Sciopero in Abruzzo per i trasporti: l’importanza della mobilità nella società

Lo sciopero in Abruzzo per i trasporti via terra, aria e mare rappresenta l’importanza del rapporto fra la mobilità e lo spazio nella società di oggigiorno di oggi.

Il giornale Il Messaggero parla in un suo articolo dello sciopero che si terrà mercoledì 24 luglio e venerdì 26 luglio in Abruzzo riguardante i mezzi di trasporto per mare, per terra e per cielo. Franco Rolandi, segretario generale della Filt Cgil Abruzzo, afferma che uno sciopero di una portata così ampia “non si registrava dalla fine degli anni ’80”, mentre Giuseppe Murini, militante della Uil Trasporti, afferma che lo scopo dello sciopero è quello di contrastare l’immobilismo nazionale. Amelio Angelucci, segretrio generale della Fit-Cisl, ribadisce la volontà di contestare le politiche locali e nazionali sui trasporti, augurandosi un “confronto serio” con il governo, le istituzioni e le imprese e sperando in un avanzamento riguardo alle grandi opere (“corridoi europei funzionali, efficienti ed efficaci”). Inoltre lo sciopero ha lo scopo di “chiedere” misure contro l’illegalità, l’evasione fiscale e il lavoro in nero, senza tralasciare l’importantissimo tema della sicurezza, per la quale Cgil, Cisl e Uil pretendono interventi per arginare l’aumento degli infortuni e delle morti bianche. Il tema della mobilità è di estrema importanza, in quanto per un Paese è fondamentale poter disporre di un’ottima rete di collegamento al suo interno, come treni, aerei o navi, ma anche all’interno di una singola città, come tram, metro, bicilette, car sharing o marciapiedi. Dunque, molte teorie, sociologiche e non, hanno affrontato, e continuano a farlo, il tema della mobilità.

Anonimato e incontri

Il sociologo Kaufmann afferma che lo spazio e la mobilità siano collegate in modo non del tutto chiaro. Kaufmann stesso dice che “alcuni studiosi pensano che i reticoli tecnici allarghino il campo di possibilità, potenziando lo spazio”, mentre “altri autori ritengono che sia lo spazio che influenzi la mobilità”. In entrambi i casi la mobilità rappresenta un mezzo attraverso il quale si creano o si ribaltano strutture socio-spaziali. Dunque è possibile che gli individui abbiano la possibilità di sentirsi maggiormente inclusi dall’ambiente grazie a una maggiore diffusione della mobilità, e quindi l’occasione di poter fare più incontri. Dall’altra parte però, è necessario tenere in considerazione il fatto che la mobilità può portare alla formazione di gruppi ancora più esclusivi. Kaufmann dunque usa un altro concetto, quello di motilità, che considera 3 aspetti della mobilità, ovvero: le infrastrutture, l’accessibilità alle stesse e le competenze dell’individuo. Le prime riguardano l’effettiva presenza di strade, stazioni ferroviarie, aeroporti etc, le seconde l’accessibilità che le infrastrutture offrono e le terze il fatto che il soggetto abbia le cognizioni per muoversi (come patente di guida, conoscenza dei luoghi, spirito d’esplorazione etc). La motilità è un concetto molto importante, in quanto consente di ovviare al problema dicotomico della mobilità sopra descritto (maggiore inclusione / maggiore esclusione). Per fare un esempio pratico, per camminare non bastano i marciapiedi, serve anche che non vi siano barriere architettoniche e che i soggetti sappiano dove andare. Schonfelder e Axhausen, due studiosi, affermano che tramite il grado di motilità è possibile determinare il grado di accessibilità di una città. Essi definiscono quindi lo “spazio di mobilità potenziale” come lo “spazio di attività”, affermando che l’accessibilità si forma dalla sovrapposizione delle potenzialità effettive con le potenzialità percepite. Tenendo conto di ciò, è possibile delineare 3 tipi di mobilità: la reversibilità, che consiste nel mantenersi ancorati al proprio originario territorio di riferimento nonostante i molti viaggi e spostamenti, l’irreversibilità, il fatto che lo spostamento produce a lungo andare un distacco con il luogo d’origine, e la mobilità ricorsiva, nel quale il soggetto investe in diverse destinazioni di viaggio molte energie affettive (ovvero stabilisce dei legami affettivi con più territori).

Spazio e mobilità

Per concludere e per capire a fondo il rapporto fra mobilità e spazio è possibile tenere a mente che osservando uno spazio fisico, come ad esempio i palazzi di giustizia, le scuole, gli ospedali eccetera, è possibile ben intuire la loro funzione ed è possibile sapere a grandi linee l’attività che si svolge in un determinato luogo osservandolo semplicemente. Questo perché gli edifici che svolgono funzioni simili tendono ad essere molto simili anche fisicamente. Per capire bene quindi il rapporto fra mobilità e spazio è sufficiente immaginare di entrare all’interno di uno di questi luoghi. Prendendo in considerazione ad esempio un’aula universitaria, è possibile notare che questa ha una precisa organizzazione fisica che favorisce una certa mobilità e ne impedisce altra. Ad esempio impedisce di ballare in gruppo (cosa che per esempio consente lo spazio aperto di una discoteca), ma consente, per esempio, di poter disporsi fra i banchi migliorando l’ascolto della lezione stessa. Lo stesso vale, più in grande, per una città. Ad esempio i mezzi di trasporto consentono da un lato di raggiungere posti che altrimenti non sarebbero stati raggiunti, ma allo stesso tempo obbligano a seguire “quel determinato percorso” e non un altro.

“Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre <<Andiamo>> e non sanno il perché.” – Charles Baudelaire

Pietro Salciarini

 

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