#romanempire: ecco 3 motivi per cui non riusciamo proprio a smettere di pensare all’Impero Romano

“Quante volte al giorno pensi all’Impero Romano?” il nuovo trend che ha sbarcato su TikTok ha già conquistato tutti (anche Alberto Angela). Ecco tre motivi per cui non smettiamo mai di pensarci.

Nelle ultime due settimane si è assistito al lancio di un nuovo trend di Tiktok in cui si deve rispondere alla domanda “quante volte al giorno pensi all’Impero Romano?”. I presupposti non hanno nulla a che vedere con ideologie politiche devianti, si tratta di un approccio ironico per sottolineare come l’uomo spesso ha fissazioni che non hanno nulla a che vedere con la realtà; argomenti ricorrenti a cui pensano ripetutamente durante l’arco della giornata.

Eppure, prima ancora che sbarcasse sui social questo nuovo trend dall’hashtag #romanempire a tutti è capitato di pensare almeno una volta al giorno al famigerato e imponente Impero Romano.

Vediamo insieme alcuni dei motivi per cui non riusciamo a smettere di pensare all’Impero Romano.

1. Film e Serie tv a tema

Ammettiamolo quando alla tv trasmettono il film del Gladiatore, è obbligo rimanere a casa per vederlo con tutta la famiglia anche se l’abbiamo visto un numero così spropositato di volte che, oramai, sappiamo a memoria tutte le battute.

Non solo, Netflix  pullula di serie tv a tema: dall’Impero Romano a Barbari, ma anche la HBO ha prodotto series che hanno un rimando verso la nostra patria romana, come Games of Thrones.

I vestiti della nostra Khaleesi, ma anche l’impero su cui deve regnare, ricorda esplicitamente il grande impero per eccellenza (se non ci credi leggi qui: https://tg24.sky.it/spettacolo/serie-tv/2018/11/23/il-trono-di-spade-targaryen-romani-egiziani-normanni).

2. LO STUDIO DEI CLASSICI IN ITALIA E IN AMERICA

Un paio di anni fa l’Howard University di Washington (università che ha formato la vice presidente degli Stati Uniti Kamala Harris) ha deciso di eliminare il corso di studi classici di letteratura e filosofia, perché ritenuto poco politically correct nei confronti degli americani, patria eterogenea.

Questa decisione non è stata altrettanto accolta nei Paesi Europei, culla indiscussa della formazione dei classici.

La cultura italiana si basa sugli studi classici, senza questi l’Italia non sarebbe la stessa.

Canto le armi e l’eroe, il quale per primo dalle coste di Troia
giunse in Italia, profugo per volere del fato, e alle spiagge
di Lavinio, egli che fu sballottato ampiamente per terra e per mare
dalla potenza degli dei a causa dell’ira memore della crudele Giunone;
e sopportò molto anche in guerra, pur di fondare la città,
e portare  gli dei nel Lazio, da cui la stirpe latina,
e i padri albani, e le mura dell’alta Roma.
Musa, ricordami le cause, per quale volontà divina offesa,
o perché addolorata, la regina degli dei costrinse un eroe
illustre per devozione ad affrontare tante vicende e
a subire tante fatiche. Così profonda l’ira nell’animo dei celesti?
Quante volte a scuola ci hanno chiesto di leggere ad alta voce questi celeberrimi versi del Proemio dell’Eneide? Alzi la mano chi ancora oggi li conosce a memoria. Ma non solo, tutta la letteratura italiana è costellata di rimembranze classiche: Dante ha scritto un compendio linguistico che si rifà alle regole del latino medievale e, durante il viaggio compiuto nella Divina Commedia, il noto autore insieme alla sua guida classica incontra nel suo cammino diversi personaggi e miti importati della tradizione romana.

3. LINGUISTICA, CITAZIONI E TRADIZIONI

homo hominis lupus”, “inter nos“, “verba volant, scripta manent“, “degustibus no disputandum est“: sono alcune delle tante citazioni romane che usiamo nel nostro parlato quotidiano.

Di frequente gli italiani usano espressioni latine senza sapere di utilizzarle; altri ancora utilizzano questi detti dell’epoca imperiale per apparire più intelligente o più mondano (chi non ha mai usato la citazione “in vino veritas” sotto un post di Instagram?).

Ancora oggi, specialmente in ambito giuridico, vengono utilizzati detti latini per precisare una legge o una funzione giuridica, questo non è un caso però, perché la costituzione italiana si rifà ad alcune delle leggi romane.

“Cosa hai fatto a ferragosto?”

Lo sapevi che la parola Ferragosto è composta da Feriae e Augusti, questo perché fu proprio l’imperatore Augusto nel 18 a.C. a istituire che il 1 agosto doveva essere un giorno di festa, ma questo si sommava ad altri giorni di festività che vedevano partecipe tutto il mese di Agosto; cosí con l’idea di auto celebrarsi, Augusto indisse un periodo di riposo dalle diverse fatiche delle settimane precedenti.

Solamente secoli dopo la Chiesa Cattolica indisse che la festività dell’Assunzione della Beata Vergine Maria fosse non più il 1 agosto, bensì il 15 dello stesso mese, mantenendo però la parola latina.

 

E tu quante volte al giorno pensi all’Impero Romano? Di certo più di quanto penseresti.

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