La natura delle cose: Lucrezio può salvare l’uomo del terzo millennio?

Nulla di certo si sa di Lucrezio tranne che la sua opera, a distanza di secoli, continua ad essere la chiave interpretativa del mondo

 

Busto del poeta latino Titus Lucretius Carus

Reinterpretando il modo di pensare di Epicuro, Lucrezio con la stesura del De rerum natura muta completamente i dettami della società romana, aprendo la strada alla filosofia epicurea, fino a quel tempo disprezzata dai romani per la visione agnostica e impolitica.

La follia di Lucrezio

Il suo pensiero ha per lo più contribuito alla condanna di questa figura, in particolar modo da parte dei cristiani, è lo stesso Girolamo che definisce Lucrezio poeta insanissimus, divenuto folle per un filtro d’amore e proprio per questo la dottrina lucreziana viene considerata corrotta e infondata, in quanto frutto esclusivamente della pazzia. In realtà non è un caso che tutte le innovazioni vengano additate come un qualcosa di irragionevole ed inconsistente. Un qualcosa di analogo è accaduto a Nietzsche, il cui pensiero, per la sua portata innovatrice e rivoluzionaria,è stato considerato frutto di un’insania mentale dovuta a diversi disturbi psichici. Tuttavia in entrambi i casi si ritrova un atteggiamento restio da parte della società, chiusa e bigotta, ancorata alle tradizioni e incapace di guardare al di là degli schemi precostituiti, che rappresentano un porto sicuro in un mare in tempesta. Durante il periodo delle guerre civili e il tentativo di una congiura da parte di Catilina, aderire ad una visione apolitica significava abbandonare la sfera d’influenza del potere, ritirandosi nella tranquillità dell’hortus epicureo.

Lucretius, disegno di
Michael Burghers

L’empietà della religio

L’elemento fondamentale del De rerum natura è sicuramente la condanna della religione. Nel I libro Lucrezio invita il lettore a non considerare empio il suo pensiero, in quanto ben più empia è la religio. Nel constatare ciò il poeta è molto preciso e persuasivo: Epicuro, suo maestro, è presentato come un moderno Prometeo, che è stato in grado di liberare l’umanità dalla religio, facendole aprire gli occhi su quel che essa è veramente, un peso schiacciante. Non a caso successivamente è riportato come esempio il sacrificio di Ifigenia, immolata dal padre Agamennone alla dea Artemide affinchè i Greci potessero salpare per Troia. Come può un padre mandare a morte la sua stessa figlia, il suo sangue, per una divinità che non ha mai visto? Proprio questo è l’interrogativo di Lucrezio. Pur ammettendo l’esistenza delle divinità, per loro natura, perchè dovrebbero immischiarsi nelle faccende dei mortali? Sebbene dunque egli non rinneghi l’esistenza degli dei, questi ultimi vengono relegati all’interno degli intermundia , uno spazio estraneo alla realtà dell’uomo e all’interno del quale vivono indisturbati e sereni, lontani dalle vicende dei mortali. Da ciò si può comprendere come questa non sia una condanna della religione in senso stretto, quanto intesa più che altro come superstitio, che determina un comportamento fanatico di tutti coloro che aderiscono non solo alla religione, ma a qualsiasi tipo di credenza, enfatizzandola in una maniera esasperata a tal punto da esercitare una rigida intolleranza nei confronti di tutti coloro che esprimono ideologie differenti. Non a caso il poeta, nel descrivere la lotta tra Epicuro e la religio, definisce quest’ultima come un orrendo mostro dalla terribile faccia che, sovrastando le terra, incuteva timore ai mortali, impedendo loro di vivere serenamente.

 

Il sacrificio di Ifigenia, dipinto di Alexandre-Denis Abel de Pujol

Dalla condanna di Lucrezio a quella dell’ONU

Il fanatismo, come già anticipato, non è un fenomeno esclusivamente tipico della religone, sebbene in essa esprima il suo lato più cruento ed intransigente. Generalmente oggigiorno, nel momento in cui si sente parlare di fanatismo religioso, ci si ricollega direttamente alla religione islamica, da sempre considerata la più inflessibile. Nel terzo millennio la differenza tra l’Occidente liberale e l’Oriente fazioso è ancora molto forte, ma non bisogna escludere episodi del genere anche in Europa, basti pensare alla caccia alle streghe negli anni della Controriforma oppure ai rigidi divieti imposti alle donne fino agli anni sessanta. Questa pericolosità, secondo l’ONU, colpisce in primis le donne, da sempre colpite e sottomesse da una società che tutt’ora sotto diversi aspetti rimane patriarcale e, più in generale, i diritti fondamentali dell’uomo, la sua libertà di espressione e il suo principio di individuazione. L’ideale di società promosso da Lucrezio non è tanto diverso dai numerosi tentativi dell’ONU di salvare tutte le libertà difficilmente ottenute e che hanno garantito una vita serena e tranquilla, basata sui principi di liberalità ed uguaglianza. La rinascita di ideologie razziste, xenofobe e intolleranti rischiano di mettere a repentaglio l’assetto sociale dell’Europa e la convivenza stessa tra gli uomini. Per questo la lettura di Lucrezio potrebbe da un lato salvare l’Europa dalla possibile ricaduta nel baratro del fanatismo, mentre dall’altro aiutare le società del Medio-Oriente a liberarsi dalle catene del fanatismo.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.