Ritorno all’età dell’oro: i Ludi Saturnali ci mostrano come restaurare l’eden pagano

In occasione dell’anniversario della prima celebrazione dei Ludi Saturnali, scopriamo insieme l’origine e l’evoluzione di questa tradizione.

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Il 17 dicembre del 497 a.C. si svolsero a Roma i primi Saturnali e venne consacrato il tempio di Saturno. Ogni anno, tali Ludi venivano celebrati dal 17 al 23 dicembre, in concomitanza del solstizio d’inverno, e la statua di Saturno -conservata nel tempio situato nel Foro e dedicato all’omonimo dio- veniva adorata e spogliata delle sue bende di lana.

Origine dei Saturnali

M. Minucio  et A. Sempronio consulibus (= sotto il consolato di Aulo Sempronio Atratino e Marco Minucio Augurino), quindi nell’anno 497 a.C., vennero istituiti i Saturnali.

Aulo Sempronio e Marco Minucio, appartenenti rispettivamente alla gens Sempronia e alla gens Minucia, furono nominati consoli per la prima volta nel 497 a.C. e vennero rieletti entrambi nel 491 a.C..  Durante il loro primo mandato, decisero di istituire dei Ludi, i Ludi Saturnali, dedicati a Saturno e, molto probabilmente, in quella stessa occasione venne costruito un tempio in onore del dio.

His consulibus aedis Saturno dedicata, Saturnalia institutus festus dies.

Titus Livius, Ab Urbe Condita II, 21,

= Durante questo consolato  venne consacrato il tempio di Saturno, istituita la festività dei Saturnali.

Fin dai primi anni della Repubblica, quindi, vennero celebrati i Saturnali e tale tradizione subì non poche modifiche nel corso dei secoli. In origine, infatti, i Ludi duravano un solo giorno e Svetonio testimonia che fu l’imperatore Caligola ad aggiungere un altro giorno alla festività e a definirlo “Iuvenalem” (= relativo alla gioventù).

[Caligula] adiecit diem Saturnalibus appellauitque Iuuenalem.

Gaius Suetonius Tranquillus, De Vita Caesarum, Cal 17.

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Etimologia dei Ludi Saturnali

Il termine ludus fa riferimento ai giochi pubblici, organizzati in particolari periodi dell’anno, che comprendevano sacrifici, spettacoli teatrali, parate, combattimenti di gladiatori, corse con i carri, gare di caccia… Si trattava di manifestazioni variegate dedicate alla celebrazione di un trionfo, di una ricorrenza o, ancora, tenute in onore di un imperatore o di una divinità.

L’aggettivo saturnalis rimanda al dio Saturno, antica divinità italica, assimilata in seguito con il Crono greco, padre di Zeus/ Giove. Saturno è il dio dell’agricoltura e della civiltà, protegge i campi e le sementi, è considerato garante di pace e giustizia ed è uno dei principali dei del pantheon romano.

Quindi, saturnalis deriverebbe direttamente dal nome del dio, il quale termine a sua volta proviene da satus (ossia “semina” o metaforicamente “nascita”) che rimanda alle qualità di Saturno, fondatore dell’agricoltura e padre di Giove. Ancora, Saturno potrebbe derivare dalla radice indoeuropea sat= ciò che produce, che origina, che dà vita.

Da “Saturno” deriva anche saturnia, lemma che indica sia l’epiteto di Giunone, dea figlia di Saturno e una delle divinità romane più importanti (forma, infatti, con Minerva e Giove la Triade Capitolina), sia l’omonima città etrusca.

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Il regno di Saturno come età aurea

Saturno era, come abbiamo visto, un’antica divinità, dio delle mansioni agricole e della giustizia e padre di Giove. Secondo una versione del mito, quando Giove si ribellò al padre, spodestandolo e diventando capo degli dei, Saturno si rifugiò nel Lazio, nel luogo ove poi venne eretto il tempio in suo onore. L’arrivo di Saturno diede inizio a un’età dell’oro, in cui dominavano pace e prosperità, un’era priva di ogni sofferenza, odio, guerra, carestia, malattia o fatica, un eden pagano destinato, però, a finire, a essere sopraffatto dalla belli rabies e dall’amor habendi (“fino a quando succedette poco a poco una età deteriore/ ed offuscata e la rabbia della guerra e l´amor di possedere”, Virgilio, Eneide, VIII).

I ludi Saturnali rimandano a questa lontana e mitica età dell’oro (aurea aetas), rievocando per un’intera settimana il regno felice di Saturno.

Durante questa festa, i Romani facevano sacrifici e offerte a Saturno, adorando la statua conservata nel tempio a lui dedicato; organizzavano banchetti, danze e feste in maschera, sovvertivano l’ordine sociale e si scambiavano doni.

Tale festività fu celebrata per centinaia di anni, e in molti credono, non a torto, che anche il Natale cristiano sia da ricondurre almeno in parte alla festività pagana dei Saturnali.

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