Scopriamo il connubio tra la cultura giudaica e quella ellenistica attraverso la letteratura greco-ebraica

La Bibbia, l’Esodo e le opere di Filone di Alessandria e Giuseppe Flavio diventano specchio di una cultura comune.

Uno dei fenomeni transculturali più notevoli dell’epoca ellenistica e antica in generale fu l’incontro tra la cultura giudaica e quella greca. La formazione di una cultura comune giudaico-ellenistica è testimoniata dalla produzione letteraria del tempo.

LA BIBBIA

La Bibbia, il testo fondamentale della cultura giudaico cristiana, si andò stratificando nell’arco di circa un millennio arrivando a comprendere una serie di opere molto differenti per forma e contenuti: narrazione in prosa in poesia inni leggi profezie genealogie scritti sapienziali, storici, e memorialistici. Questi testi furono in gran parte composti in lingua ebraica ma vennero tradotti in greco nella Koinè ellenistica, a uso della cospicua comunità ebraica di Alessandria in un arco di tempo compreso tra il III secolo a.C. e il I secolo d. C., anche se la tradizione attribuisce quest’operazione è un unico momento collegandola quella che può considerarsi La leggenda dei Settanta, la cui origine è rintracciabile nella cosiddetta lettera di Aristea a Filocrate. Quest’ultima è un lungo testo in lingua greca che racconta come, per insistenza di Demetrio Falereo, il re Tolomeo II Filadelfo avesse mandato a chiamare da Gerusalemme 72 saggi affinché traducessero in greco la legge sacra degli ebrei. La ricchezza degli apporti fece della Bibbia il testo fondamentale della cultura ebraica, paragonabile per alcuni aspetti all’epos omerico, in quanto affonda le sue radici nel oralità e riferisce costumi, riti,  comportamenti religiosi e sociali, in sostanza l’insieme dei valori comuni che costituiscono l’identità di un popolo. A differenza dei poemi omerici però la Bibbia è un libro sacro che fu affidato all’esegesi e all’interpretazione delle scuole rabbiniche. Nella sua forma attuale la Bibbia comprende 46 libri (escludendo ovviamente quelli del Nuovo testamento) oltre ad altre opere considerate apocrife ed escluse dai canoni.

L’ESODO

L’esodo scritto da Ezechiele tratta di avvenimenti narrati nell’omonimo libro biblico. Si conservano buona parte del prologo espositivo di tipo euripideo, nel quale il protagonista Mosè espone le vicende e narra un suo sogno al sacerdote Ietro che ne offre l’interpretazione in termini profetici; seguono poi un dialogo fra Dio e Mosè in cui si preannunciano gli eventi futuri e il racconto del passaggio del Mar Rosso da parte di un Nunzio che costituiva forse l’ultimo avvenimento importante del dramma prima dell’arrivo all’Oasi di Elim.

FILONE DI ALESSANDRIA

Filone di Alessandria fu una figura molto importante nell’ambito degli scritti riguardanti la letteratura greco-ebraica. La sua filosofia fu influenzata soprattutto dal platonismo e della dottrina stoica del Logos e Silone Si propose di scoprire e spiegare il significato allegorico celato dai fatti, dalle azioni e dai personaggi descritti nella Bibbia al fine di mostrare il valore della religione ebraica ai Greci pagani e di rafforzare la fede in quegli ebrei che si erano allontanati dall’ortodossia o avevano maturato un certo scetticismo. Tra i suoi numerosissimi scritti conservati ben 19 sono trattati di commento allegorico la Bibbia: fra questi “Le allegorie delle leggi”, “La confusione delle lingue”, “I Cherubini”, “La migrazione di Abramo”, “La posterità di Caino”, “I sogni”. Vi sono inoltre opere sulla legge mosaica, opere di catechesi e opere prettamente filosofiche.

GIUSEPPE FLAVIO

La produzione letteraria di Giuseppe, attivo essenzialmente come storico, annovera “Le antichità giudaiche” che trattano in 20 libri le vicende del popolo ebraico dalle origini allo scoppio del conflitto, il trattato apologetico “Contro Apione” in difesa del giudaismo contro le calunnie divulgate dei greci e l’”Autobiografia” scritta a propria discolpa. La sua opera principale è però la “Guerra giudaica” in 7 libri composte pubblicate Roma fra i 75 79 d.C. il testo è una lucidissima monografia su un evento di cui egli stesso fu testimone protagonista, un’opera che è contemporaneamente cronaca, apologia di se stesso, autobiografia e narrazione di eventi politico-militari sul modello dei grandi storiografi Greci Tucidide e Polibio in particolare.

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