Gabriele D’Annunzio e Kanye West ci spiegano come mettersi al servizio del proprio Ego

Un’analisi dei punti di contatto di due grandi artisti vissuti in periodi storici lontani e molto differenti. Un’analisi di due figure eclettiche, ma intransigenti, entrambe con la tendenza morbosa alla mitomania e al limite dell’antipatia. 

(Gabriele d’Annunzio, il Vate)

Basta leggere le biografie di questi due personaggi per renderci conto di quanto essi, in realtà, si somiglino. La loro irriverenza ha dato largo spazio a scandali e pettegolezzi, ma nonostante ciò sono rimaste due personalità in grado di influenzare le rispettive società del tempo. Secondo la mia opinione ciò che più lega indissolubilmente il poeta italiano  al rapper americano è la comune idea maturata rispetto il personal branding. Entrambi, nella loro vita, hanno voluto imporre il proprio brand al mondo ed alla società mediante la costruzione (quasi artificiosa) dell’Ego. Per fare in modo che questo accadesse sono dovuti passare necessariamente attraverso le medesime porte: arte, musica, cinema, politica e moda.

(Kanye West con una maschera di diamanti durante lo Yeezus Tour)

La bellezza del vivere e dello scrivere

Quando si pensa alla vita di Gabriele D’Annunzio sovviene alla mente un vivere fatto di piaceri, sensazioni effimere e arte. Questo perché egli si è reso protagonista di una vita inimitabile che ha voluto toccare con mano le sfaccettature più varie dell’esistenza umana. Una personalità sicuramente eclettica e camaleontica che è riuscita ad adattarsi alle numerose stagioni politiche del nostro Paese risultando, in qualsiasi caso, un trascinatore di masse. Nei suoi testi il poeta e scrittore italiano delinea, per i suoi protagonisti, un carattere eroico, superomistico ed edonista. Il suo scopo non è quello di presentare dei normali personaggi slegati dalla realtà che vive l’autore, bensì degli alter-ego che possano dare voce alle sue peculiarità ed alle sue sensazioni più recondite. Egli reputa eletta la sua natura tanto da ricercare, nei testi come nella vita, la piena realizzazione di quella classe privilegiata di “patrizi e poeti“, così come espresso nel famoso romanzo “Le vergini delle rocce“. I suoi scritti, soprattutto quelli in prosa, sono intrisi di citazioni (classiche e non) e caratterizzati dalla tecnica (musicale) del leitmotiv, il motivo dominante che torna e ritorna a distanza mediante il processo del ritorno dell’identico. Questo amore per le citazioni si ritrova in motti lapidari finalizzati a spronare all’agire gli svariati protagonisti: ricordiamo il “Sii quale devi essere” dell’antenato Alessandro Cantelmo riferito al pronipote Claudio oppure pensiamo al “Bisogna fare la propria vita, come si fa un’opera d’arte” espresso nei confronti di Andrea Sperelli dalla voce del padre.

Accanto a questa figura quasi leggendaria vi è quella del rapper americano originario di Atlanta, ma cresciuto nell’Illinois a Chicago: Kanye West. Il marito di Kim Kardashian negli Stati Uniti prima, e al mondo poi,  si è presentato più volte come una figura controversa in grado di dare vita, mediante la musica, ai numerosi sogni tinti di sensazioni uniche ed idilliache. Il suo amore per il citazionismo più sfrenato ha permesso da una parte di ritrovare nelle sue produzioni musicali svariati campioni provenienti da diversi generi musicali (predilige il jazz, ma non disdegna né il rock né la musica elettronica né il soul) manifestando una vastissima conoscenza della storia della musica e dall’altra parte ha permesso la nascita di numerose pagine sui social network che riproducono fedelmente le sue frasi più note ed acclamate (accumulando followers e likes).

La moda: nuovo linguaggio comunicativo

Il culto della bellezza non è sicuramente una novità nel vivere dannunziano, ma è incredibile immaginare un D’Annunzio che, poco più che ventenne, intraprende la carriera giornalistica nell’ambito della moda e degli eventi mondani. Questo perché egli aveva visto nella moda uno dei linguaggi più innovativi e diretti per andare a smuovere l’animo della nobiltà romana. Decide di scrivere per riviste come”La Tribuna” andando a contemplare argomenti come i riti, i costumi, il gusto e il lusso della vita mondana. Nei vari estratti giornalistici possiamo notare come il suo scopo fosse quello di analizzare i vari abbigliamenti delle nobildonne romane dimostrando una spiccata preferenza per gli abiti neri tanto da affermare “vestiteci una donna di nero, è l’ameremo ardentissimamente“. La sua sfrenata passione per la moda non si fermava a questo: si può benissimo considerare un precursore del fashion styling,andando a scegliere personalmente le vesti magiche delle sue donne così come per le modelle durante le sfilate oppure per i personaggi noti. Altrettanto conosciute sono le collaborazioni di Kanye West con colossi dell’abbigliamento come Nike e Adidas: con quest’ultimo brand internazionale il rapper americano ha reso celeberrime le Adidas Yeezy, spesso presente nelle passerelle di moda di tutto il mondo. La loro esclusività e particolarità le distingue da tutte le altre sneakers facendo lievitare il costo di un solo paio di scarpe a centinaia e centinaia di dollari. La linea Yeezy non conta solo scarpe e stivali, bensì anche su giacche e felpe, caratterizzate da volumi over-size e tonalità tenui in tinta unita.

I rapporti con la politica

Nel 1897 Gabriele D’Annunzio entra come deputato nel Parlamento italiano, tra i conservatori. Poco tempo dopo passerà nelle file della Sinistra come segno di protesta alle limitazioni introdotte rispetto la libertà di stampa. Si candiderà tra i socialisti nel 1900 senza, però, essere rieletto. Dal palco degli MTV Music Awards, nel 2015, Kanye West annuncia al mondo intero di volersi candidare alle presidenziali del 2020, un’occasione che sfumerà successivamente, ma che viene ribadita durante un evento a New York rispetto le presidenziali del 2024. Al di là di questi avvenimenti isolati e che riguardano un breve capitolo della vita dei due artisti ciò che più avvicina le visioni politiche dei due riguarda i rapporti intessuti con il potere. Il superomismo dannunziano ha trovato la sua diretta applicazione nelle gesta e nelle imprese di Benito Mussolini, ben più rozzo del Vate, ma estremamente intelligente e furbo in grado di sconvolgere gli equilibri politici dei primi anni del Novecento e di dare vita ad una dittatura durata vent’anni. D’Annunzio è firmatario del “Manifesto degli intellettuali fascisti“, accetta di ospitare una “spia” all’interno della sua villa privata situata a Gardone (pagata in larga parte dallo stesso regime fascista), ma tuttavia – nonostante lo scambio di ossequi con il Duce – non si venderà mai al fascismo riuscendo a rimanerne estraneo (anche per volontà del dittatore italiano, ovviamente) alle vicende politiche a lui scomode. Allo stesso modo Kanye West intrattiene strettissimi rapporti, da parecchi anni ormai, con l’attuale presidente americano Donald Trump. Un’amicizia che sfocia in stima reciproca tanto che la sua influenza sul magnate americano ha permesso, con una sola chiamata, la liberazione del rapper newyorkese A$AP Rocky dalla sua incarcerazione in Svezia a seguito da una rissa.

(Kanye West con il presidente americano Donald Trump)

Questo articolo non vuole mostrare quanto le esperienze di vita (e la vita stessa) dei due artisti siano uguali, dato che ci è stato possibile enumerare sia dei punti di contatto che delle divergenze sostanziali (a partire dal rapporto con le donne: D’Annunzio ha avuto al suo fianco numerose e diverse amanti, mentre Kanye, al di là dei testi al confine con la misoginia, è rimasto fedele alla moglie Kim). L’intento è quello di dimostrare come, nonostante le epoche e le condizioni sociali differenti, due semplici esseri umani – basando la loro intera vita sulla propria arte, sul proprio ego e, più in generale, sulla bellezza dell’essere – siano riuscite a risultare influenti e determinanti in campi totalmente estranei al loro punto di partenza.

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