La società merita di essere criticata? Checco Zalone e Jonathan Swift pensano di sì

L’arte serve anche per far emergere problematiche sociali, come si nota dalle opere di Jonathan Swift e di Checco Zalone

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Nel diciottesimo secolo, Swift scriveva ‘I Viaggi di Gullliver’ e ‘Una Modesta Proposta’, facendo così emergere i problemi della sua epoca. Nel ventunesimo, Checco Zalone usa la sua arte per criticare la società in cui viviamo.

 

‘Tolo Tolo’: le polemiche ancora prima che arrivi nelle sale

Il nuovo film di Zalone non è ancora uscito nelle sale italiane (dove arriverà l’1 Gennaio), ma è già entrato nell’occhio del ciclone. A scatenare la polemica è soprattutto il trailer. Come rivelato da Zalone stesso, il video non è in realtà un riassunto della pellicola, ma era stato concepito come semplice promozione. Certamente erano state messe in conto delle critiche a causa della sua natura provocatoria, ma non di questa portata.

Il videoclip promozionale (che, per chi non lo sapesse, mostra il comico mentre ha a che fare con un immigrato, criticandolo) è però solo la punta dell’iceberg. Da lì i media hanno iniziato a definire ‘Tolo Tolo’ un film che ‘piacerebbe a Salvini’. Zalone si è subito distaccato da questa interpretazione, come ha fatto il produttore.

In realtà, spiegano, la pellicola vuole mostrare la società italiana del momento, con un politico che ”ricopre una carica superiore ai propri meriti” e un uomo che scappa perché ”incapace di guardare oltre ai suoi problemi”. Il tutto con la classica punta di ironia che contraddistingue tutti i film di Checco Zalone. Nessuna affiliazione politica, solo un quadro dell’epoca odierna e una critica all’atteggiamento intollerante che sembra spopolare in Italia quando si presenta una situazione difficile.

Uno spezzone del trailer di 'Tolo Tolo'
Uno spezzone del trailer di ‘Tolo Tolo’

 

Jonathan Swift, il pilastro della letteratura satirica

Ma è davvero nuova questa tendenza di far fuoriuscire i problemi sociali attraverso l’arte? Magari causando anche un enorme scompiglio e stupore. Certamente la risposta è no, anzi. Il diciottesimo secolo, per esempio, è ricco di esempi di letteratura satirica. Non che siano i primi o gli ultimi, ma queste opere si contraddistinguono per essere i primi romanzi della storia, oltre che i testimoni di un’epoca di profondi cambiamenti.

Tra gli autori che hanno fatto della satira un’arte, troviamo Jonathan Swift. Nato a Dublino nel 1667, è ancora ricordato per aver creato ‘I Viaggi di Gulliver’. Il romanzo, sotto l’apparenza di ingenua favola per bambini, cela un’aspra critica all’uomo moderno. Swift si dice pessimista per quanto riguarda la condizione umana, sempre più in un vortice di decadenza. Ogni territorio visitato da Gulliver è metafora di un problema che contraddistingue l’Europa di quegli anni, dall’ipocrisia dei governanti alla decadenza dei costumi dei suoi contemporanei.

Ma questa non è l’unica opera del genere scritta da Swift. Un’altra ha generato ancora più scalpore: ‘Una modesta proposta’. ‘Una modesta proposta per impedire che i bambini della povera gente siano di peso per i loro genitori o per il Paese, e per renderli utili alla comunità’ -questo il titolo completo- tratta di una possibile soluzione alla sovrappopolazione e disoccupazione irlandese: dar da mangiare ai più ricchi i figli dei più poveri. In questo modo l’economia ripartirebbe, creando incassi alle famiglie meno abbienti che venderebbero i figli come pezzi di carne e risparmierebbero sulle spese, e la popolazione ritornerebbe ad una quantità normale.

L’intento di Swift non era certo suggerire seriamente questa proposta. Il suo scopo è puramente satirico, volto a criticare un governo che non riusciva a risolvere queste gravi problematiche e a una classe borghese che ‘mangiava’ sulla povertà di altri.

Nella quarta stagione della serie Gotham, un episodio si intitola 'Una modesta proposta' e si basa proprio sul pamphlet di Swift
Nella quarta stagione della serie Gotham, un episodio si intitola ‘Una modesta proposta’ e si basa proprio sul pamphlet di Swift

 

Cosa hanno in comune Swift e Zalone?

Sebbene in due arti differenti e con due stili diversi, Swift e Zalone cercano di portare alla luce i punti deboli delle società in cui vivono. Se nell’epoca dell’autore inglese si stavano vivendo una serie di mutamenti sociali che avevano fatto emergere i lati oscuri dell’umanità, in quella del comico italiano si sta andando incontro a un’intolleranza che pare essere sempre più crescente e a una crisi del sistema di governo.

Uno con la parola scritta, l’altro con delle battute che tutti abbiamo imparato a conoscere: entrambi gli artisti hanno deciso di esporsi per puntare il dito non contro qualcuno in particolare, ma contro una società che reputano sbagliata. Questo non può non sollevare polemiche, anche preventive. Lo stesso che sta accadendo a Zalone oggi, accadeva secoli fa a Swift, accusato di cattivo gusto.

Forse la critica, soprattutto se satirica, non piace a tutti. Ma lo scopo dell’arte non è forse proprio quello di far smuovere l’animo?

Jonathan Swift
Jonathan Swift

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