Ridere senza offendere nessuno? Aldo, Giovanni e Giacomo lo fanno da più di 30 anni

Ridere sembra essere diventato uno dei tanti problemi di oggi. Colpa del politically correct?

Aldo, Giovanni e Giacomo.

“Oggi non si può scherzare su nulla!” dicono in molti quando fanno una battuta e vengono rimproverati per quanto detto. I tempi cambino, ma non quelli comici. A cosa è dovuto questo cambiamento che sembra non esordire ancora a teatro? Il trio comico più famoso che ci sia ha cercato di dare una risposta.

LA VERSIONE DI GIOVANNI STORTI

Le ultime dichiarazioni di Giovanni Storti, membro del trio comico più famoso degli ultimi vent’anni, ha cercato di dare una propria versione circa la terribile crisi che sta affliggendo sempre di più la comicità. Non parliamo di teatri vuoti o mancanza di contenuti, ma del fatto che oggi sembra quasi impossibile fare una battuta senza offendere qualcuno. Gli effetti del politically correct sono stati talmente forti da aver indotto anche le più rinomate serie televisive, come I Simpson, a cambiare il proprio registro. Mentre in molti apprezzano questa scelta, tanti altri preferiscono chiudere il televisore per non assistere al tramonto della comicità. Su questo, Giovanni Storti ha risposto così:

“Noi abbiamo fatto delle cose che forse non si potrebbero più fare: al Circo di Paolo Rossi picchiavo Giacomo che era senza braccia e senza gambe, abbiamo ‘sparato’ agli animali e adesso ti ammazzerebbero, poi con il dottor Alzheimer abbiamo trattato temi spinosi in modo incredibile. Forse noi siamo riusciti, per fortuna o per garbo, a tenere un livello di comicità non così cattiva, pur trattando dei temi in modo cattivo. Però ultimamente non puoi dire niente, è vero”.

Giovanni Storti.

LA PARODIA: IL GIOCO DI IMITARE GLI ALTRI

Il riso una funzone di critica morale e politica che si esprime nella satira, nella caricatura, nella parodia. La parodia è un atto comunicativo verbale o multimodale che produce un’imitazione distorta di aluni tratti o comportamenti di una persona o di un altro atto comunicativo volta ad evidenziarne i difetti fino a suscitare il riso, per questo la parodia può essere usata come atto di discredito. Molti comici, infatti, basano la loro carriera proprio sul gioco dell’imitazione. Quali siano gli scopi e i sovrascopi della parodia non è sempre chiaro: rendere evidente quanto c’è di ridicolo in un comportamento per criticare la persona viene chiamato bullismo; o posso farlo per scopi educativi come quando un’insegnante di lingua straniera ripete, ridicolizzandola, una pronuncia sbagliata. Questa “aggressione moralistica” è anche lo scopo della satira di costume, e delle parodie politiche. Nella parodia, il Parodista P imita una Vittima V riproducendone i tratti e/o i comportamenti, ma in modo distorto, ad esempio esagerato o fuorviante, che ne mette in luce i difetti. Per questo deve individuare gli aspetti caratterizzanti dei tratti fisici o dei comportamenti di V.La chiave di tutto è l’allusione. Alludere significa far capire all’altro che ci riferiamo ad una certa cosa, ma senza nominarla esplicitamente, e che vogliamo che lui capisca a cosa ci riferiamo, basandoci sulle nostre e sue conoscenze condivise. In questo caso si comunica indirettamente. Nell’allusione sia verbale che corpore P non può menzionare il referente in modo chiaro, ma vi può far riferimento lanciando indizi che permetto a D di catturare l’allusione. La parodia dei politici è un atto di discredito tramite ridicolizzazione, in cui possiamo individuare quattro caratteri distintivi:somiglianza con la Vittima; allusione; la distorsione della somiglianza, finalizzata a esagerare gli aspetti ridicoli della Vittima e suscitare il riso; e infine abbiamo le valutazioni negative degli aspetti ridicoli evidenziati. Basti pensare a Crozza. C’è qualcuno, anzi un trio, che ha preferito invece paralizzare non solo la classe politica, ma anche la società, con la stessa semplicità che li ha sempre contraddistinti.

TRE UOMINI E UN PALCOSCENICO: COME IL TRIO NON SAREBBE SOPRAVVISSUTO NELL’ERA DEL POLITICALLY CORRECT

I poliziotti Sugar, Dexter e Tiger, ma anche quel combina guai di Rezzonico, lo stilista Gervasoni e persino una guardia dalla mira infallibile (o quasi) come Hüber. Sono solo alcuni dei personaggi che il trio comico composto da Aldo, Giovanni e Giacomo ha portato in scena in quasi 30 anni di carriera. La loro comicità si è sempre basata sul far salire sul palcoscenico personaggi che potremmo vedere quotidianamente, come il controllore di un pullman. Hanno dominato i palchi dei teatri e della televisione per tutta la fine del nuovo millennio, senza suscitare alcun tipo di critica, ma soltanto tante risate. Oggi, invece, personaggi come quello del Prof. Helmut Alzheimer, il Conte Dracula e persino il povero Hüber sarebbero al centro di un polverone mediatico: il primo, perché offenderebbe chi soffre di Alzheimer, il secondo perché avrebbe l’aria di un molestatore, mentre l’ultimo per aver fatto fuori ogni abitante del Canton Ticino. Per non parlare, poi, dei personaggi in cui si fa riferimento ai loro copri, alla provenienza e persino al sesso di appartenenza, legandoci una buona dose di stereotipi. Sono tutti gli elementi che avrebbero portato il trio ad essere sommerso da una carica di pomodori se solo si fossero esibiti nel 2023. Sarà questo il motivo per cui non li vediamo sul palco da così tanti anni? Una cosa, però, ce l’hanno insegnata, ovvero che si possa paralizzare sul qualcuno utilizzando ingredienti quali la leggerezza, esattamente quello che porta una buona dose di risate all’anima.

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