La preferenza degli amari dolci, così come del prosecco e dello spritz sciropposo, è un effetto della crescente indistinzione dei sessi.

I gusti cambiano
Anche i vecchi amari classici, negli ultimi anni si sono addolciti, riempiti di zucchero. Si dice che gli italiani siano dunque in piena regressione gustativa. Per spiegare questo fenomeno si potrebbe parlare femminilizzazione, siccome le donne hanno più papille sulla lingua e all’amaro sono più sensibili. Altrimenti anche di infantilizzazione, visto che i bambini l’amaro lo respingono, ma la parola più giusta è indifferenziazione. L’esplosione degli amari dolci, così come del prosecco e dello spritz sciropposo, è un effetto della crescente indistinzione dei sessi, poichè uomini e donne che bevono le stesse cose.

L’assunzione di alcol nei secoli
La parola alcol deriva dall’antico arabo “AL – KOOL” che significa finissima polvere dalle finalità coloranti Nel corso del tempo ovviamente i gusti di uomini e donne si sono certamente evoluti e progressivamente avvicinati e in parte omologati. Se guardiamo con un occhio critico al passato possiamo vedere come il consumo di alcol sia stato per moltissimi secoli una pratica sociale legata soprattutto all’universo maschile. Fino agli inizi del 1900, la birra ed il vino sono le principali bevande, consumate quotidianamente nelle civiltà occidentali. Solo al termine del XIX secolo, con la Rivoluzione industriale, alcuni importanti fattori come gli incidenti sul lavoro o stradali, inducono la scienza a valutare l’assunzione di alcol, ed in particolare l’abuso, come un problema medico e sociale. Proprio durante le rivoluzioni industriali il consumo di alcolici aumentò vertiginosamente soprattutto in Inghilterra.

Il consumo di alcolici come pratica sociale
Per rispondere alla domanda di partenza non esistono risposte univoche e di per se stesse esaudienti. nomeno psico-sociale è quello dell’ extreme drinking, cioè l’assunzione ripetuta e compulsiva di un elevato numero di bevande alcoliche, circa 5-6, nella stessa serata, sia da parte di uomini che di donne. Lo scopo è esclusivamente quello di raggiungere il massimo grado di ubriachezza possibile fino a perdere il controllo. In questo modo non vi è soltanto la pericolosità indotta dalla quantità eccessiva di alcol, ma anche quella dovuta alla modalità di ingestione. Questo fenomeno coinvolge prevalentemente soggetti di sesso maschile per ogni fascia di età ad eccezione della popolazione al di sotto dei 16 anni, per la quale non si rilevano differenze tra maschi e femmine. La tendenza aumenta con l’età raggiungendo il suo picco, per entrambe i sessi, nella fascia che va dai 18 ai 24 anni. Ovviamente i rischi cui si va incontro sono innumerevoli, ma ciò che si vuole evidenziare è la convergenza tra le abitudini di consumo maschili e femminili, seppur ancora con delle differenze e l’evoluzione dei consumi dell’alcol. Oggi siamo molto legati alle mode e anche social network ci indirizzano verso una maggiore standardizzazione. Con un consumo compulsivo di alcolici si riconsidera certamente la propria preferenza di gusto.