Gianfranco Folena vs Ferdinand de Saussure segno linguistico contro segno pubblicitario

Volgarizzare e tradurre. Il linguaggio del caos. L’italiano in Europa. Questi sono tutti titoli di libri scritti da Gianfranco Folena, che questo 9 aprile avrebbe compiuto cent’anni. Come lui stesso affermava ogni testo è un tessuto di storie, infatti in tutti suoi libri possiamo vedere la ricostruzione della storia del linguaggio, dalla modernità del medioevo, alla crisi plurilinguistica del rinascimento.

 

 

Libri antichi

Nei secoli la lingua è sempre stata un punto di riferimento per gli uomini, un modo per capirsi, scambiare pensieri, idee opinioni, i grandi scienziati, filosofi, matematici, la usavano e la usano per scrivere le proprie idee o scoperte.

 

Langue e parole, linguistica sincronica e linguistica diacronica

Ferdinand de Saussure introduce alcune definizioni e opposizioni fondamentali per la linguistica e la semiotica contemporanea. Una definizione fondamentale è quella che vede la differenza tra langue e parole.

La langue rappresenta l’aspetto sociale del linguaggio, il sistema che è comune a tutti, un insieme di significati significanti condivisi, che permettono gli atti di parole – che si sono formati grazie alla continua esposizione agli atti di parole.                                                                                                                                  La parole rappresenta l’aspetto individuale del linguaggio, ciò che fa riferimento alla singola educazione. Quello della parole è quindi il campo delle singole fonazioni – nessuna è mai uguale all’altra – e dei singoli sensi – che allo stesso modo, variano sempre in qualche aspetto, anche se minimo.

Un’altra parte fondamentale da riconoscere quando si parla di linguistica è la differenza tra linguistica sincronica linguistica diacronica. La prima, si  interessa allo stato e alla struttura di una lingua in un determinato momento, possiamo dire che ne studia un’istantanea, la seconda, si interessa, invece, della dimensione storica e studia l’evoluzione di una lingua e delle sue componenti.

Ferdinand de Saussure

Conosciamo meglio Gianfranco Folena

La distinzione del paragrafo precedente è fondamentale per capire lo studio dei filologi e linguisti.

Gianfranco Folena, ricreava i suoi testi a partire da alcune raccolte di saggi, scritti  per lo più per conferenze o lezioni, che a un certo punto trovavano posto, come gli anelli di una catena che diventa sempre più lunga e coesa, in un unico disegno. Riuscendo a creare la mappa di un paesaggio linguistico, secondo un grafico, con alti e bassi, che va dalla storia della singola parola fino ad arrivare a situazioni generali, con una spiccata curiosità per le terre di mezzo, al limite tra mentalità, lingue e culture diverse, l’ibridismo linguistico e stilistico, l’italiano di Mozart e di Voltaire, il teatro di Goldoni in lingua e in dialetto , la retorica del linguaggio pubblicitario, con una certa passione per i momenti visti come crisi linguistica, come il medioevo o la crisi del plurilinguismo rinascimentale.

La sua prima pubblicazione risale al 1941, quando era ancora uno studente, trovando poi negli anni passati un interruzione netta, leggendo il suo libro Filologia e umanità, scopriamo che negli anni della seconda guerra mondiale, fu al fronte e poi come prigioniero in india, lui stesso scrive

Dopo sei anni di lontananza, tornai nel ’46 in una Firenze spettrale ma viva e ritrovai i miei maestri.

Gli stessi maestri che seguirono gli studi di un Folena diciassettenne, alla scuola superiore Normale di Pisa. Dopo dieci anni sarebbe diventato professore dell’Università di Padova di filologia.

Scuola Normale di Pisa. Fondata nel 1810 su decreto Napoleonico.

Il segno linguistico di Saussure trasformato in segno pubblicitario da Folena

Durante la metà degli anni ’60, siamo agli inizi degli studi sulla linguistica pubblicitaria, a questo punto Folena si si propone l’obbiettivo di definire linguisticamente la pubblicità. Tutto questo, non era fatto a caso, perchè proprio in quel periodo c’era infatti qualcosa di nuovo: La Saussure-Renaissance e lo strutturalismo si imponevano con forza.

Prima di arrivare al segno pubblicitario di Folena, farò una breve spiegazione del segno linguistico di cui ci parla Saussure. Il segno per il linguista, è la relazione esistente fra due entità, la prima – quella presente – significa la seconda – quella assente – per esempio, poniamo che il segno nel linguaggio comune indica quello che noi chiamiamo significante: il fumo è un segno che indica la presenza di fuoco; Però se abbiamo seguito la spiegazione precedente riusciamo a capire che, il segno non è il fumo, ma la relazione fra la presenza del fumo e l’idea che ci sia fuoco.

Questa è l’idea di segno dettata da Saussure, mentre Folena sistema questa definizione definendo il segno pubblicitario un associazione tra un’immagine grafico-acustica (il nome del marchio individuale, il nome brevettato, lo slogan ecc.) non con un concetto ma con una “merce” .

Triangolo semiotico

 

 

 

 

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