Seguire la massa è bene? Come si comporterebbe Munch all’inizio dei saldi invernali.

Il 4 gennaio è la data designata per l’inizio dei saldi invernali. Le folle che ogni anno si creano sono pensanti o rappresentano quella che ha raffigurato Munch nel suo “Sera sul viale Karl Johann”?

Vedere le schiere di persone che camminano tutte verso lo stesso negozio per poi spostarsi nel prossimo non possono che rimandare a quelle figure senza anima che Munch ha dipinto più di 100 anni fa.

L’inizio dei saldi

Il conto alla rovescia per l’inizio dei saldi, fissato per il 4 gennaio, è partito. Quest’anno il trend consumistico non è diverso confrontandolo a quello degli anni precedenti: la crisi si fa sentire e il settore commerciale non è escluso da questa piaga. I commercianti infatti sperano di dare un’accellerata alle vendite mentre i consumatori aspettano di approfittare degli sconti più vantaggiosi. Le statistiche a quanto pare non accontenterebbero nessuno: è previsto infatti un incremento dei consumi delle famiglie (+0.6%) in ribasso rispetto all’anno precedente e in linea al pensiero risparmistico. Le statistiche, reali o fasulle che siano, non potranno fermare una caratteristica tipica del’inizio dei saldi: le folle. Essere in mezzo alla massa durante i saldi significa necessariamente farne parte, essere partecipi di un viaggio che cambia meta ogni mezzora, obiettivo ogni 5 minuti e avere come unico pensiero fisso spendere soldi convincendosi di trovare l’offerta imperdibile che ti distingue da tutti altri viaggiatori.

Sta a ognuno di noi ritenere positiva o negativa questa tendenza. Troviamo da chi non vuole presenziare a queste masse per distingersi da tutti, a chi collabora tranquillamente al pensiero consumistico perché ritiene che farne parte non è un dramma a chi invece ne fa parte ma è lo stesso convinto di essere diverso dal resto delle persone che al suo fianco camminano sempre verso la stessa direzione.

“Sera sul viale Karl Johann”

Via Karl Johann è la strada principale di Christania (l’attuale Oslo) che ha ispirato Munch in diverse occasioni per realizzare immagini potenzialmente realistiche finalizzate a esprimere un sentimento o uno stato d’animo.

Il quadro del 1892 sembra quasi mostrare un incubo o un sogno nel quale il viale della capitale norvegese è affollato da figure, a sinistra, vestite tutte di nero e con un viso bianco come quello di un cadavere che vagano sembra senza una meta. Questa massa inquietante di persone rappresenta la società borghese, una società prigioniera di norme che costringono le persona a indossare delle maschere uguali e inquietanti. Dalla parte opposta, a destra, contrapposta a questa folla, si nota un’ombra di spalle che cammina nel senso opposto allontanandosi. Questa figura rappresenta l’artista stesso che si sottrae al controllo sociale e non chiede consensi né alla classe dominante, né alla massa. Il Palazzo sullo sfondo è quello del Parlamento, la posizione è strategica perchè da lì lui può vegliare sul rispetto dei valori borghesi.

Significato e confronto con oggi

Il fatto che la massa anonima sia rivolta verso lo spettatore è un modo per avvertire chi osserva il quadro, è uno stimolo a stare accorti alla minaccia rappresentata. La solitudine e la paura sono quindi i temi principali del dipinto: per Munch la città è il male che solo chi è puro d’animo (l’artista in questo caso) può superare e allontanare. La forza della pittura sta nel rendere la figura di destra più umana di tutte quelle di sinistra nonostante della prima non siamo a conoscenza neanche del volto.

La comparazione con il presente è molto semplice. La società borghese potrebbe essere la folla consumistica che vaga per i negozi e che vede nei saldi e negli oggetti una forma, pur sempre effimera, di felicità. La figura che si contrappone a tutto questo è invece chi, la felicità sa di poterla trovare solo nelle persone e nelle emozioni: l’unica ricera che bisogna fare non è quella allo sconto più basso, ma all’impulso più forte che può provocare un quadro, un libro o anche solo un discorso fatto con la persona giusta. Il messaggio di Munch ha viaggiato per 100 anni e continuerà a vivere per molto altro tempo.

Dovremmo tutti avere in mente la poesia di Robert Frost:

“due strade divergevano in un bosco ed io –
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto tutta la differenza.”

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