Il Superuovo

“Drive” e “Le Notti Bianche” insegnano ad amare senza aspettarsi nulla in cambio

“Drive” e “Le Notti Bianche” insegnano ad amare senza aspettarsi nulla in cambio

I protagonisti delle due opere, entrambi senza nome, sono degli esempi di amore incondizionato e di cavalleria. 

Il pilota di “Drive”, interpretato da Ryan Gosling (https://www.wallpaperflare.com/search?wallpaper=Drive+(movie)

Un confronto tra le due opere e un’analisi del denominatore comune dei loro protagonisti.

Un uomo mite ma pericoloso

Drive è un film del 2011, tratto dall’omonimo romanzo del 2005, e racconta la storia di un misterioso meccanico e stuntman cinematografico, che lavora anche come pilota in una banda di rapinatori della mafia. Il pilota si innamora della sua vicina, Irene, che vive con il figlio e il cui marito si trova in carcere. Nonostante sappia del marito della vicina, il protagonista comincia comunque a frequentarla, e tra i due si instaura un forte rapporto di complicità. Anche al figlio della donna il pilota piace molto e comincia a vederlo come una specie di sostituto della figura paterna, cosa che al protagonista non dispiace affatto. Questa atmosfera di pace e armonia viene però stravolta dal ritorno a casa del marito della donna. Il protagonista rimane visibilmente amareggiato dalla distruzione del microcosmo che si era creato, ma non dice nulla ad Irene. Inoltre, il marito pare intuire che tra i due ci sia stato qualcosa, ma sembra accettare il fatto e non solleva questioni. Il protagonista continua comunque a frequentare la famiglia di Irene, col cui marito arriva a stringere un rapporto molto più simile ad un patto di non aggressione che non ad un’amicizia sincera e genuina. Standard, il marito di Irene, viene poi pestato da alcuni criminali, che lo obbligano a rapinare un banco dei pegni per ripagarli della protezione ricevuta in carcere, pena le ritorsioni sulla famiglia. Il pilota si offre di aiutare Standard con la rapina, che si rivela però una trappola e durante la quale Standard viene ucciso. Si scopre che la rapina era tutta una farsa e che il marito di Irene è stato ingannato. Il pilota prova a sistemare le cose come meglio può pur di proteggere Irene e il figlio e si accorda con uno dei criminali per restituire il maltolto, a patto che non venga torto un capello alla donna e al figlio. Durante lo scambio il criminale prova ad uccidere il protagonista, che rimane ferito ma che miracolosamente riesce ad ammazzarlo e a fuggire, da solo, verso una meta ignota.

San Pietroburgo durante il periodo delle notti bianche, durante il quale il sole non tramonta mai (https://www.sanpietroburgo.it/notti.asp)

 

Una serie di coincidenze

Le Notti Bianche è un racconto giovanile di Fëdor Dostoevskij, ambientato a San Pietroburgo e che narra invece la storia di un giovane sognatore solitario che per caso incontra una ragazza, Nasten’ka, con cui incomincia a frequentarsi e della quale presto s’innamora. Il romanzo si svolge nell’arco di quattro notti, durante le quali la giovane racconta al protagonista, che è anche il narratore, la sua travagliata storia d’amore con un altro ragazzo, che la ha abbandonata per andare in cerca di fortuna e che le ha chiesto di aspettarlo per un anno. Una volta terminato l’anno, Nasten’ka scrive al suo innamorato e fissa un appuntamento, al quale però il ragazzo non si presenta. La giovane soffre e lo aspetta, fino alla quarta notte, quando il protagonista le dichiara il suo amore e i due decidono di scappare insieme. Tutto però cambia quando il ragazzo di cui Nasten’ka originariamente era innamorata si presenta all’appuntamento e dichiara di non avere mai dimenticato la ragazza, che abbandona il protagonista e che fugge col suo vero amore, lasciando il protagonista solo e disilluso. Il protagonista, però, non porta rancore verso Nasten’ka, perché le è grato dei bei momenti passati insieme. Nel finale, inoltre, il narratore ci pone un quesito:

Un attimo di vera beatitudine! È forse poco per riempire tutta la vita di un uomo?

Il bisogno di amare

Nonostante la diversità delle vicende biografiche dei protagonisti delle due opere, entrambi, oltre a non avere un nome, si innamorano di due donne che non nascondono di essere già sentimentalmente impegnate. I due uomini sono infatti consapevoli della precarietà dei loro rapporti, eppure sono disposti ad amare a qualunque costo. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che sia l’uno che l’altro sono uomini soli, non hanno né famiglia né amici e sono, di fatto, ai margini della società. Dietro a tutto questo potrebbe nascondersi questo bisogno di affetto, di amare e di sentirsi amati, seppure per finta o per poco. Inoltre, il fatto che Drive sia uscito nelle sale più di un secolo e mezzo dopo la prima edizione dell’opera di Dostoevskij dimostra l’universalità del tema dell’amore, che risulta così essere non un rapporto basato sul do ut des, bensì una vera e propria esperienza necessaria dell’uomo, che fa crescere ma anche soffrire e che tutti, prima o poi, dobbiamo provare.

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