“Fuga dal Natale” è un libro, da cui poi è stata tratta una pellicola, che più di altre mostra un altro aspetto di questa festa: gli “obblighi” familiari e il consumismo.

Forse, in questi tempi, tra crisi e routine abbiamo dimenticato il vero spirito di questa importante festa.
Il libro “Fuga dal Natale”
“Fuga dal Natale” (“Skipping Christmas” è il titolo originale) è un romanzo di John Grisham uscito nel 2001.
Si avvicinano le feste e con queste tutto ciò che ne consegue: una bella festa, ovviamente, probabilmente la più bella di tutto l’anno, ma in questo mondo consumista è anche sinonimo di spese pazze per acquistare regali per amici e parenti, per gli addobbi, e per la beneficenza.
Per questo motivo la famiglia Krank, l’anno precedente, sborsato 6100 dollari.
Quest’anno, poi, la figlia Blair, appena laureata, parte per una missione umanitaria in Perù e festeggiare il Natale senza di lei non ha più senso per i genitori.
Il signor Luther Krank, quindi, decide di investire più o meno la stessa somma spesa l’anno precedente per una crociera ai Caraibi insieme alla moglie Nora.
Ma questo significa niente addobbi, niente festeggiamenti con i vicini, niente beneficenza, niente tacchino, niente regali e niente pupazzo Frosty (re di tutti gli addobbi natalizi) sul tetto.
Inutile dire che, ovviamente, nulla andrà secondo i piani: il Natale, infatti, è una festa troppo invadente e spinta soprattutto dal consumismo e dall’ipocrisia della gente che con i suoi falsi moralismi quasi si trasforma solo in previsione delle feste.

Il film “Fuga dal Natale”
Al best seller è seguito un film del 2004 interpretato da Tim Allen e Jamie Lee Curtis.
In previsione delle feste il signor e la signora Krank cercano di “fuggire dal Natale” andando in crociera, ma una telefonata inaspettata della figlia manderà in fumo i loro piani.
Allora tutto diventerà una corsa contro il tempo per addobbare la casa e fare i regali prima che la figlia Blair e il suo fidanzato Enrique arrivino per la vigilia di Natale.
Dopo diverse vicessitudini spassose, il significato del Natale tornerà a farsi sentire.
La vicina, infatti, è molto malata e suo marito confessa che teme che questo possa essere l’ultimo Natale insieme lei.
Allora i coniugi Krank si riveleranno degli amici generosi regalando i biglietti della loro crociera, ormai sfumata, ai loro vicini e ricordando il senso di questa festa a volte troppo consumistica: la bellezza di donare felicità al prossimo.
Il vero significato delle feste
Il libro e il film sono un famosissimo esempio di commedia natalizia.
La critica, infatti, viene fatta al consumismo e alla sensazione di sentirsi “stretti”, obbligati da un proforma a seguire determinate e precise tradizioni.
Il famoso “spirito del Natale” invece deve ricordarci che la vera soddisfazione sta nella spontaneità, nel desiderio di regalare un sorriso e non solo un oggetto più o meno costoso.
Spesso, i giorni prima del Natale sono quelli più ricchi di impegni e più stressanti, quando invece si dovrebbero vivere con allegria e spensieratezza per uno dei periodi più belli e importanti della nostra cultura.
Invece, proprio a causa di queste “tradizioni” (a volte un po’ ingombranti) si rischia di cadere nell’ipocrisia dettata dal Natale.
Nonostante i famosi “buoni propositi”, quindi, sarebbe necessario riscoprire il vero significato di questa festa. Questo, ovviamente, non significa niente addobbi e nessun regalo, ma è sicuramente necessario riscoprire, in questo mondo che gira vorticosamente, il significato originale e sincero del Natale.