Vi ho già parlato di satanismo in un articolo di qualche settimana fa (puoi leggerlo cliccando su questo link https://ilsuperuovo.it/settecriminali/), e dal momento che l’interesse per l’occulto è comune, come non potrebbero interessarvi le più particolari metodiche adottate dalla messa nera e correlarle con le pratiche più macabre e disumane attuate dai culti distruttivi. Rimarrete certamente stupidi che molti dei comportamenti attuati durante i culti se analizzati da un punto di vista sociologico, criminologico e psicologico possono tranquillamente rientrare nel DSM-5 e nei disturbi di personalità. 

La messa nera

Come avevo accennato anche nell’articolo precedente è bene distinguere i culti di natura satanica da quelli prettamente distruttivi. I culti distruttivi fanno uso di pratiche disumane che potremmo definire al limite dell’orrido, quasi come se entrassimo in una cerimonia dell’orrore. La messa nera è una reale messa che viene praticata dagli adepti e dai principali sacerdoti delle sette, le metodiche usate sono differenti e ne analizzeremo alcune subito dopo aver delineato l’obbiettivo fondamentale della messa nera: rinnegare Dio ed onorare Satana. 

Per quanto concerne le pratiche vere e proprie si parte dall’altare sul quale solitamente si stenderà una donna nuda, se consenziente o no questo non ci è dato saperlo, è proprio su di lei che verrà officiata tutta la cerimonia poiché quasi tutti gli astanti dovranno avere un rapporto con quest’ultima. La cerimonia si svolge tra rituali ed iconoclastia prettamente anticristiana, si conclude con un sacrificio che potrà essere umano, simbolico o animale ed una sfida provocatoria a Dio. Sicuramente vi sembrerà strano, ma le pratiche cerimoniali sebbene anticristiane hanno molto a che vedere con i tipici meccanismi di una classica messa cattolica. Schematizzando il tutto potremmo riassumere le dinamiche della messa nera con l’ingresso, una prima lettura in onore a Satana, un offertorio vero e proprio caratterizzato da ostia e calice che si differenzia dal momento cristiano poiché se in quest’ultimo le mani sono rivolte verso l’alto, nella messa nera il sacerdote le rivolge verso il basso. Questo è il momento che viene denominato rifiuto ovvero vi sarà un’esaltazione del demonio ed il rinnego di Gesù Cristo. Dopo il sorso dal calice, il quale nelle cerimonie più occulte è riempito con il sangue, si conclude la messa.

Le messe nere al giorno d’oggi si verificano accentuando il carattere sessuale e perverso, come se gli adepti si lasciassero trasportare dallo scaricarsi delle frustrazioni quotidiane attraverso pratiche che molte volte non hanno alcun valore ideologico, ma semplicemente oggettivo e pragmatico allo scopo di soddisfare i bisogni perversi dell’uomo.

Pratiche ricollegabili ai disturbi di personalità

Durante la messa nera la quale è strutturata prevalentemente come ho citato sopra, vengono talvolta messe in scena delle pratiche facilmente ricollegabili a disturbi concernenti la personalità. E’ bene però chiarire che cosa sia effettivamente un disturbo della personalità e come possiamo riconoscerlo: a differenza di vere e proprie malattie mentali questi si contraddistinguono per la capacità di intendere e di volere del soggetto, per il suo essere razionale ed oggettivamente coinvolto nelle proprie azioni. Colui il quale presenta i disturbi viene definito egosintonico poiché è perfettamente complice con il suo disturbo, tanto da ritenere che le sue azioni siano lecite. Questi vengono anche detti alloplastici poiché non si adattano all’ambiente esterno bensì lo manipolano in base ai propri bisogni.

Se volessimo analizzare qualche disturbo e ricollegarlo alle pratiche sataniche potremmo sicuramente fare riferimento al disturbo schizotipico di personalità che si contraddistingue per una particolare alienazione dal punto di vista sociale ed una particolare proiezione sull’ambiente sociale di quelle che sono le sue idee bizzarre e stravaganti. Di conseguenza lo schizotipico è molto più incline a pratiche religiose ed ideologie anticonformiste tanto da inserirsi molte volte in contesti pressoché occulti. Il disturbo delirante di personalità è sicuramente uno dei più noti e più pericolosi. Il portatore di questo disturbo nelle pratiche processuali raramente affermerà di aver compiuto un reato per propria coscienza, bensì affermerà che egli abbia delle capacità divine e sovrumane che gli permettano di attuare determinate azioni per opera di Dio. Il delirante è colui il quale si immedesima nel santone, nel tipico stregone, molte volte egli a causa delle sue capacità manipolatorie riesce ad accumulare adepti e dare alla luce sette e gruppi religiosi.

Il mondo macro e micro religioso è estremamente ampio, è possibile ricollegare ai culti caratteristiche che non avremmo mai pensato di attribuire. E’ necessario sempre guardare oltre.

Simona Canino

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.