A 102 anni dalla morte di Max Weber, ricordiamone il pensiero politico

Il 14 giugno del 1902 moriva Max Weber, uno dei maggiori pensatori europei del secolo scorso, padre della moderna sociologia e del pensiero politico contemporaneo.Ben 102 anni fa ci lasciava una delle menti più brillanti di sempre, il pensatore tedesco Max Weber. Personalità ricca e affascinante, Weber ha influenzato tantissime branche della conoscenza del secolo scorso, con risultati che vediamo ancora oggi. Come non pensare alla moderna sociologia? O anche alla teoria della scienza politica e del pensiero politico contemporanei? L’accademico in questione ha dato un contributo determinante in tutte le discipline elencate e anche di più.

Il contesto storico

Dalla seconda metà dell’800, c’è una crisi delle coscienze europee, a detta di numerosi autori. Ciò accade per diverse ragioni, come l’avanzata a livello sociale e politico delle masse del proletariato, che vanno a togliere l’omogeneità dello Stato borghese. La borghesia, quindi, è in difficoltà a causa della modificazione dell’assetto sociale e dello sviluppo delle contraddizioni fra classi sociali. Nascono i primi partiti politici di massa, spesso con concezioni collettivistiche socialiste, democratiche-cattoliche e nazionaliste. E’ l’età delle ideologie, dove queste ultime diventano strumenti di azioni e di lotta politica, in grado di mobilitare e governare le masse, nuove protagoniste. Non a caso, questa tendenza sfocia, in molti casi, nei totalitarismi del ‘900.

L’approccio weberiano

Weber, nato nel 1864, vive a pieno questa età di cambiamenti epocali e lì instilla il suo pensiero, classico e complesso allo stesso tempo, formulando importanti definizioni della politica contemporanea. Il suo approccio è condizionato dal coinvolgimento nelle faccende politiche della Germania (che vive e di cui vorrebbe far parte) e dalla sua azione in diversi ambiti disciplinari, come economia, sociologia e scienza politica. Pone al centro della sua riflessione il razionalismo occidentale, attraverso scritti occasionali. E’ uno dei primi pensatori ad affrontare lo studio della politica con un metodo d’analisi storico e sociologico, dando forma a quella che oggi si chiama sociologia della politica.

Le teorie più influenti

Max Weber, nella sua vita, ha indagato un enorme numero di branche della conoscenza, cercando sempre di dare il proprio punto di vista sociologico-razionale. Le sue teorie più famose appartengono a molteplici ambiti, ma tutt’ora ne conosciamo tutti almeno una. Per esempio, è sua l’idea della differenza fra potere e potenza, così come è sua la distinzione fra i tre tipi di potere (tradizionale, razionale, carismatico). Sempre targata Weber è la concezione della Weltmachtpolitik, tanto cara a chiunque abbia studiato storia contemporanea. Pensandoci bene, il pensatore tedesco è anche uno dei primi detrattori del super-potere della burocrazia, contro cui si scaglia fin dai primi anni del ‘900. Ci aveva visto lungo, eh? Sempre rimanendo nell’ombra della scienza politica, è sua la moderna definizione da manuale di Stato, così come rimane sua la distinzione fra partiti di notabilato e di massa. Insomma, Max Weber è stato veramente un accademico senza rivali, ancora insegnato in moltissime discipline e ampiamente ammirato, nonostante la sua morte si possa retrodatare a 102 anni fa.

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