Siamo pronti per il 4 maggio? Come tornare alla normalità attraverso i consigli di Seneca

L’arrivo della fase 2 della quarantena per molti può sembrare finalmente una liberazione ma il virus è ancora dietro l’angolo

Coronavirus

Con il calo dei contagi e dei decessi nelle ultime settimane il presidente del consiglio Giuseppe Conte annuncia che dal 4 maggio si potrà avviare la fase 2 della quarantena, portando così buone notizie per chi non vede l’ora di uscire di casa per tornare alla normalità, ma i dottori e virologi non sono tutti d’accordo su quest’ultima iniziativa presa dal governo perché temono una nuova curvatura di contagi a causa della gente che si riverserà di nuovo in luoghi pubblici. Ciò potrebbe anche non succedere se le persone agiscono con moralità e dopo questa quarantena abbiano compreso quanto sia importante fermarsi un momento su sé stessi, una pratica morale che consiglia anche Seneca a Lucilio il destinatario delle sue lettere morali.

La fase 2

Quarantena e coronavirus

Il Governo dopo aver analizzato i dati del calo dei contagi e ottenuto conferma dal team scientifico-sanitario ha deciso che dal 4 maggio ci sarà una riapertura graduale delle attività, ma a che attività fa riferimento questo provvedimento? Dal 27 aprile potrebbero esserci anticipazioni sulle aperture delle aziende di moda, automotive e componentistica che abbiano già predisposto i necessari protocolli di sicurezza; poi dal 4 maggio potranno riaprire la maggior parte delle fabbriche, l’11 maggio i negozi al dettaglio, mentre il 18 maggio si prepareranno per la riapertura bar e ristoranti predisponendo le giuste misure sanitarie. Quindi i cittadini potranno finalmente uscire di casa, ma seguendo certe condizioni: si potrà muoversi nel comune di residenza anche senza autocertificazione e rimangono vietati gli spostamenti tra le regioni, nei ristoranti e nelle attività commerciali bisognerà mantenere la distanza di sicurezza e non creare assembramenti all’interno di ambienti chiusi. Questa riapertura è ancora parziale in quanto mancano cinema, teatri e discoteche, che sono considerati i luoghi con più alta possibilità di contagio, tuttavia escludendo questi luoghi rimane ancora la possibilità di andare a trovare parenti e amici nel proprio comune e ciò può rappresentare un elevato rischio di contagio se le persone si lasciano trasportare dai sentimenti e dopo il 4 maggio si riversano tutti fuori casa per recuperare il tempo perduto. Come affrontare questo problema?

La soluzione di Seneca

Lucio Anneo Seneca (fonte: Wikipedia)

Seneca è senza dubbio il filosofo che più di tutti ci insegna ad avere la tranquillità nell’animo e non farsi trascinare dal susseguirsi degli eventi, infatti da anziano quando si ritira dalla scena politica compone la sua opera più importante costituita da un corpus di lettere inviate ad un suo amico, sono le “Lettere morali a Lucilio“. Queste lettere hanno diversi temi, soprattutto di stampo stoico, ma quello che è sicuramente più interessante per la situazione attuale è evitare la corruzione dell’anima facendosi trascinare dai vizi e piaceri della folla. Di questo tema Seneca ce ne parla soprattutto nel primo libro delle Lettere, dove riferisce a Lucilio la sua esperienza personale nella vita pubblica di Roma, nella quale il filosofo ha passato una brutta esperienza a suo dire dopo aver passeggiato per il mercato ed aver visto i giochi gladiatori che lo fecero rimanere inorridito dalla bestialità del pubblico assetato di sangue. Quindi Seneca dopo aver trascorso una giornata nella vita pubblica ed essere tornato a casa con la tunica stracciata ed i lividi subiti facendosi strada nella folla, consiglia a Lucilio di riconsiderare una vita in cui la propria individualità viene letteralmente travolta dalla violenza della folla.

Convivere con sé stessi

Il messaggio che Seneca vuole lasciarci ci insegna ad apprezzare la nostra umanità ed a non buttarci tutti nelle strade formando la folla ferina tanto detestata dal filosofo romano. Infatti il rischio di non seguire i suoi consigli nella nostra situazione attuale sarebbe che appena dopo la riapertura la gente mossa dai propri sentimenti dimentica del pericolo non ancora passato e si lascia trasportare dalla socialità per la paura di rimanere soli anche dopo la quarantena, ma è proprio comportandosi in questo modo così scalmanato che si dimentica la propria moralità mettendo a rischio di contagio tutta la comunità per far prevalere sulla coscienza civica-morale i propri affetti. Per evitare questi comportamenti bisogna imparare a trovare il proprio equilibrio con sé stessi, lo stesso Seneca in altre lettere riporta questa tematiche e spesso dà consigli per esercitare questa pratica morale, alcuni di questi consigli riguardano l’otium (leggere e studiare i classici per approfondire la propria conoscenza), avere pochi amici ma buoni per l’anima e concedersi un po’ di solitudine per conoscersi meglio. I nostri tempi devono essere vissuti il più prudentemente possibile per superare questa situazione difficile e tornare alla normalità migliorando anche sé stessi.

 

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