Salvini è stato un buon cittadino, o ci ricorda la caccia alle streghe?

Bologna:”Scusi, ma lei spaccia?”. Salvini subito alla gogna. Vera caccia alle streghe, o azione degna di un buon cittadino?

È questa l’ultima trovata del leader della Lega: presentarsi sotto casa di un presunto spacciatore, citofonare e chiedere la smentita circa la ‘soffiata’ ricevuta. Diversi sono i giornali che riportano la notizia, e il web non tarda a scagliarsi contro di lui, tra memes ironici e commenti più coloriti. Salvini si dichiara un buon cittadino: è davvero così o quella messa in atto è una vera caccia alle streghe?

 

Risultati immagini per stregoneria

La stregoneria

Nel 1252 Papa Innocenzo IV autorizzò l’utilizzo della tortura come strumento per ottenere ‘confessioni’ di stregoneria da parte di donne sospettate. Il tutto va inserito in un periodo storico piuttosto complesso per la Chiesa di Roma, caratterizzato da riforme e insurrezioni, da parte di eretici o movimenti di rinnovamento, che nel corso nel XIII secolo furono motivo di agitazione e preoccupazione per il Vaticano. L’Inquisizione aveva il compito, tramite processi regolari, di accertarsi che le donne in questione non praticassero effettivamente la stregoneria utilizzando, spesso, ogni mezzo a disposizione. Interessante è notare come queste donne venissero identificate: qualcuno doveva denunciarle. Bastava questo, uno sguardo storto, una parola detta a mezza bocca, le foglie di una pianta meno conosciuta. Bastava un’antipatia, un vecchio rancore, un timore, la paura, la rabbia o l’invidia: bastava il sospetto. “Colpevole fino a prova contraria”. E come si dimostra l’innocenza? Come si dimostra la non-esistenza di qualcosa? Come te lo dico che non sono una strega? Come te lo faccio vedere che non spaccio? Bastava che qualcuno sussurrasse il nome della vicina, della panettiera, o della contadina che si svegliava troppo presto la mattina. Bastava una voce, una soffiata, una lettere anonima.

Mi permetto di consigliare a questo proposito un film piuttosto recente, che a mio parere illustra alla perfezione le dinamiche dietro queste denunce: “La sposa del diavolo”(2016, da Saara Cantell).

 

Risultati immagini per pericle

Il buon cittadino

Tutto il mondo greco è permeato del mito del fatidico ‘buon cittadino’. Ma chi sarebbe costui? A Sparta avremo un combattente valoroso, un soldato pieno di forza e coraggio, pronto a sacrificare la propria vita per il bene della comunità, della città. Ad Atene un politico capace di arginare ogni difficoltà, di difendere i confini e di amplificare la gloria della propria polis. Un buon cittadino, per definizione, è colui che fa ‘il bene della città’. Ma come si fa questo bene? In modo semplicistico, dando il meglio di sé, utilizzando le proprie abilità, capacità, idee, per contribuire in modo utile al benessere dei propri concittadini, mettendo la propria natura a servizio di un bene comune, secondo una logica di condivisione e reciproco sostegno. “Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile”. Questo dice Pericle ai suoi Ateniesi, nel lontano 461 A.C.: chi non si impegna è inutile.

Risultati immagini per giustizia

Se solo non fossi chi sei

Pericle, però, ci dice anche: “Noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro”, o ancora, “Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, […] e anche le leggi”. Il leader della Lega, nei migliori dei casi, viene accusato di voler fare giustizia per proprio conto, di aver scavalcato le istituzioni, di aver mostrato la giustizia Italiana come debole, inefficiente, ed incapace. La sua, come egli stesso riporta,è la semplice reazione di un cittadino che si vede chiedere aiuto da parte di una persona in difficoltà,che vuole mettere fine allo scempio che ha permesso a suo figlio di togliersi la vita. Messa così non suona tanto male: una donna sola, abbandonata, delusa, chiede soccorso, vuole proteggere il proprio quartiere da una famiglia di pericolosi spacciatori. Ottimo! Non è così impensabile dopotutto, l’idea di dare il proprio sostegno ad una vicina in difficoltà, alla signora che vive all’angolo dalla strada, contro i cattivi che hanno venduto la droga al figlio che tanto amava. Il problema, è che Salvini e la donna in questione non sono vicini, ed egli è il portavoce di un partito politico candidato alle elezioni. Il problema è che non può bastare la storia di uno per dare un ragazzino in pasto ai leoni, per costringerlo a dichiarare in diretta di essere innocente. Chiedere a qualcuno di dimostrare la propria non colpevolezza non è, per definizione, una posizione neutrale. Sarebbe opportuno, allora, analizzare il fatto in sé, dimenticando per un momento che il soggetto in questione sia Salvini: un sospetto basta per scatenare una caccia alle streghe? Ma dall’altro lato, se si avesse un sospetto del genere, e non si nutrisse alcuna fiducia nelle forze competenti, sarebbe così assurdo pensare di intervenire? Di chiedere, di denunciare, di attirare l’attenzione? Metodi poco conformi alla legge, esposizione mediatica e sicuramente poco buongusto ma, dopotutto, qualcuno la droga deve averla pur venduta a quel ragazzo, no?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: