Ackman vs Herbalife. L’azienda statunitense può dire addio alle truffe?

Se prima potevano esserci dubbi adesso non ce ne sono…

Da ricordare quando Bill Ackman, uno degli investitori più noti di Wall Street, decise di investire un miliardo di dollari contro la società Herbalife, accusandola di seguire uno schema piramidale.

 

La proposta di Herbalife

Herbalife International Ltd è un’azienda globale che opera nel settore alimentare del controllo del peso e della cura della pelle. Conosciuta ai più come ‘venditrice di beveroni per dimagrire’, Herbalife si occupa di benessere a 360°.

Da un lato vendendo prodotti legati ad uno stile di vita salutare, mentre dall’altra restituendo ai distributori un guadagno fino al 50% rispetto alla vendita diretta di prodotti. In poche parole, questa azienda si pone l’obiettivo di costruire il benessere non solo di coloro che acquistano i prodotti, bensì anche di coloro che collaborano con l’azienda, incarnando alla perfezione il concetto di meritocrazia: Più lavori, Più guadagni.

Essendo un argomento delicato, ma al quale tengo molto, l’obiettivo di questo articolo non sarà di spiegare nei minimi dettagli tutto ciò che conosco dell’azienda, bensì di sfatare qualche falso mito in modo da chiarire come sia stato possibile che uno degli investitori più noti di Wall Street abbia clamorosamente perso contro Herbalife.

Critiche e pregiudizi sull’azienda.

Prima di addentrarci dentro tutte le principali critiche che vengono poste, vorrei specificare il motivo per il quale esse esistono. Herbalife non utilizza le pubblicità comuni! Perciò il nome dell’azienda si basa solo ed esclusivamente sui distributori, ovvero sul passaparola. Reggendosi sul network marketing, concetto che riprenderò in seguito, gli incompetenti hanno un potere enorme nella determinazione dell’opinione, e per incompetenti intendo i distributori che non sanno fare il proprio lavoro, non sanno cosa vuol dire marketing, in sintesi, non sono professionisti del network marketing. Prova ad immaginare una persona che entra in attività, considera che sviluppi l’attività sul ‘porta a porta’ (estremamente retrogrado), ogni mese approssimativamente citofona a 600 persone, ovvero 20 al giorno, riprodotto incessantemente per 1 anno sono 7.200 persone. Inoltre, conoscendo l’influenza del passaparola, una sola persona può influenzare l’opinione di una intera città nel corso degli anni, immagina se le persone incompetenti aumentassero!

Dentro le persone, me compreso, si è instaurato un pregiudizio che è difficile da eliminare, frutto di persone che non sanno fare il proprio lavoro. Poi, certo, Herbalife anni fa aveva ancora qualcosa da sistemare sia a livello di prodotti sia a livello organizzativo, però capitela, è nata da un ragazzo che faceva miscugli dentro un furgone… L’unione di queste cose ha portato ad infangare l’immagine di un’azienda di cui spesso si fa fatica a comprenderne la forza.

Ma prima di passare alla parte più divertente, esaminiamo i fatti di Herbalife:

  • Nata nel 1980, 40 anni di esistenza, di cui 36 di successi!
  • Presente in oltre 90 Nazioni
  • Quotata in borsa (NYSE)
  • Fatturato quadruplicato negli ultimi 9 anni (+110%)
  • Più di 300 scienziati tra cui, Luis Ignarro, premio Nobel nella medicina, e Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana
  • Associata con Coni e fornitore ufficiale della squadra olimpica italiana per gli integratori sportivi
  • Sponsorizzata anche da Cristiano Ronaldo (la sua immagine conta di più di qualsiasi stipendio gli diano)

 

Ora divertiamoci esaminando i pregiudizi:

  1. E’ fondata su un sistema piramidale illegale!  => No, se fosse illegale non sarebbe nemmeno quotata in borsa. Herbalife è una delle poche aziende in Italia basate sul network marketing certificata anche da Avedisco.
  2. I prodotti fanno male alla salute! =>  No, come è possibile che un’azienda con 300 scienziati, un premio Nobel, quotata in borsa (dunque basata sulla trasparenza), che attua un monitoraggio estremo dei prodotti e di tutto ciò che concerne il trasporto, possa produrre pietanze dannose?! Personalmente mi fido di più dei prodotti di Herbalife, piuttosto che di quello che mi rifilano ai supermercati!
  3. Sfruttano le persone! =>  Se sfruttassero le persone si tratterebbe di un sistema piramidale (dopo spiego meglio).
  4. Se i prodotti fanno così bene perché non sono in farmacia? =>  Chiarifico, qui non si parla di medicinali, ma di cibo! I prodotti sono naturali, un agglomerato di tutte le sostanze che il nostro organismo ha bisogno, prese dal cibo solido che mangiamo tutti i giorni. Fatta questa premessa importante, l’azienda non vuole rifilare il prodotto e lasciare il consumatore da solo, ma vuole assisterlo in tutte le sue fasi per comprendere al meglio le esigenze di ognuno. Infine, la farmacia è pubblicità, e come ho detto prima Herbalife non fa pubblicità perché ha deciso di investire sui distributori, con i pro e i contro che ne conseguono.
  5. I distributori non sono nutrizionisti, non mi fido! =>  Assolutamente vero, infatti non bisogna necessariamente fidarsi dei distributori, ma dell’azienda. E’ strutturato in una maniera talmente pulita e semplice, che non ci sono rischi di nessun genere, altrimenti, ripeto, non avrebbe tutte quelle qualifiche che prima ho spiegato. Inoltre, Herbalife mette a disposizione delle vere e proprie guide alla corretta alimentazione molto più esplicative di qualsiasi distributore, dunque, se si hanno dubbi, si possono leggere.
  6. Quando smetti riprendi peso! =>  Emm, sì. E’ cibo, se prendi i prodotti e appena smetti ricominci a mangiare in maniera scorretta, mi sembra ovvio che riprendi peso, non c’è bisogno di un nutrizionista per dirtelo.

 

Poi ci sarebbero altri pregiudizi, però spero di essermi spiegato almeno in parte cosicché si possa capire il discorso che farò in seguito. Tranquillo, i pregiudizi li hanno tutti, anch’io inizialmente odiavo l’azienda perché ero immerso da tutte le dicerie comuni, ma dopo aver studiato e vissuto l’ambiente, i dubbi svaniscono…

La denuncia a Herbalife: schema piramidale?

Come detto all’inizio Bill Ackman, uno degli investitori più noti di Wall Street, accusò Herbalife di sfruttare sistemi piramidali. Chiariamo meglio questo concetto.

“Il marketing piramidale è un particolare modello commerciale e di marketing non sostenibile, che implica lo scambio di denaro primariamente per arruolare nuovi soggetti nel modello, solitamente (ma non sempre) con lo scambio di beni o servizi. Il termine “piramidale” deriva dalla struttura formale in cui viene organizzata la vendita e nella quale la persona in cima alla piramide è la prima a vendere un bene o un servizio a un certo numero di persone, le quali si incaricano di introdurre altre persone nello schema a un livello successivo, con l’obiettivo di allargare la base della piramide sotto di sé in modo da ottenere guadagni corrispondenti ai volumi di vendite prodotti dalla propria struttura.”

Questo tipo di sistema è definito illegale poiché implicitamente induce i venditori a portare persone dentro la propria rete per guadagnare. Ecco perché potrebbe essere deleterio, in quanto si potrebbe accrescere la piramide anche grazie all’inganno. L’accusa di Bill Ackman era proprio questa. Nonostante Herbalife si sia inserita nel network marketing, la differenza con lo schema piramidale può essere lieve. Tutto si gioca sul concetto di sfruttamento, non solo esplicito, ma soprattutto implicito.

L’altra critica di Bill all’azienda riguarda il fatturato, egli sosteneva che gran parte dei ricavi derivassero dalla tipologia di sistema e non dall’efficacia dei prodotti. Dunque ‘se l’azienda cresce, non è per merito dei prodotti che sponsorizza, ma è merito del sistema piramidale che sfrutta’.

Una sconfitta costruttiva

Herbalife ha introdotto il soddisfatto o rimborsato sia nell’utilizzo dei prodotti, sia riguardo l’attività dei distributori. Non ti piacciono i prodotti e/o non sono utili? Ti rimborsano! Non sei soddisfatto dell’attività, credi che ti abbiano fatto entrare dentro la rete attraverso l’inganno? Ti rimborsano.

Inoltre, i distributori non guadagnano tramite l’ingresso di un nuovo distributore (così sarebbe piramidale), ma guadagnano solo se anche la rete comincia a guadagnare a sua volta. Quello in cima alla piramide è contento solo se quello alla base è contento, anzi, l’obiettivo è far crescere la base cosicché tutti siano contenti e tutti guadagnino. Per questo non è un sistema illegale e non si basa sullo sfruttamento di persone. Ognuno è libero di smettere quando vuole, cominciare quando vuole e, nel caso in cui non si volesse continuare, si può chiedere il rimborso. Senza vincoli, senza pretese.

Ecco che la scommessa di Ackman può essere considerata la sconfitta più grande della storia, grazie alla quale Herbalife ha potuto sistemare quelle lacune che ancora aveva e grazie alla quale ha potuto incrementare il fatturato del 110% negli ultimi anni.

Grazie Bill.

Concludo dicendo che è necessario eliminare i pregiudizi per osservare la realtà, anzi, spesso eliminandoli, ci viene data la possibilità di guardare un mondo pieno di opportunità.

Ora, scatenatevi nei commenti.

 

 

 

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