludono vicendevolmente: principalmente esso si divide in due branche generali ovvero l’anarco-individualismo e l’anarco-socialismo.
Più importante e fondatore del pensiero anarchico individuale è Max Stirner, il quale, nel suo libro “L’unico e la sua proprietà”, afferma che qualsivoglia teoria che trascenda l’uomo e che comprenda ambiti che vanno al di là del singolo debba essere considerata padrona dell’individuo e nociva per quest’ultimo.
Così Stirner ritiene necessaria la distruzione della società come comunità e la costituzione di una nuova forma di unione tra individui egoisti che, spogliati dai sovrasistemi come religione, nazionalismo ecc, riusciranno comunque a convivere tra loro.
Dall’altra parte invece è presente la teorizzazione dell’anarco-socialismo, che, pur mantenendo l’elemento di libertà dell’individuo, a questo toglie invece la prerogativa egoistica e anzi prevede un atteggiamento cooperativo.
Alla base di tale anarchismo sta dunque il principio di giustizia sociale che viene vista come conseguenza per forza di cose legata alla libertà dei singoli e alla loro collaborazione in quanto individui liberi.

 

Ritratto di Auguste Comte

L’ordine a fondamento del progresso

Contrapposto al pensiero anarchico sta un elemento fondamentale di quello che è il pensiero positivista, legato indissolubilmente al fine fondamentale del progresso sociale e umano.
“L’amore per principio, l’ordine per fondamento, il progresso per fine.”, questo è il motto del positivismo ideato da Auguste Comte, che riassume alla perfezione i tratti più importanti e fondamentali di tale branca di pensiero.
Appunto il fine e obiettivo dei filosofi positivisti è quello di garantire il progresso sociale, che secondo gli esponenti di tale pensiero trova le sue fondamenta nell’ordine: quest’ultimo si caratterizza principalmente a livello sociale ma in realtà ricopre tutti gli ambiti della conoscenza e della realtà, a cui i positivisti intendono applicare il metodo scientifico in modo da dare una sistematicità e organizzazione a tutto ciò che accade.
Questo è ciò che Comte chiama “stadio positivo”, in cui l’umanità ha dedicato tutta la sua razionalità alla prassi e al progresso; esso tuttavia è anticipato da altri due stadi, quello teologico, in cui l’uomo dava ancora responsabilità dei fenomeni a figure fittizie e a feticci frutto della propria immaginazione, e quello metafisico, in cui invece la ragione viene sì utilizzata ma verso la costruzione di principi e forze astratte e trascendenti.
Il completo conseguimento della ragione e, con essa, dell’ordine in ambito pratico porterà dunque a una piena realizzazione del potenziale umano e di conseguenza a un sicuro e stabile progresso.

Concludendo, non vi è chi ha ragione o chi ha torto in tale dibattito, come spesso avviene negli scontri di pensiero, piuttosto la stria ha dato ragione a chi come i positivisti sostiene la necessità di sovrasistemi che ordinino la società e gli individui che ne fanno parte.

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