Videogames: buoni o cattivi?

Da quando esistono, i videogiochi sono stati sempre oggetto di discussione, specialmente quelli “violenti” ed i cattivi insegnamenti che potrebbero dare. Le nuove generazioni passano moltissimo tempo a giocare con console, smartphone, iPad ecc…, questo certamente non giova alla loro salute, specialmente agli occhi, ma esistono alcuni giochi che aiutano moltissimo a sviluppare alcuni dei nostri sensi, ad aumentare la nostra capacità di “pensiero rapido”, che potremmo poi sfruttare nella nostra “vita reale”; prendiamo un paio come esempio.

Rainbow Six e l’acutezza dei sensi

Per chi non conoscesse questo videogame, ormai da tre anni tra i top di strategia-sparatutto, consiste, in poche parole, in un multigiocatore da 10 persone, divise in due squadre: attaccanti e difensori. Gli attaccanti, almeno nella modalità maggiormente giocata e da noi presa in esame, hanno il compito di piazzare un disinnescatore adiacente ad una delle due bombe (A e B), o di eliminare l’intera squadra nemica (difensori). La vittoria è assicurata, per gli attaccanti, o dallo scadere del timer sul disinnescatore, o dall’uccisione di tutti i membri della squadra che difende, la quale ovviamente deve impedire il piazzamento del disinnescatore entro un certo tempo (4 minuti), oppure eliminare tutti gli attaccanti. La forza del gioco sta nella sua esttema somiglianza alla realtà, sia per fattori grafici che di contorno; è quasi impossibile, infatti, giocare senza l’ausilio di un paio di cuffie, dal momento che ogni minino rumore, anche il più impercettebile, può essere una severa minaccia. Bisogna capire se il rumore viene da sud, nord, est od ovest, e bisogna comunicarlo alla squadra, ond’evitare agguati. Anche la vista deve essere ben’ concentrata, dal momento che le azioni si svolgono in luoghi reali, pieni di cunicoli, oggetti, giochi di luce ecc… che potrebbero confondere un giocatore non attento. Dal momento che il rinculo delle armi si avvicina molto alla realtà, e cambia a seconda dell’arma utilizzata, bisogna sempre tenere a mente come debellare “questo fastidio” ed essere molto bravi con le mani nel controllarlo.

Sviluppo della comunicazione mondiale

Visto che Rainbow Six Siege è un gioco prevalentemente basato sul lavoro di squadra, anche in vista del fatto che ogni operatore (ovvero il giocatore selezionato per quel round) dispone di un’abilità particolare, più precisamente un gadjet, che gli altri non hanno ma che più operatori possono usare per un’azione con più probabilità di successo. Dunque spesso i membri di una squadra creano un gruppo nel quale possono parlare, attraverso l’uso del microfono, per comunicare più facilmente. Ovviamente l’Inglese è la lingua più parlata, e ciò aiuta molto a sviluppare una buona padronanza della lingua o, per chi già l’avesse, è un ottimo esercizio per tenersi allenati con la fluidità del discorso straniero e per l’apprendimento di nuovi vocaboli. L’inglese è la migliore lingua per comunicare con giocatori di nazionalità diverse, ma ovviamente si può parlare anche Tedesco, per esempio, con giocatori tedeschi, per esercizio.

Pensare: fallo rapidamente e bene!

Ogni minimo movimento deve essere ben pensato, ponderato. Bisogna valutare tutto ciò che sta accadendo e che può accadere: posizione degli alleati, dei nemici, dove potrebbero esserci trappole, passaggi chiusi, telecamere nascoste, pavimenti rumorosi, insomma, qualunque fattore d’intralcio. Ma tutte le decisioni devono essere prese alla svelta, specialmente dagli attaccanti, i quali hanno solo 4 minuti per la riuscita della missione; ancora una volta, la buona comunicazione agevola molto le giuste decisioni da prendere. Facciamo un esempio pratico: Lion, operatore d’attacco, dispone di un drone volante, il quale, se attivato, rileva i movimenti dei difensori mostrandoli con un alone rosso. Quando questo drone viene attivato da Lion, passano 3 secondi prima che diventi operativo, e sullo schermo dei difensori parte un timer. Il difensore a questo punto deve trovare un riparo, un posto in cui può stare fermo per i successivi 4.5 secondi (che per la rapidità del gioco sono tanti), ma che al contempo gli permetta di prevedere eventuali attacchi a sorpresa da tutti i punti scoperti, ricordandosi sempre che non può muoversi di un passo senza essere scoperto, tutto questo deve essere elaborato nell’arco di 3 secondi.

A sinistra, alcuni operatori attaccanti, a destra, alcuni difensori. Immagine rappresentativa del gioco.

 

Conclusioni

Giochi come Rainbow Six Siege ne abbiamo moltissimi, ed i videoludici li apprezzano moltissimo; un buon sviluppo del pensiero rapido può aiutarci anche, per esempio, quando ci troviamo ad affrontare qualche test, come quelli di ammissione alle varie facoltà, così come un buon uso dell’inglese è sempre molto comodo, sia in ambito lavorativo che accademico. Lo sviluppo dei sensi, invece, può davvero aiutarci nella nostra vita quotidiana, a muoverci meglio nello spazio e a fare attenzione ad ogni cosa che ci circonda, al fine anche di evitare tragedie. L’acutezza del suono può aiutarci, per esempio, nel prevenire un incidente stradale e la vista può meglio aiutarci nell’attraversare la strada o a riconoscere qualcuno in mezzo a moltissime persone; insomma, l’uso compulsivo di videogiochi più futili sicuramente non giova a nessuno, ma nella giusta misura e adoperando videogiochi più interattivi possiamo davvero ricavare “materiale” utilizzabile nella vita di tutti i giorni.

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