Terrapiattisti e scienza: quando anche il relativismo ha un limite

Le idee sostenute dai terrapiattisti sono al limite dell’assurdo, eppure trovano molti sostenitori che vorrebbero prendessero il posto delle dottrine scientifiche tradizionali. Ma è possibile che esistano diverse “opinioni” su ciò che la scienza dimostra? La risposta di Popper è un fermo no.

 

Il sole rispetto alla terra secondo i terrapiattisti

Il 24 novembre, in un hotel di Milano, si è tenuto un importante convegno di terrapiattisti. Lo scopo era quello di dimostrare che tutti noi non solo ci sbagliamo a pensare che la terra sia sferica, ma che siamo sempre stati ingannati dagli scienziati: anche loro prendono parte al grande complotto costruito dai “poteri forti”. Tutto quello che conosciamo grazie alla scienza è falso.

Le “rivoluzionarie” idee terrapiattiste

Sono state molte e disparate le idee esposte e sostenute nel corso dell’ultimo convegno a Milano, dove una cinquantina di persone, tra curiosi e convinti fautori del terrapiattismo, si sono trovati per ascoltare nuove e illuminanti ipotesi. La tesi  principale è sempre la stessa, anche se le dimostrazioni riguardo alla presunta piattezza della terra diventano nel tempo sempre più numerose (e fantasiose). Ci sono prove semplici, come il fatto che le foto dall’alto mostrano un terreno piatto (quelle scattate dalla Nasa sono senza dubbio modificate dai grafici), o più elaborate, come il calcolo delle misure del canale di Suez, che rivelerebbero che esso è perfettamente orizzontale e non asseconda di certo un’eventuale forma sferica della terra. Queste pseudo-dimostrazioni non sono state però l’unico argomento di cui si è trattato nel corso delle otto ore di convegno. Ci sono anche altre certezze scientifiche di cui dimostrare la falsità: il sole, per esempio, si troverebbe a soli 5000 kilometri, non a 150 milioni, altrimenti non avrebbe la potenza luminosa di cui abbiamo esperienza. Gli sbarchi lunari, così come tutte le altre registrazioni effettuate nello spazio, non sarebbero altro che scene girate su un set con l’aiuto di bravi attori, con il fine di convincerci del falso. Inoltre, i terrapiattisti ci spiegano il motivo che si celerebbe dietro questo grande inganno ordito dai “poteri forti”, ovvero da politici, banchieri e personalità di spicco, assecondati da scienziati e finti astronauti: essi sarebbero dei pericolosi adoratori di Lucifero, che negando la Bibbia con la scienza vorrebbero portarci verso l’abisso.

Relativismo e scienza

Nella società contemporanea, la libertà di opinione e di pensiero ha assunto una notevole importanza in ogni campo, e le battaglie perchè l’espressione non venga mai sottoposta a vincoli e censura proseguono. Accettare la coesistenza di idee completamente diverse e di visioni in conflitto tra loro ha portato allo sviluppo di una tendenza verso il relativismo, che si è esteso dal campo culturale e delle ideologie a quello gnoseologico, ossia quello che riguarda la conoscenza in generale e la ricerca di una verità. Se è possibile, per esempio, che in campo politico siano accettate posizioni opposte e che di entrambe ne venga accettata la validità, ci si chiede se questa compresenza di idee tra loro contrastanti sia possibile anche in campo scientifico. In tal caso anche le nostre conoscenze più radicate sarebbero da metter in discussione e rivalutate, e anche le idee più strampalate, come quelle dei terrapiattisti, dovrebbero essere tenute in considerazione. Ma il relativismo, in questo campo, deve avere dei limiti. Possiamo, con la scienza, avere sì delle verità “transitorie” che potranno essere riesaminate e superate, in quanto essa è una disciplina che si basa sulla continua ricerca, ma bisogna anche riconoscere la totale impossibilità e assurdità di certe tesi.

Il filosofo Karl Popper

Popper e la ricerca della verità

Un’importante voce che si è schierata contro il relativismo in campo scientifico è quella del filosofo ed epistemologo Karl Popper. Egli infatti, pur sostenendo che la nostra conoscenza si regge “su palafitte”, e che è perciò fragile e non incrollabile, è sempre mosso dall’aspirazione verso l’oggettività e sostiene con convinzione la ricerca della verità intesa nel senso di “proposizioni corrispondenti ai fatti”. Per questo, sostiene il filosofo, è necessario confrontare diverse tesi e accettare quella maggiormente applicabile alla realtà, secondo il metodo proprio da lui presentato per la prima volta, ovvero il criterio di falsificabilità. Questo principio permetterebbe di sostituire di volta in volta un’ipotesi con un’altra più accurata e più vicina alla verità oggettiva, che deve essere a questo punto universalmente accettata, almeno fino al momento in cui non viene trovato un modo per confutarla. Se facciamo riferimento al metodo popperiano, è quindi facile dimostrare come sia impossibile l’esistenza di un relativismo in campo scientifico. Mettendo a confronto l’ipotesi che la terra sia piatta con quella che sia sferica, non c’è bisogno di specificare quale verrà abbattuta a suon di confutazioni.

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