Sin dalla notte dei tempi sapere è potere: Ancestors e Spinoza per la libertà umana

Un videogioco di ultima generazione e un filosofo del 1600 ci spiegheranno perché la conoscenza è strumento per giungere alla vera libertà.

Ancestors: the humankid hodissey“: questo videogioco uscito nel 2019 ci mette nei panni di un uomo agli albori del percorso evolutivo. L’obbiettivo dell’avventura è raggiungere le grandi e piccole conquiste evolutive dell’umanità. A piccoli passi il gioco ci immerge in una natura ruvida e violenta, ponendoci di fronte alla paura dell’ignoto, all’inadeguatezza in uno scontro e alla soddisfazione nell’inventare armi e strumenti: la vera e propria arma che il gioco ci da è la curiosità, il piacere della scoperta. Insieme a Spinoza cerchiamo di capire in che modo questo videogioco racconta il senso della vita degli esseri umani.

La meccanica di gioco di Ancestors e l’Etica di Spinoza: conoscere ci rende più consapevoli

La meccanica di gioco di Ancestors è molto interessante: l’obbiettivo del gioco è evolversi. Per evolversi c’è solo ed unicamente un modo: conoscere. Conoscere luoghi, animali, piante e frutti, e dopo ciò scoprire le proprietà di quelle piante, il clima di quei luoghi e i pericoli e le risorse di quegli animale. Fare ciò infatti, consente di accumulare punti evoluzione, per mezzo dei quali possiamo sbloccare nuove abilità (tolleranza agli alimenti, manualità, sviluppo dei sensi, ecc…). L’evoluzione sarebbe dunque questione di conoscenza? Secondo Spinoza, filosofo fascinoso e non abbastanza conosciuto nei dettagli, sostenne, seppur indirettamente, di sì. Nella sua opera principale, cioè l’Etica, Spinoza si lancia in una trattazione sul tutto, partendo dalla concezione di Dio, passando per la natura delle emozioni, fino a capire che cosa ci può rendere liberi, in un percorso in cui ogni argomento è un ingrediente imprescindibile per potersi gustare a pieno la sua filosofia. Spinoza sostiene che la conoscenza è la vera libertà umana. Con una sentenza che avrebbe dato a Hegel materia di studio due secoli dopo, Spinoza sostiene che per essere realmente liberi, bisogna arrivare alla conoscenza di Dio, rendendosi in questo modo uguali a lui. Spinoza è conosciuto infatti soprattutto per la massima, su cui si è versato chilometri di inchiostro, del Deus Sive Natura. Egli definiva Dio come la Natura. Dio non è un essere superiore, ma immanente, non ha creato il mondo, né gli umani, né i pianeti, ma è tutto ciò allo stesso momento. Conoscere la natura, come si fa in Ancestors partendo da zero, avvicina sempre di più allo stato di beatitudine e di libertà, essendo consapevoli sia dei propri mezzi sia del mondo che ci sta intorno.

La conoscenza porta all’autocontrollo: la paura dell’ignoto e il controllo delle emozioni

Altra meccanica interessante del gioco è la paura: ogni volta che spingiamo il nostro ominide in luoghi sconosciuti, o in uno scontro con un animale che non abbiamo mai visto, la schermata si fa buia, i suoni confusi, in un’atmosfera che effettivamente mette in soggezione il giocatore. Il modo per superare la paura è ancora una volta la conoscenza. Il gioco utilizza una parola che sarebbe andata a genio a Spinoza, ovvero “razionalizzazione dei dintorni“, capire cioè che tipo di piante e di animali ci sono, trovare un appiglio, un qualcosa che si conosce per integrarsi nell’ignoto. La razionalizzazione porta alla sconfitta delle emozioni negative. Spinoza, che è il filosofo della vita, condusse una strenua battaglia filosofica contro le emozioni negative. La paura, l’odio, l’umiltà, tutte emozioni che inibiscono l’uomo nell’agire. Il modo per sconfiggerle è conoscere adeguatamente la realtà, andando oltre la tradizione e il pregiudizio. Se in Ancestors non affrontassimo la paura, la specie non si evolverebbe. Nemmeno nella realtà accadrebbe. Se pensiamo ai grandi passi dell’umanità, pensiamo ad eventi in cui qualcuno ha superato la paura dell’ignoto. Avventurarsi in luoghi sconosciuti ha fatto scoprire ambienti diversi e specie diverse, e addirittura continenti diversi. L’allunaggio, l’esplorazione spaziale e dei fondali oceanici, l’esplorazione anche di una città che non abbiamo mai visto rappresenta un profondo arricchimento per noi stessi e per gli altri.

Schermata di gioco che rappresenta la paura dopo l’ingresso in una zona ignota.

La conoscenza di uno è libertà per tutti: amoralità e solidarietà

Tema fondamentale, sia per Spinoza che in Ancestors, è la libertà. Nel gioco siamo liberi di andare dove vogliamo, stanziarci dove le condizioni sono più favorevoli ed accoppiarci con gli individui più in salute. Non esistono vincoli politici e morali in natura. Spinoza sosteneva lo stesso quando affermava l’inconsistenza del concetto di potere e di moralità. Dio, essendo natura e non un essere diverso da noi, non detta alcuna legge. Il suo terreno è quello dell’eguaglianza e dell’imparzialità. I valori, le leggi e le punizioni sono costruzioni umane, non naturali, così come lo sono i confini. L’uomo, come ogni essere vivente del resto, cerca di sopravvivere, e fa di tutto pur di riuscirci. Anche in questo senso conoscenza equivale a libertà. Scoprire che il mondo è un ecosistema unico, di cui tutto fa parte e niente è escluso, aiuta ad abbattere qualsiasi cosa possa escludere: i valori morali e il potere politico escludono. Per forza di cose, avere dei confini esclude non solo ciò che sta al di fuori, ma esclude anche che io lo possa vedere, così come avere una morale esclude azioni ritenute dannose. In realtà, dice Spinoza, l’uomo è reso libero proprio nel momento in cui la sua potenza di azione viene portata al massimo. L’uomo razionale può permettersi di non avere leggi e prescrizioni perché da solo riesce a capire cosa è dannoso per gli altri e cosa non lo è. L’uomo razionale è libero e  vuole con tutto se stesso che lo siano anche gli altri. Nella visione spinoziana è la conoscenza a portare all’empatia, alla collaborazione e alla condivisione. Ancestors ancora una volta si rivela un titolo sommamente spinoziano.Nel gioco infatti ciò che impariamo noi, possiamo insegnarlo agli altri. Se l’uomo non bada all’arricchimento, alla legge e alla morale, l’unica cosa che gli interessa è quella di aumentare la propria potenza, e questo, secondo la teoria dell’affinità delle emozioni, passa, secondo Spinoza, soprattutto per la felicità e per la conoscenza altrui.

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