Il Superuovo

Sette moderne, totalitarismi e Chiesa medievale: il plagio psicologico

Sette moderne, totalitarismi e Chiesa medievale: il plagio psicologico

Ieri, 6 luglio, lo stato giapponese ha eseguito la condanna a morte del fondatore della setta Aum Shinrikyō e dei suoi adepti, che nel 1996 organizzarono l’attentato terroristico nella metropolitana di Tokyo utilizzando il Sarin, potente agente nervino classificato come arma di distruzione di massa. Grazie a questi sviluppi si riapre la discussione internazionale sul problema “sette”, argomento molto trascurato ultimamente nonostante queste organizzazioni pseudo-religiose stiano proliferando in ogni parte del mondo.

Cos’è una setta?

Innanzitutto è importante capire cosa sia effettivamente una setta per poterne comprendere le dinamiche. Ebbene una setta moderna viene definita come un gruppo di persone che segue una dottrina religiosa, filosofica, politica o scientifica, minoritaria, discostante quindi da dottrine già presenti ed affermate. Di per se, quindi, la definizione non ha alcuna connotazione negativa. Ciò che ha dato un significato  dispregiativo al termine “setta” è stato il proliferare di organizzazioni che sfruttano il plagio mentale al fine di instillare negli adepti comportamenti deviati o estremi, con obbiettivo la conversione o l’eliminazione degli “esterni”.

Il proselitismo delle sette: come e dove avviene

Il proselitismo è fondamentale per l’ingrandirsi di un qualsisi gruppo religioso. In particolare, in una setta, oltre che essere un modo per aumentare il numero di adepti, è sfruttato per la fidelizzazione dei membri al credo della stessa.

Credenza comune è che solo persone particolarmente ingenue possano cadere nella trappola di una setta, in realtà chiunque potrebbe essere “a rischio”, soprattutto in momenti di fragilità o solitudine. Sono proprio persone in questa situazione ciò che le sette ricercano, promettendo una facile soluzione ai problemi della vittima, o, al contrario, elevando tali sentimenti a posizioni di unicità, facendo sentire l’individuo un prescelto, destinato a qualcosa di grande.

I terreni di “caccia” più comuni sono luoghi dove è più facile incontrare solitudine e sofferenza, oppure dove l’esoterismo orientale e l’esaltazione dell’Io predominano. In particolare si parla di ospedali o gruppi di ascolto dove si possono trovare persone disperate che farebbero di tutto per guarire, se stessi o una persona cara, oppure corsi che promettono il successo personale o lo sviluppo dell’intelligenza.

 

Risultati immagini per plagio mentale
https://emamartin.files.wordpress.com/2013/06/a473.jpg

Le dinamiche e i meccanismi di potere all’interno delle sette

Una volta risucchiati all’interno di una setta esiste tutta una serie di meccanismi per i quali il separarsi dalla stessa diventa sempre più difficile con il passare del tempo. Il capo carismatico ha il controllo totale della comunicazione e delle azioni del gruppo. Isolando i membri l’uno dall’altro come individui, ma unendoli sotto la bandiera della comune ideologia, li rende completamente dipendenti dalla leadership. Strumento molto efficace è il cosidetto linguaggio caricato, ovvero l’utilizzo di un gergo interno al gruppo che serve a limitare il pensiero dei membri e a cessare l’attività di pensiero critico. La traduzione dalla lingua originaria alla “neolingua” richiede un grosso sforzo e costringe i membri a censurare, correggere o rallentare esplosioni spontanee di critica o idee contrarie. Li aiuta a contenere sentimenti negativi o di resistenza. Alla fine, parlare il gergo della sètta diviene naturale e comunicare con gli esterni diventa faticoso e difficile, e favorisce l’instaurarsi di un terzo meccanismo, ovvero la richiesta di purezza, il sistema di credenza tutto-o-niente promuove un orientamento noi-contro-loro del gruppo: noi abbiamo ragione; loro (esterni, non membri) hanno torto, sono malvagi, non illuminati e così via. Infine, ciò che rende una setta “efficace” è il suo capo. Egli viene eroicizzato e venerato, viene indicato come salvatore e come l’incarnazione di tutte le migliori qualità umane, alla sua saggezza viene data una patina di scienza, aggiungendo in questo modo credibilità alle sue nozioni filosofiche, psicologiche e politiche centrali. Pertanto chiunque sia in disaccordo o abbia idee alternative a quelle del leader non solo è immorale e sfrontato, ma è anche antiscientifico.

Confornto tra sette, totalitarismi e Chiesa

In conclusione è interessante paragonare queste tecniche di plagio mentale a quelle utilizzate dai i totalitarismi del ‘900 e dalla chiesa nel medioevo. Tutte si basano sulla creazione di un credo comune che unisce e dalla cieca fiducia nel capo. Se il plagio delle sette, però, si basa sull’amore che il gruppo può dare per colmare la disperazione, i regimi totalitari sfruttavano l’odio per il diverso e la violenza, mentre la Chiesa la paura del divino.

-Valto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: