Avete presente il lavaggio del cervello? Quello raccontato nei film, attraverso scene più, o meno, raccapriccianti e nei modi più strani possibili? Nonostante sembri pura fantasia, frutto della mente contorta di scrittori, cinematografi e artisti, il lavaggio del cervello esiste, si può fare ed è anche molto più semplice di quanto possa sembrare: il fenomeno di cui si parla si chiama Gaslighting. Il cervello, se il lavoro è ben fatto, può essere raggirato facilmente, inducendo le persone a pensare di aver fatto, o di aver subìto, cose che non sono mai successe o che sono state plasmate da qualcun altro a fini personali. Come è possibile tutto ciò? Il cervello è un complesso calcolatore che elabora moltissime informazioni contemporaneamente, i ricordi non sono altro che frutto dei complessi calcoli effettuati dal cervello, non rispecchiano la realtà, ma ciò che noi crediamo essere la nostra realtà. Andremo a vedere più da vicino come funziona l’elaborazione delle informazioni e cos’è, nell’effettivo, il Gaslighting.

Tecniche ‘avanzate’ di manipolazione della mente?

Alex DeLarge, il famosissimo protagonista, capo della banda dei Drughi, nel rinomato film di Stanley KubrickArancia Meccanica”, tratto dall’omonimo libro di Anthony Burgess del 1962, è il ritratto perfetto della società di cui si vuole fare denuncia:

A Clockwork Orange – Ludovico technique

una violenza esasperata e quasi disperata, gratuita e cruda come quella che investe la Londra futuristica teatro della vicenda. La città è governata da un controllo sistematico e da un condizionamento del pensiero, fino all’arrivo della “cura Ludovico”, della quale fu cavia il protagonista dopo essere stato arrestato e condannato per omicidio. DeLarge viene sottoposto a immagini di violenza e di sesso accompagnate da un sottofondo musicale, la nona sinfonia di Beethoven, e dalla somministrazione di farmaci che gli provocano nausea e dolore fisico. Le cure messe in atto hanno l’effetto di provocare una sensazione di malessere nel momento in cui il protagonista si appresta a compiere un atto violento. 

LA SPIEGAZIONE SCIENTIFICA: il lavaggio del cervello descritto nella pellicola di Kubrick, tuttavia, non è altro che il Condizionamento Operante studiato dallo psicologo Watson negli anni ’20. Attraverso di esso l’individuo viene indotto, inconsapevolmente, ad associare ad uno stimolo, come, per esempio, la violenza, ad una risposta fisiologica. Ne è un esempio il caso del piccolo Albert, sottoposto alla visione di un topo bianco associato ad un rumore molto forte che spaventava il piccolo. L’associazione venne interiorizzata a tal punto che, successivamente, alla semplice visione del topolino il bambino immediatamente piangeva.

 Nella realtà dei fatti, il lavaggio del cervello inteso come tale, è da affiliarsi ad un fenomeno ben diverso e molto più semplice da applicare rispetto al condizionamento.

Introiezione

Il Gaslighting è una forma di violenza psicologica applicata nei confronti di qualcuno che incarna il ruolo di vittima e che viene persuaso del fatto che i suoi ricordi non corrispondono alla realtà dei fatti. È una forma di persuasione attuata attraverso la presentazione alla vittima di false informazioni al fine di farla dubitare della sua stessa memoria e della sua stessa percezione. Il fenomeno prende il nome da un’opera teatrale, Gaslight, nella quale il protagonista cerca di portare la moglie alla pazzia modificando alcuni elementi dell’ambiente cercando di convincerla che i suoi ricordi dell’ambiente non corrispondono alla realtà e che sono frutto della sua immaginazione. Risulta facile, quindi, intuire che i mezzi dei quali si servono i cosiddetti “persuasori” non sono altro che elementi psichici: i ricordi, le percezioni e i sentimenti della persona. Lo scopo è quello di demolire le sicurezze di una persona nei riguardi di un determinato elemento al fine di farlo dubitare della sua stessa affidabilità. Inutile dire che, a lungo andare, questa manipolazione ha effetti deleteri sulla persona, cominciando dalla sua autostima. 

Percezione e memoria

Gli esseri umani sono stati definiti, in psicologia sociale, degli Economizzatori Cognitivi. Perchè questa definizione? Perchè il cervello, elaborando un’enorme quantità di informazione in poco tempo, ha bisogno di assimilare gli elementi più importanti e di riassemblarli secondo alcuni schemi che prendono il nome di Euristiche Cognitive. Le Euristiche sono degli schemi che il cervello adotta per far fronte a delle situazioni che sono diventate, per gli individui, abituali. In questo modo non bisogna spendere troppa energia nell’elaborazione dei percetti. Questo aspetto del lavoro del sistema nervoso diventa cruciale quando si parla di memoria e di elaborazione dei ricordi. Come abbiamo appena visto, infatti, il lavoro del cervello è quello di trasformare in tanti piccoli pacchetti l’informazione affinché questa possa essere comodamente immagazzinata e recuperata nel momento del bisogno. Il lavoro del cervello, dunque, consiste nel creare una rappresentazione economica e quanto più possibile simile alla realtà che è stata vissuta, che perderà, man mano che passa il tempo, le informazioni considerate ‘effimere’ lasciando intatto solo il contenuto globale. Proprio per questo motivo i testimoni oculari non sono considerati assolutamente affidabili: la loro testimonianza, in teoria, potrebbe essere considerata veritiera solo a pochi minuti dal fatto, in quanto, successivamente, il ricordo rischia di essere “contaminato” dal punto di vista e dagli ideali della persona testimone del fatto.

Alice Tomaselli

 

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