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Salvini causa un incidente diplomatico con la Tunisia: tra Citofoni e Diritto Internazionale

L’ultimo stunt elettorale del leader della Lega non è sicuramente passato inosservato, nemmeno all’ambasciatore Tunisino che si è detto risentito delle insinuazioni di Salvini sui suoi connazionali

Il gesto di Salvini da un punto di vista puramente pubblicitario ha sicuramente colpito nel segno, considerato che da giorni non si sta parlando d’altro. Del resto l’idea del politico che va direttamente sotto casa dei criminali a risolvere problemi, piace a molti italiani, ma questa l’effetto sortito sembra essere diverso, perlomeno a vedere le reazioni interne al paese da parte di tutto lo spettro politico, ma non solo. Il gesto infatti ha attirato l’attenzione dell’ambasciatore Tunisino a Roma Moez Sinaoui, che ha espresso “costernazione per l’imbarazzante condotta di un senatore della Repubblica italiana

La reazione Tunisina

L’ambasciatore ha inviato una lettera alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per esprimere la propria “costernazione per l’imbarazzante condotta” da parte del leader della Lega. Moez Sinaoui l’ha definita una “deplorevole provocazione senza alcun rispetto del domicilio privato“, compiuta da un “pubblico rappresentante dell’Italia“, da considerarsi un paese che può vantare “un’amicizia di lunga data con la Tunisia“. Infatti, l’Italia, nel 2017, con un volume di esportazioni verso la Tunisia di 3,16 miliardi di dollari, è diventata il 1° fornitore commerciale della Tunisia. Il diplomatico sostiene che nell’episodio è stata “illegittimamente diffamata una famiglia tunisina“. A suo giudizio si sarebbe trattata di una condotta che avrebbe “stigmatizzato l’intera comunità tunisina in Italia“.

Anche il Forum Tunisino per i Diritti Economici e Sociali (FTDES) ha espresso la propria indignazione per “il bullismo e l’aggressione” che sarebbero stati commessi “contro l’immagine di un immigrato tunisino in Italia“. L’Ong, mediante un comunicato stampa, ha denunciato :“…il contesto della crescente xenofobia, in particolare nei confronti dei tunisini, nei discorsi e nelle politiche perseguiti dall’estrema destra in Italia”. “I migranti stanno diventando sempre più vittime delle campagne elettorali di mobilitazione di Salvini”, si legge nella nota. L’Ong “esprime la sua indignazione per l’abuso e l’ostilità che Salvini ha commesso nei confronti dell’immigrato tunisino in Italia” ed “esprime la propria disponibilità a fornire assistenza legale per ogni azione volta a perseguire la giustizia dinanzi ai tribunali italiani o alla Corte europea dei diritti dell’uomo”

Moez Sinaoui

La Risposta in Italia

C’è stata una forte reazione da parte di molte figure importanti anche qui in Italia. “Stigmatizzo sia quelli che fanno giustizia porta a porta sia quelli che accusano la Polizia in maniera indiscriminata”: ha affermato il Capo della Polizia Franco Gabrielli, rispondendo ai giornalisti, a margine di un convegno sulla sicurezza, che gli chiedevano un commento sul gesto di Salvini di citofonare a una casa privata a Bologna. Ma anche il sindaco di Bologna Virginio Merola che ha commentato l’episodio “Come sindaco esprimo la mia condanna per il gesto di vandalismo verso l’auto della signora che vive al Pilastro. La vergognosa sceneggiata di Salvini al citofono non autorizza in alcun modo ulteriori moti di violenza verbale o, peggio ancora, fisica. Come politico dico che i frutti di Salvini e della Lega sono questi: coltivare divisione, rancore e violenza”.

Sembra probabile anche un procedimento penale nei confronti del leader del carroccio. Il ragazzo della famiglia tunisina a cui il leader della Lega Matteo Salvini ha citofonato ieri in via Deledda, al quartiere bolognese del Pilastro al quale l’ex ministro aveva chiesto “suo figlio è uno spacciatore?” ha preso contatti con l’avvocato Cathy La Torre, attivista per i diritti civili, divenuta nota alcuni mesi fa ha lanciato la campagna ‘Odiare ti costa. Il ragazzo è un 17enne, nato in Italia, pare non fosse neppure in casa quando il leader leghista ha citofonato alla sua famiglia.

Incidente Diplomatico

Incidente Diplomatico è un termine del diritto internazionale che indica una serie di tensioni tra due stati sovrani che vanno dall’attentato all’Arciduca Ferdinando a Sarajevo del 28 giugno 1914 alla volta in cui il Re Spagnolo Juan Carlos Urlò “Ma perché non taci?” Al presidente Venezuelano Chávez il 9 novembre 2007. Un termine dunque generico abbastanza da sminuire i problemi gravi e da esagerare quelli piccoli, ma anche perfettamente applicabile in questo caso. Una situazione del genere solitamente si risolve con una lettera di scuse e spiegazione riguardo il motivo dello screzio o nei casi peggiori si evolve in una vera e propria crisi internazionale. Non sembra essere questo il caso, ma anche le scuse da parte di Salvini sembrano poco credibili considerando come ha commentato il leader di Destra la notizia della reazione tunisina:”Io ho raccolto il grido di dolore di una mamma coraggio che ha perso il figlio per droga. Un atto di riconoscenza che dovremmo far tutti: la lotta a spacciatori e stupefacenti dovrebbe unire e non dividere“.

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