Il Superuovo

“Su verità e menzogna in senso extramorale” & “Bugie”: le falsità di cui abbiamo bisogno

“Su verità e menzogna in senso extramorale” & “Bugie”: le falsità di cui abbiamo bisogno

La verità è la pietra angolare delle nostre esistenze, il valore di cui siamo sempre alla ricerca; ma un mondo di sola verità sarebbe altrettanto bello?

Nietzsche e Madame ci vogliono mostrare come siano proprio le menzogne a rendere il mondo un dipinto dalle sfumature impensabili.

Madame

Madame, la scoperta della stagione musicale 2020/2021, ha deciso fin da subito di adottare come proprio marchio di fabbrica “la bellezza del non essere essendo”, come a me piace definirlo.

Classe 2002 ha dato una voce femminile ad una scena prettamente maschile, con il suo genere “non genere” che spazia tra melodico, trap, rap, conquistando tutte le vette delle stazioni radiofoniche.

Nel 2021 è uscito il suo primo album “Madame”: quale modo migliore di affacciarsi in un mondo già immenso se non presentandosi con la propria identità? In realtà è un’antitesi parlare di “identità” in quanto la sua chiave, la sua forza sta nel non averne una: è una farfalla che talvolta vola con una sola ala, altre ancora torna bruco.

Bugie

“Bugie”, quarta canzone dell’album, si impone come un brano nuovo, contro tendenza, non tanto per la musica in sé ma per il messaggio che, mascherato, vuol lasciar trapelare.

In un mondo immerso nell’apparenza cerchiamo verità nascoste le quali, forse, anche se rincorse affannosamente non verranno mai trovate per il semplice motivo che non esistono.

Riusciremmo ad accettare una realtà in cui tutto è fasullo, dove non c’è distinzione tra bugie “bianche” e “nere”, una realtà dove anche quello che sto scrivendo è falsità?

I relativisti ci risponderebbero senza troppi giri di parole con un limpido “Sì”, Parmenide d’altro canto rabbrividirebbe al solo pensiero; ognuno autonomamente sceglie la strada che sente per sé più autentica tenendo però conto che non avrà mai certezza sulla veridicità assoluta della scelta adottata.

La verità, le bugie, sono tematiche che si presentano all’apparenza come semplici ma che svelano la loro indicibilità nel momento stesso in cui si tenta di declinarle ad un bambino che non ha esperienza nella realtà di che cosa sia il “vero”, per lui anche Babbo Natale, Topolino, Pegaso sono raffigurazioni del reale e, in fondo, come si fa a spiegare che un essere di cui sono chiari e definiti i tratti è solo una rappresentazione, una bugia del vero?

Su verità e menzogna in senso extramorale 

“Su verità e menzogna in senso extramorale” è uno dei testi più citati e criticati di Nietzsche, spicca all’interno della sue opere maggiormente come un problema che come fonte di soluzioni.

Introduce una serie di temi che approfondirà poi in altre opere come la ‘Genealogia della morale’; la sua pubblicazione e stesura sono nettamente separate da un punto di vista temporale e il contenuto teoretico sembra essere quasi una profezia.

L’incipit fulminante di questo testo ci presenta una sorta di favola in cui una strana scimmia, che si trova in un pianeta freddo, si illude di essere la cosa più cosciente che sia mai esistita; tutto ciò dura soltanto un minuto. La scimmia si è creduta il centro dell’universo, fin quando non arriva l’estinzione a portar via tutto, persino la coscienza di ciò che si credeva il fulcro esistenziale.

Questo struttura l’antropologia Nietzschiana in modo innovativo, nuovo, immagina l’uomo come un accidente più che come un arrivo, è un evento fra gli altri; la favola iniziale ci rivela come l’uomo sia un evento radicalmente non importante.

L’epistemologia ci parla di solito della verità, ma Nietzsche si concentra subito sulla menzogna: quando diciamo il falso affermiamo qualcosa di più interessante rispetto a ciò che pronunciamo con il vero.

L’uomo è in grado di fare promesse e la cosa più straordinaria è che riesce a sottrarsi dalle stesse, questo lo rende affascinate agli occhi di Nietzsche.

Ogni verità è un atto di menzogna, è un dire qualcosa che noi sappiamo essere non del tutto vero, ha un lato propriamente artistico.

Secondo Nietzsche una volta giunta la consapevolezza che ogni cosa da noi pronunciata è menzogna, si viene improvvisamente caricati dal peso di dire falsità sempre più pittoriche, è questo passo paradossale a farci costituire delle realtà belle e false in un mondo che diviene.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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