Il Superuovo

Rinascere a Pasqua con la musica? Andrea Bocelli canta per noi e Ludwig Wittgenstein approverebbe

Rinascere a Pasqua con la musica? Andrea Bocelli canta per noi e Ludwig Wittgenstein approverebbe

Per la festività della rinascita, Bocelli ha confermato l’invito di cantare in piazza Duomo per l’Italia: la musica ci può salvare e… Wittgenstein? Può dirci qualcosa a riguardo!

Ludwig Wittgenstein, 1889-1951, fonte Bibliofilosofiamilano.

Sebbene né Andrea BocelliLudwig Wittgenstein abbiano bisogno di presentazioni, è forse convenevole un rapido excursus sugli autori al fine di cogliere al meglio come la musica possa ricoprire quel ruolo salvifico che tanto necessitiamo in questa chiusura, letterale e metaforica, che ci sta imponendo il nemico dell’anno: Il “Covid19“. Da una parte uno dei più grandi tenori di sempre il quale, malgrado quel famoso glaucoma congenito che lo rese ipovedente sin dalla nascita, ci comunica la forza del linguaggio musicale in forma lirica. Dall’altra parte, una delle più grandi personalità filosofiche del secolo scorso che, e attraverso il Tractatus logico-philosophicus e attraverso le Ricerche Filosofiche, ci  permette di far emergere l’Assoluto dal linguaggio stesso. La musica, intesa come linguaggio, può essere l’assolutamente imprescindibile necessario all’uomo per vivere durante questo indeterminato periodo di quarantena?

Immagine tratta da “E tu che musica parli?”, a cura di Lapo Attardo, 09/01/2017.

La musica che unisce

Andrea Bocelli sarà il personaggio simbolo che, attraverso la sua maestosità lirica, cullerà e avvilupperà un’Italia in ginocchio economicamente, socialmente, politicamente e religiosamente. Dalla piazza del Duomo di Milano raggiungerà le case degli italiani attraverso una diretta streaming che accompagnerà con tono speranzoso questo giorno di festa. Ma non è il solo: moltissimi cantanti e cantautori italiani si stanno dilettando attraverso i social network, regalandoci dirette e sostegno morale! Una staffetta di festival e concerti “da camera” da Gianna Nannini a Francesco Renga (per citarne due al volo), arrivando all’immancabile Jovanotti con il suo nuovo “Jova House Party”. La musica, oggi più che mai, sta assumendo ancora più importanza perché allude a un momento di condivisione, di comunione e di spensieratezza. Anche in casa Wittgenstein la musica veniva molto apprezzata, come per esempio dimostra la dedizione del fratello Paul al pianoforte e la passione per il compositore Josef Labor. Non è un caso che il filosofo viennese abbia comunicato all’amico Maurice O’Connor Drury la sua devozione alla musica utilizzando proprio queste parole:” È impossibile per me dire nel mio libro una parola su tutto ciò che la musica ha significato nella mia vita. Come posso sperare allora di essere compreso?“. Ovviamente sarebbe un azzardo voler cercare un parallelismo netto tra l’ambito musicale e quello filosofico: il lato conservatore della musica classica ottocentesca è difficile da coniugare alla rivoluzione analitica novecentesca apportata  negli scritti wittgensteiniani. Tuttavia, nulla toglie al fatto che il valore musicale possa essere stato fondamentale nella formazione del suo corpus scritto, dal Tractatus logico-philosophicus  alle Ricerche Filosofiche, opera pubblicata dopo la sua morte.

La musica come forza del pensiero

La musica è il linguaggio che cristallizza il tempo in un assoluto presente michelstaedteriano che non lascia spazio a presagi di futuro o ricordi del passato; è quel momento di astrazione che ci porta in mondi e luoghi lontani. F. Battiato riesce benissimo in questo: grazie a “centro di gravità permanente“, ci porta dalla Francia del nord alla Macedonia, per dirne una. A mio avviso, ci riesce alla grande anche il grande tenore Andrea Bocelli. Nella canzone “Con te partirò”, per citare un esempio, si riscoprono i luoghi attraverso la luce dell’amore. Dunque la musica ci accompagna sempre, o quasi, in viaggi o avventure. H. G. Gadamer probabilmente si domanderebbe:” È possibile ascoltare senza essere premordialmente guidati?” Wittgenstein risponderebbe negativamente. La musica compone la struttura del pensiero, così come il linguaggio. Ma ciò che spicca nelle Ricerche Filosofiche è l’uso delle parole che diventa condizione di senso e significato. Il linguaggio è il modo in cui è organizzata la Lebensform (forma di vita). E il linguaggio musicale? Può essere indicato come una delle più importanti forme di vita. Inoltre,  ciò che permette nella musica di esprimere un pensiero sono le relazioni che si istituiscono tra i suoni e così accade nel linguaggio: il filosofo austriaco parla di un rapporto di parentela, di somiglianza e di famiglia basato sull’utilizzo di regole. Se volessimo intrecciare la musica e il linguaggio si potrebbe affermare che, come senza condivisione sociale non avrebbe senso parlare di regole linguistiche, allo stesso modo non si potrebbe parlare di regole musicali. La chiave della musica e del linguaggio è l‘intersoggettività. Rispondendo a Gadamer diremmo che quest’ultima è imprescindibile.  Certo, filosoficamente parlando, nasce il problema degli asserti di verità (quando la regola è giusta o sbagliata), ma non è questo il luogo di discussione di questa specifica aporia. Tuttavia, è forse la musica quella chiave che può farci accedere alla casa dell’Assoluto (virtuale o al massimo mantenendo le distanze di sicurezza) e che può, in un periodo cupo e incerto come questo, farci riscoprire la parola “solidarietà“.

Andrea Bocelli: trasmettici la forza

Molto probabilmente Andrea Bocelli seguirà un elenco di canzoni religiose, sacre. Ciò allontanerà in parte il pubblico, soprattutto giovanile, dal televisore. Senza entrare nel merito, negli ultimi 30 anni la soglia di credenti/praticanti si è abbassata notevolmente e le cause sono svariate. Tuttavia, bisognerebbe prendersi un po’ di tempo e porre l’orecchio all’ascolto. A prescindere dal credo, dalle divergenze e da qualsiasi altro fattore che sia in contrasto con la Cristianità, sarebbe opportuno riconoscerla come parte integrante della nostra identità. Non c’è solo Dio in questa festività, trascorsa per la prima volta con la cerchia familiare più ristretta (e in molti casi da soli). Non c’è solo la fede nella Resurrezione di Gesù Cristo. C’è l’italianità nella sua forma più genuina e vera: l’arte della musica lirica! C’è tutto ciò che può essere ricondotto ai valori della nostra amata Italia nella Pasqua che ci stiamo apprestando a vivere e, visto che abbiamo bisogno di coesione nazionale (e non solo), colleghiamoci a questa diretta e facciamo risuonare la potenza della voce di Andrea Bocelli: che sentano oltreoceano la bellezza di essere latini e italiani! In conclusione, per dirla con Wittgenstein, è  vero: la musica non è un linguaggio universale, ma si inserisce all’interno di una forma di vita, anzi, è vita. E ora più che mai, abbiamo bisogno di vivere!

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