Ripercorriamo il cammino pedagogico di Giacomo Leopardi a 185 anni dalla sua morte

Giacomo Leopardi, il poeta-filosofo che descrisse l’infinito, ha messo le radici ad alcuni dei più importanti concetti pedagogici.

Il giovane favoloso», un approccio alla personalità di Leopardi | Pagina Tre

 

Pilastro della letteratura italiana e mondiale, Giacomo Leopardi ha composto liriche intrise di passione, vita e libertà.

Incompreso e limitato al “pessimismo” appare sotto la superficie il suo disperato bisogno d’amore e contatto con la realtà del mondo, talvolta rappresentata dalla natura.

Analizziamo alcuni tasselli importanti nella sua rivoluzione pedagogica.

 

Leopardi, Rousseau e la loro visione di natura

La pedagogia è stata rivoluzionata dalla presenza della natura.
Leopardi e Rousseau hanno rivestito un ruolo fondamentale con la loro filosofia, nel dare un volto a quest’ultima.
Alla base della concezione pedagogica di Rousseau si ritrova la forte opposizione tra natura e cultura.
Allo stato di natura l’uomo vive in una condizione di uguaglianza e libertà, nella società e con la cultura si trova costretto tra imposizioni e disuguaglianza.
L’educazione deve quindi porsi per egli, in maniera naturale.
Alla base della concezione pedagogica di Leopardi, in antitesi, vi si trova una natura corrotta e maligna, base di tutte le illusioni.
L’intento filosofico del poeta è però diverso da ciò che pare esprimere con i suoi macro periodi di Pessimismo Storico e Pessimismo Cosmico.
Nel pessimismo storico Leopardi ha una visione finalistica della natura: la natura benigna opera al fine di garantire il bene delle sue creature. Nel pessimismo cosmico, invece, la visione diventa meccanicistica e materialistica, costringendo l’uomo all’interno di un meccanismo incapace di felicità.
La ricerca si espande però molto al di lá di ciò, la ricerca di un “vero autentico”.
Il “vero filosofico”, inteso come consapevolezza umana della realtà, sottolinea l’unico ruolo dell’uomo sulla terra: vivere con consapevolezza la propria dimensione.
Nasce da questo concetto l’infelicità dell’uomo, figlia dell’impossibilità di raggiungere la piena felicità, seguendo una concezione estetica di piacere ben precisa e duratura.
Per Leopardi l’uomo non può sfuggire alla sua stessa finitezza, alla vacuità e fatalità della vita.
in “Dialogo della natura e di un islandese” Leopardi matura l’idea che sia impossibile controllare la natura, in quanto incapace di metterla al proprio servizio, portando all’infelicità umana.
Riprendendo la teoria Rousseauiana, invece, la natura può e deve contribuire alla felicità dell’uomo, non erigendosi dinanzi, ma insegnando la bellezza e la purezza della vita stessa.

Leopardi: riassunto sulla vita, le opere, la poetica ed il pensiero

 

L’ottica del fanciullo contenuta nello Zibaldone

Il fanciullo è un elemento di natura. Ed è anche una delle poche testimonianze possibili nell’età moderna di cosa voglia dire essere vicini allo stato di natura.
Il fanciullo è quasi l’unico soggetto dove si possano esplorare, notare, le qualità, le inclinazioni, gli affetti veramente naturali.
Il difetto di attenzione tipico dell’infanzia è la diretta conseguenza soprattutto della moltitudine e forza delle impressioni che in questa età affollano la mente del bambino, e quindi dell’ampiezza della sua facoltà immaginativa e della potenza che ciascuna di queste suggestioni implica.

Oltre a ciò, Leopardi attribuisce la scarsa capacità di attenzione dei fanciulli anche a un’ovvia mancanza di allenamento e, aspetto di maggior interesse, a una sorta di formula di salvaguardia con la quale la Natura cerca di preservare, almeno per il tempo prescritto, l’infanzia.

Se l’attenzione è propedeutica alla concentrazione su un qualsiasi elemento e quindi al ragionarvi sopra, allora essa deve rimanere preclusa alla dimensione infantile.

La testimonianza raccolta dal poeta nel suo famosissimo Zibaldone, ovvero la sua più famosa opera-mondo, nonché diario personale di Leopardi.

La realtà passata, presente e, in alcuni casi, futura dell’uomo e dell’umanità è posta dal Poeta sotto la lente della sua riflessione filosofica.

Il tema della fanciullezza e la figura del fanciullo vengono affrontati prestando attenzione all’educazione dei bambini, alle loro facoltà, ai rapporti con gli adulti, al legame tra la fanciullezza e l’arte, la poesia, il bello e l’immaginazione.

Dono incalcolabile per la pedagogia contemporanea, entro la quale si può notare un’analisi accurata del fanciullo.

I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto" di Giacomo Leopardi

 

Scuole all’aperto nell’età contemporanea

La nascita delle scuole all’aperto ha posto le basi nella pedagogia contemporanea individuando la natura come attore sociale del miglioramento nello sviluppo dei bambini e della loro salute psico-fisica.
Le scuole all’aperto inizialmente dovevano contrastare l’insorgere dei bambini affetti in età pediatrica da tubercolosi, tisi e altre malattie respiratorie (quelle dalle quali era affetto Leopardi e la sua amata Silvia, portandoli alla successiva morte).
Queste scuole “speciali” Sono nate inizialmente in Germania, a Charottenburg, nel 1904, per poi espandersi in tutto il mondo.
Si caratterizzano per avere alla base un’educazione della natura, opposta alla visione statica e unilaterale della scuola tradizionale.

Le peculiarità di queste scuole sono:

  • Scelta del luogo immerso nella natura, lontano dalla città.
  • Coeducazione dei sessi.
  • Metodi didattici rivolti all’esperienza diretta e alla centralità dell’osservazione.
  • Educazione fisica.
  • Elioterapia.
  • Mutuo insegnamento in una libera collaborazione tra docenti e ragazzi.
  • Classi mobili che trovavano ogni giorno, anche grazie all’introduzione del banco portatile, ogni giorno un luogo diverso.

Leopardi, ora mi rivolgo a te, se posso permettermi.

La natura è sicuramente un luogo d’illusoria perfezione che schiaccia l’uomo all’interno di barriere corrotte e lontane dalla felicità autentica, ma credimi se ti dico che la bellezza non sempre è un mondo tradito. Talvolta, nei luoghi in cui non la si cerca mai, perchè la si può dare già per scontata, la si trova, lì, ad attenderci.

Scuola all'aperto

 

 

 

 

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