Pensi che musica e letteratura siano due mondi distinti? Bennato e i provenzali dimostrano il contrario

Il rapporto tra la melodia e il “poetare”  vive di fasi alterne o, per meglio dire, permane sempre ma in diverse forme.

Il burattino Pinocchio nell’omonimo film del 1940, Wikipedia

Avanzando nel tempo, la poesia pare abbia perso quello stretto legame che condivideva con il canto anche se, nemmeno necessario dirlo, la componente melodica ne è connaturata visceralmente.

La musica in letteratura

Primo passo irrinunciabile: sfatare subitamente il pregiudizio negativo che s’avvinghia attorno al quel “periodo di mezzo” chiamato Medioevo. Età buia? Sicuramente non per la poesia! Questa volta, però, non s’andrà a scomodare le famigerate “Tre Corone” di terra toscana ma ci si sposterà oltralpe per conoscere i loro “avi poetanti”: gli occitani. Siamo in quel periodo che definiamo come “basso Medioevo”, dunque circa dal 1000 al 1250, e nel sud della Francia si sviluppa una letteratura amorosa in lingua d’oc, lingua tipica della zona, di cui si fanno eccellenti menestrelli i trovatori. Ma chi sono? E soprattutto, che diavolo significa “trovatori”? Tale appellativo deriva dal verbo provenzale “trobar”, ossia “poetare”, ma oltre ad essere poeti si fregiano d’un altro titolo: quello di compositori. Ebbene sì, perché allo scrivere in versi accompagnano anche la composizione musicale e la successiva esecuzione della lirica “in ritmo”. L’aspetto che stupisce a riguardo è che questi artisti, spesso appartenenti alle classi sociali elevate ma a volte anche d’estrazione umile, non potevano concepire le due artes in modo separato: letteratura e musica vivevano una condizione di simbiosi creativa. Fantasticando su quell’ antico mondo, e immaginandoci uomini e donne dai costumi medievali, ci imbattiamo in figure a dir poco leggendarie, quali Bernard de Ventadourn, Jaufré Rudel, Arnaut Daniel e addirittura un sovrano, Guglielmo IX d’Aquitania, considerato come il primo tra i trovatori. Questi, e moltissimi altri colleghi, ci hanno regalato dei componimenti dalla grande sensibilità, talmente di gran valore da divenire modello fondante per la nascita della poesia duecentesca in terra italica.

Il trovatore Bernard de Ventadourn, Wikipedia

La letteratura in musica

Nello sconfinato mare della musica leggera italiana che, sovente, è tutto tranne che leggera, data la sua profondità culturale, spicca nel panorama artistico un’artista capace d’appassionare tutte le generazioni dagli anni ’70 sino ad oggi: Edoardo Bennato. Cantante e polistrumentista  in grado di far confluire, nei suoi capolavori, contributi musicali di generi diversissimi, tra cui spiccano rockpop. Parlando di uno dei suoi primi album, pubblicato nel 1977 con il titolo “Burattini senza fili”, ci addentriamo in un vero e proprio mondo dai mille significati: lo stesso titolo è un chiaro richiamo alle ubertose humanae litterae. Perché? Il “Burattino senza fili” evocato non è altro che il “Pinocchio” di Collodi, protagonista del romanzo per bambini edito nel 1881. Il disco, infatti, si propone di riprendere le storie vissute dal “bambino di legno” e rivisitarle in chiave metaforica e, tra le tracce contenutevi, la più celeberrima è “Il gatto e la volpe”, immancabile presenza di tutti i karaoke dello stivale italico, da Aosta a Santa Maria di Leuca. Al di là dell’irrefutabile “De gustibus non disputandum est”, si è tutti concordi sul considerare questo album come una scelta originale, ardita, in grado immergere una storia fiabesca nel mondo della musica.

Edoardo Bennato in concerto a Venezia nel 1982, Wikipedia

Una piccola riflessione

Per uno studente che sta conoscendo, passo dopo passo, gli spiriti magni che hanno reso indimenticabile ed indimenticata la nostra fiera storia letteraria, non è immediato associare due universi sconfinati quali letteratura e musica. Eppure è vitale ricordare come, agli albori, i patres provenzali non concepissero l’una senza l’altra, delineandosi come figure multiformi ed abilissime. Non solo per coloro che stanno imparando a prendere confidenza con una ricchissima galassia di idee, ideali, emozioni, contraddizioni e similia, ma anche a tutti noi, deve essere chiaro quanto sia ancestrale e pulsante il legame che le unisce, che si manifesta splendido quando ascoltiamo un brano di un grande cantautore, oppure quando leggiamo una lirica che, con il suo ritmo, ci culla dolcemente o magari, viceversa, ci scuote con violenza sino all’abisso del nostro sentire….musica, letteratura, vita!

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