Il Superuovo

Sei padrone del tuo destino? scopriamolo esporando sliding doors ed il pensiero di Machiavelli

Sei padrone del tuo destino? scopriamolo esporando sliding doors ed il pensiero di Machiavelli

Impieghiamo una vita a progettare, a programmare passo dopo passo la nostra esistenza, eppure a volte accade qualcosa che ci porta così distanti da quella strada che avevamo immaginato per noi.

Siamo noi a dare forma alle nostre scelte o c’è un percorso predeterminato per ciascuno di noi? Quanto hanno valore le azioni dell’uomo contro un futuro che sembra essere già stato scritto? Sin da piccoli siamo incoraggiati a progettare il nostro domani, a scegliere gli amichetti con cui giocare, a scegliere di praticare uno sport o suonare uno strumento, ad iscriverci alla facoltà più adatta a noi. In altri termini siamo spinti a decidere che tipo di persona diventare. Eppure crescendo ci imbattiamo in una forza incontrastata che molti chiamano destino, altri fortuna e chi ancora sorte. Almeno una volta nella vita ciascuno di noi ha interrogato sé stesso, ponendosi la seguente domanda: ‘che cosa sarebbe successo se fossi arrivato un attimo prima? O dopo?’. È davvero una questione di pochi istanti a determinare il nostro destino? Tenteremo di rispondere attraverso il film Sdling doors e il pensiero di Niccolò Machiavelli.

Helen, la protagonista di sliding doors

Sliding doors e le vite possibili

Sliding doors è un film del regista Peter Howitt, uscito nelle sale cinematografiche nel 1998.
A distanza di 22 anni, la pellicola porta con sé un tema tutt’altro che tramontato. La protagonista è Helen, una giovane donna inglese, fidanzata con uno scrittore di nome Jerry e felicemente impiegata nel mondo delle pubbliche relazioni. Un giorno, dopo aver perso il suo lavoro vede la vita scorrerle davanti prendendo una piega piuttosto inaspettata, o meglio due. La protagonista infatti si trova a vivere due vite, a partire da un fatto piuttosto banale: prendere o al contrario perdere la metropolitana. Avete mai pensato che la vostra vita possa trasformarsi totalmente sulla base di un’azione così elementare?
Ebbene, Helen si trova divisa in due realtà diverse. La prima via vede Helen perdere la metropolitana per la frazione esatta di un secondo, aspettare un taxi e ed essere vittima di un aggressione. La giovane viene condotta all’ospedale e solo dopo qualche ora fa rientro in casa, dove trova il compagno che l’aspetta. Inizia a lavorare da cameriera e poco dopo scopre di essere incinta. Le cose sembrano ritrovare la loro piega, se non fosse che Jerry, il fidanzato all’apparenza perfetto, ha in realtà un’amante, la quale scopre a sua volta di aspettare un bambino. Helen appresa la notizia scappa via e proprio nella fuga cade dalle scale finendo all’ospedale.
Nella seconda storia la giovane riesce a salire sulla metropolitana, conosce James, torna a casa in anticipo e trova il fidanzato a letto con l’amante. Helen poco a poco si rifà una vita con l’uomo incontrato nella metro e ben presto scopre di essere incinta. Si reca da lui per dargli la piacevole notizia ma anche qui qualcosa va storto: attraversando la strada viene investita e finisce all’ospedale.
È qui che le due storie si ricollegano, con un finale a sorpresa: Helen è all’ospedale, ha perso il bambino. La Helen che era riuscita a prendere la metropolitana muore, mentre la Helen che l’aveva persa riprende la sua vita e chiude la relazione con Jerry. Non è tutto, perché proprio nell’ascensore dell’ospedale incontra James.

Il concetto di ‘Fortuna’ nel pensiero di Machiavelli

Come interpretare la scelta del regista Peter Howitt di far incontrare alla protagonista, in entrambe le sue vite, James? Il messaggio che vuole trasmetterci sembra chiaro: se una cosa deve succedere, qualunque sia il percorso che noi intraprendiamo, essa succederà. Niccolò Machiavelli non parla propriamente di destino bensì di Fortuna, definendola come quell’insieme di fattori imprevedibili capaci di mandare all’aria i progetti di una vita intera in un solo istante. Ma allora, di fronte alla mutevolezza che caratterizza le cose umane fino a tal punto da renderle irrimediabilmente instabili, l’uomo può fare qualcosa per cambiare la sorte degli eventi o deve arrendersi al corso del destino? Machiavelli direbbe che l’uomo è artefice della sua Fortuna per metà, il che significa che, anche se probabilmente la sua azione sarà ridotta a limitare i danni della sorte, non deve smettere di agire mai. In questo senso l’uomo virtuoso, secondo l’autore fiorentino, è colui che è in grado di far fronte in maniera abile ai diversi casi della sorte, seguendo la corrente ma in maniera vigile e cosciente.

Vivere una vita degna di essere vissuta

Spesso l’idea che ci sia un destino già scritto per noi ci rassicura, ci consente di vivere al meglio ciò che accade pensando che in fondo non poteva andare diversamente. In altri termini, credere in qualcosa di superiore ci permette di accettare le cose esattamente così come sono. Ci piace pensare che ci sia un disegno per tutto. Immaginiamo ora un viaggio in aereo organizzato da mesi e pensato nei minimi dettagli, ebbene il giorno della partenza un piccolo imprevisto ci costringe a restare a casa, delusi e tristi ci apprestiamo a disfare la valigia per poi apprendere la notizia di un tragico incidente avvenuto proprio a scapito di quel volo. Come interpretiamo tutto ciò? Diremmo che il destino ci ha permesso di vivere un po’ più a lungo.  Per quanto possa sembrare strano, è proprio una visione di questo tipo che ci consente di andare avanti nella vita, giorno dopo giorno, ci permette di convivere con notizie e avvenimenti tragici pensando che il tutto rientri in un disegno più ampio. Attenzione però, perché vivere significa costantemente avere coraggio di scegliere e di agire. Forse, sulla scia di Machiavelli il destino si declina nell’orizzonte della nostra abilità a cogliere le opportunità che la vita ci pone davanti. Concludo con una frase, ormai divenuta celebre, di John Glasworthy :’La vita sceglie la musica, noi scegliamo come ballarla’

 

 

 

 

 

 

 

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